Legno secolare di ambigua naturaè il bastone che regge quell’uomointarsiato di magia, di parole complicateche forse non si posson neanche nominare“Sono il druido del Fanesnel lago di Braies ho nascosto il tempo”Un sasso è un sassolevigato dal passare del tempo,Un passo è un passoanche quando l’uomo è stancomentre cresceva dall’onda del mare,sono emerse le montagne io ero qua.mentre cresceva dall’onda del maresono emerse le montagne, io ero qua.Ho visto fiorire questa lingua verde,l’uomo riempire tutta quanta la terrada una rupe ho visto le stelle cadere,ogni stella è una lingua sentita parlare.Davanti al fuoco chiacchierava la gentelungo i fiumi e giù valle, già capivo più niente.E lontano va lontanocome un falco nei siti e nel tempoe tra polvere e ghiaccio popoli, lingue, bandiere,ma davanti al mio lago han placato la seteogni anima ha un nome che chiede di beredavanti al lago han visto il riflesso,scoperto che qui nessun uomo è diverso.Imparerà cos’è l’amore, imparerà cos’è la vitaimparerà che tutti giorni si sale una salita.Salirà le mie montagne, troverà la sua coscienzatra le stelle nel suo viaggioacquisirà la conoscenza.Arriverà alla vetta solo e senza fiatonel vedere l’orizzonte come non l’ha mai veduto,se arriverà alla vetta scordandosi il sentieropenserà che sotto ai piedipotrà avere il mondo intero.Ho pucciato il mio dito nel sangue del cuore,ammazzato di certo tra i rami della notteHo appoggiato una crocesu ogni cima che vedinella memoria che nulla possiedi.Sono il Druido del Fanes.Il monte, l’altare uscito dal ventre,dal legno che mi sostieneleggo la mia quotidiana orazione:Non son Padre né figliosulla tèrra donata,sono il merlo e sono il beccosenza anello e senza strada,padrone di niente, padrone di nessunodipendente soltanto dalle stagioni,mi perdo, mi brucio,è facile tagliarsise compio una guerra contro i miei sassi,è polvere e pelle quello che ho addosso,sotto le stelle, sotto me stesso.