Il monastero di Santa Parasceve a Ginosa è un luogo che racchiude una storia ricca e affascinante, le cui radici affondano nel XII secolo, durante il periodo in cui la Puglia faceva parte dell'Impero Bizantino. In quel tempo, molti monaci basiliani, provenienti dall'Oriente, cercavano rifugio dalle persecuzioni iconoclaste che si stavano diffondendo. Questi religiosi, costretti a lasciare le loro terre d'origine, trovarono nelle grotte e negli angoli remoti di Ginosa un ambiente ideale per ritirarsi in preghiera e contemplazione.
In questo contesto, fondarono il monastero di Santa Parasceve, intitolato a una santa venerata nella tradizione cristiana orientale. Qui, immersi nella quiete delle gravine, i monaci crearono un centro di spiritualità e cultura, dove poterono dedicarsi non solo alla vita religiosa, ma anche alla conservazione e trascrizione di importanti testi sacri. Le chiese rupestri, ricavate direttamente nella roccia, furono adornate con affreschi che ritraevano episodi della vita di Cristo e dei santi, opere che riflettevano l'arte e la fede di quei tempi. Sebbene molti di questi affreschi siano stati danneggiati dal tempo, alcuni resti sono ancora visibili, offrendo un prezioso legame con il passato.
Con l’arrivo dei Normanni e, successivamente, degli Angioini, la situazione religiosa e politica in Puglia subì profondi cambiamenti. Il monastero, un tempo florido, iniziò a declinare insieme al monachesimo basiliano. Alla fine del XIII secolo, il complesso fu affidato ai Cavalieri Teutonici, un potente ordine religioso e militare che lo integrò nella loro rete di ospedali e case di accoglienza per i pellegrini. Questa transizione segnò la fine dell’autonomia del monastero, ma la sua eredità storica rimase viva.
Oggi, l'antico monastero ha assunto una nuova veste come Palazzo della Cultura di Ginosa. Questo centro moderno è stato concepito per celebrare la memoria storica del luogo, mantenendo viva la connessione con il passato. Il Palazzo ospita il BiblioMuseo, uno spazio dove biblioteca e museo si fondono per offrire ai visitatori un'esperienza immersiva nella storia di Ginosa. Attraverso una combinazione di documenti, reperti e tecnologie multimediali, come ricostruzioni 3D e tour virtuali, i visitatori possono esplorare secoli di storia in modo interattivo e coinvolgente.
Il monastero di Santa Parasceve, ora divenuto un centro culturale, rappresenta un perfetto esempio di come un sito storico possa essere trasformato e riqualificato per incontrare le esigenze del presente. Il Palazzo della Cultura non si limita a conservare la memoria di Ginosa, ma la rende accessibile e rilevante per le nuove generazioni, creando un ponte tra passato e futuro. In questo spazio, la tradizione si incontra con l'innovazione, offrendo un luogo dove la storia non è solo ricordata, ma anche reinterpretata e vissuta in maniera dinamica.