Foto archivio GEB
Domenica prossima il GEB propone un percorso che si snoda tra due dei tre comuni che hanno dato vita, durante la seconda metà del quattordicesimo secolo, alla Lega del Chianti, alleanza politico-militare voluta da Firenze per amministrare e difendere i territori più a sud della Repubblica.
La nostra escursione partirà dal caratteristico borgo di Vertine, una frazione del Comune di Gaiole in Chianti, ad est del capoluogo, che accoglie i visitatori con il suo imponente cassero addossato alla porta principale. il percorso proseguirà tra vigneti spettacolari e zone tipiche del Chianti più selvaggio, permettendoci di godere di una bella vista panoramica su Radda in Chianti, fino a raggiungere la villa rinascimentale di Vistarenni, eretta in una località dal nome di Fisterinne di cui si ha notizia fin dal decimo secolo. Proseguiremo per ritrovarci al cospetto di un'altra emergenza architettonica seicentesca, la villa di San Donato in Perano, sorta laddove vi era un castello, in prossimità di insediamenti etruschi e oggi circondata da vigneti panoramici e di assoluto pregio. Il tratto finale si sviluppa a monte dell'abitato di Gaiole in Chianti e ci permetterà di avvistare altre rocche e castelli, nati per la difesa dall'alto della valle del Massellone, come la rocca di astagnoli e il castello di Meleto.
Al rientro, previsto in corrispondenza del punto di partenza, chi vorrà potrà visitare rapidamente il borgo murato di Vertine.
Ritrovi:
Ore 7:30 parcheggio scuole elementari Castelnuovo Berardenga - partenza ore 7:40
Ore 8:00 parcheggio Gaiole in Chianti (è consigliato ridurre le auto prima di salire a Vertine perchè il parcheggio non è particolarmente ampio):
Link al parcheggio di Gaiole: https://maps.app.goo.gl/MSQKYPAjuC1HWbZB6
Ore 8.15 località Vertine. Link al parcheggio della frazione: https://maps.app.goo.gl/8DmE122kyuoVS8bf9
Inizio escursione ore 8.30 in prossimità del parcheggio di Vertine
Dati del percorso:
Lunghezza km 13,3
Dislivello 470 metri
Quota massima: 580 metri s.l.m.
Quota minima: 350 metri s.l.m.
Rientro previsto alle auto attorno alle ore 13.15/13.30
Per chi vorrà organizzarsi, al termine dell'escursione ci tratterremo presso il giardino della frazione di Vertine per consumare il pranzo al sacco in compagnia.
Raccomandazioni:
Oltre alle solite raccomandazioni (scarponcini con suola scolpita, acqua e snack secondo le proprie esigenze, abbigliamento adatto alla stagione, ecc.) si raccomanda di avere scarpe di ricambio, soprattutto per risalire sulle auto auto successivamente all'escursione.
L'escursione è gratuita per i soci FIE mentre per i non soci sarà attivata la polizza temporanea al costo di 5,00 euro.
È gradita la prenotazione compilando il modulo Prenota percorso della settimana
Ad insindacabile giudizio dei coordinatori il percorso potrà essere variato o l'escursione annullata in base ad eventuali condizioni meteo avverse o per altre esigenze dettate dalla sicurezza.
A presto camminando
Il Gruppo comunicazione
Scheda tecnica dell'escursione
Percorso Escursionistico
Messa giornata
Anello di 13,3 km
Dislivello 470 m
Quota massima 580 m slm
Quota minima 350 m slm
Almeno 1,5 lt di Acqua Spuntino - pranzo al sacco facoltativo
Sono necessari : scarponi alti con suola ben scolpita, ghette, bastoncini secondo le proprie abitudini - scarpe di ricambio
Prenotazione
È gradita la prenotazione mediante la compilazione del modulo Prenota percorso della settimana
Coordinatore Tecnico
A.E. Alessandro Maggi Tel. 348 241 3824
Il quale costituirà la squadra degli accompagnatori che sarà presentata alla partenza dell'escursione. Tutti gli accompagnatori presenti saranno comunque a disposizione
Ritrovo e costi:
Castelnuovo Berardenga - Scuola elementare casina dell'acqua alle ore 7:30 - partenza ore 7:40
Gaiole in Chianti - Link Google Maps https://maps.app.goo.gl/MSQKYPAjuC1HWbZB6 alle ore 08:00
Vertine - Link Google Maps https://maps.app.goo.gl/8DmE122kyuoVS8bf9 Ritrovo ore 8:15 - partenza escursione oere 8:30
L'escursione è gratuita per i soci FIE. Per gli ospiti, correttamente equipaggiati, sarà attivata una polizza temporanea al costo di 5,00 euro
Attrezzatura
Fondo a tratti sconnesso. Sono obbligatori scarponcini alti con suola ben scolpita: chi indosserà scarpe non idonee non potrà partecipare all'escursione!
Ghette e bastoncini secondo le proprie abitudini. Kit per ripararsi dalla pioggia.
Acqua in abbondanza, spuntino e pranzo al sacco per chi vorrà, al termine dell'escursione, consumare il pranzo al sacco in compagnia presso il giardino della frazione di Vertine
Raccomandazioni particolari
I soggetti allergici o con particolari patologie (cardiache, respiratorie etc), sono invitati, gentilmente, a mettersi in contatto con il coordinatore dell’escursione, prima della partenza, per segnalare particolari esigenze e la presenza di farmaci personali salvavita (Adrenalina etc)
In questa escursione sarà presente il nostro defibrillatore portatile
Cenni storici:
Vertine:
La prima menzione del Castello di Vertine risale a un documento privato del 1013 mentre in un atto del 1049 un tale Pietro di Pietro dona al monastero di Coltibuono l'Integram suam portionem de castello e curte de Vertine, sempre da quel documento risulta che la località fosse sede di una corte comprendente 12 mansi. La località è citata anche in documenti dell'XI e del XII secolo in cui viene documentata la proprietà del castello da parte di diverse famiglie e solo nel 1202 si ha la prima indicazione sulla presenza dei Ricasoli che poi ne furono proprietari fino all'epoca moderna. Nel 1312 e nel 1351 alcuni esponenti della famiglia Ricasoli compirono degli atti di ribellione nei confronti dell'autorità fiorentine e dei membri della loro famiglia rimasti fedeli a Firenze, questi atti sembra siano stati compiuti con il concorso dei senesi. Durante le guerre aragonesi, tra il 1452 e il 1478, il castello divenne la principale residenza dei Ricasoli che in quel periodo avevano la carica di Commissari della Repubblica di Firenze per il Chianti. Nel XVI secolo a Vertine vennero restaurate le fortificazioni. Oggi Vertine è un borgo fortificato visitato da un notevole numero di turisti attratti dalla notevole conservazione del suo centro abitato e dal fatto di essere nel territorio del Chianti Classico. Vertine si presenta racchiuso nelle sue mura difensive. In origine il circuito murario si sviluppava con un andamento grossomodo ellittico ed era scandito da alcune torri, una delle quali, in corrispondenza della principale porta di accesso costituiva il Cassero, una soluzione simile a quella di Tignano. Oggi la cinta muraria manca in alcuni tratti come sul retro della chiesa parrocchiale e nei pressi della porta meridionale, che era posta esattamente all'opposto di quella del cassero. Le due porte sono collegate da una strada che ancora oggi presenta tracce dell'acciottolato medievale. Il cassero, restaurato integralmente alla fine del XX secolo, è costituito da un possente torrione a pianta rettangolare, rivestito in filaretto di alberese, in cui in corrispondenza di ogni piano si aprono finestre ad arco ribassato; sul lato interno è presente una porta con stipiti in arenaria. A fianco del cassero è l'unica porta di accesso rimasta che è costituita da un arco a tutto sesto che sovrasta un arco ribassato in laterizio. Nell'abitato di Vertine sono numerose costruzioni coeve al cassero che conferiscono al borgo un aspetto tipicamente medievale. Da segnalare è il grande edificio posto nella parte meridionale che presenta un accurato rivestimento in filaretto di alberese e che per la sua imponenza potrebbe essere stato la residenza dei signori del luogo. Nell'abitato è presente la chiesa di San Bartolomeo, un edificio ricostruito in forme neoromaniche negli anni trenta del XX secolo.
Villa Vistarenni:
Villa Vistarenni è una dimora signorile in origine era conosciuta con il nome Fisterinne. Con questo nome, non si sa se riferito ad una castello o a un villeggio, la troviamo citata per la prima volta in una carta della Badia a Coltibuono risalente al 1033; in tale atto stilato nel castello di Montegrossi venivano stilati i confini con san Donato in Perano. Nel XV secolo Fisterinne era un villaggio appartenente alla famiglia Cecchini di Panzano. Nel 1621 diventa di proprietà di Giannozzo da Cepparello per poi passare nel secolo successivo alla famiglia Pianigiani, originari di Radda in Chianti e in quel periodo viene trasformata da castello in villa rinascimentale dotata di corte, orto , frantoio e cantina. Nel 1852 diventa di proprietà di Ferdinando Strozzi (1821-1878), senatore del regno d'Italia dal 1860. Nel 1895 risulta proprietario il barone Giorgio Sonnino, fratello di Sidney Sonnino. Attualmente appartiene alla famiglia Tognana. La villa è una costruzione in stile cinquecentesco anche se l'attuale aspetto le è stato donato tra il 1914 e il 1919 su progetto dell'architetto Ludovico Fortini. La villa sorge in splendida posizione in pieno territorio chiantigiano. La facciata è caratterizzata da una scala spezzata in due tronconi di notevole impatto scenografico. Nel parco sorge una cappella dedicata a Santa Maddalena de' Pazzi. La cappella presenta sull'architrave la data 1584 e la seguente iscrizione: D.O.M. TM MAGDALENA DE PAZZIS DI A.D. MDLXXXIV. La cappella fu usata anche come sepolcreto privato dalla famiglia Sonnino. Resta il mistero del perché sia stata intitolata a Maria Maddalena de' Pazzi; probabilmente perché da giovane la futura santa visse per alcuni anni nel castello di Albola e alla famiglia dei Pazzi appartenne la cappella del Mercatale che si trova all'incrocio tra Albola, Radda in Chianti e Vistarenni.
Castello di San Donato in Perano:
Il castello di San Donato in Perano si trova nell'omonima località nella parte settentrionale del territorio comunale di Gaiole in Chianti, in provincia di Siena. Il castello venne edificato nel corso del X secolo nei pressi della preesistente cappella di San Donato, su un'area collinare dove erano ubicati preesistenti insediamenti di epoca etrusca e romana. Il complesso architettonico divenne una struttura militare strategica con funzioni difensive nell'area di confine tra il territorio fiorentino in cui rientrava e quello senese, per poi essere trasformato in fattoria fortificata nel corso della seconda metà del Cinquecento a seguito della definitiva caduta della Repubblica di Siena e la sua definitiva annessione al Granducato di Toscana. Acquistato dagli Strozzi nel corso della seconda metà del Cinquecento a seguito della dismissione della struttura militare, il complesso venne trasformato in fattoria agricola rimanendo in possesso della famiglia fiorentina fino al 1967, anno in cui è passato di proprietà ad un'azienda agricola. Il complesso, parzialmente cinto da mura rivestite in pietra con coronamento sommitale, si presenta come una villa seicentesca a pianta rettangolare che si articola su tre livelli, a seguito degli interventi di ristrutturazione effettuati dopo la dismissione della struttura militare. Una cappella privata venne realizzata al piano nobile dell'edificio padronale, mentre all'esterno venne realizzato un giardino all'italiana davanti al fronte meridionale del complesso architettonico. Attorno all'edificio padronale, furono edificati altri corpi di fabbrica dopo la trasformazione del complesso in fattoria agricola.