L'autunno è arrivato con tutta la sua instabilità meteorologica e con il freddo ma nella speranza che ci regali uno spiraglio di bel tempo per domenica 5 dicembre abbiamo programmato un'escursione di prossimità su un percorso molto suggestivo nella sua semplicità, che si apre sul paesaggio straordinario delle crete e attraversa o costeggia luoghi di interesse storico e culturale.
Resteremo nella zona di Pieve a Bozzone con un hiking di 10,5 km, con una ascesa totale di 240 metri, classificato E-Escursionistico per via della mancanza di segnalazioni del sentiero.
Il fondo, prevalentemente su strada bianca, in alcuni tratti può essere sdrucciolevole, ancora di più in funzione del maltempo di questa settimana.
Tempo di percorrenza circa 3 ore e mezzo.
Ci troveremo alle ore 8:30 alla rotatoria e sottopasso Siena-Bettolle in prossimità di Presciano (seconda uscita di Taverne direz. Bettolle - N43.298404, E11.403164
Partenza ore 9:00 dopo le operazioni di accoglienza ed attivazione delle polizze assicurative per gli ospiti.
Attraverseremo Mociano, Montechiaro, Pieve a Bozzone, Vico d'Arbia e Presciano con panoramiche aperture sulle torri della città, sulla cerniera tra Crete e Chianti, sulle propaggini sud dei Monti del Chianti.
L'evento, a causa delle restrizioni imposte dalle normative anticovid, sarà a numero chiuso per un massimo di 30 partecipanti oltre agli accompagnatori (1 ogni 10 camminatori). Sarà possibile formare più gruppi nell'eventualità del superamento di tale limite.
Saranno stipulate polizze temporanee per i non soci.
Durante l'escursione la distanza interpersonale dovrà essere di almeno 2 metri; nelle situazioni che non permettono il mantenimento della distanza di sicurezza si dovrà indossare la mascherina.
È obbligatorio prenotarsi all'escursione entro Sabato 4 Dicembre alle ore 14:00 tramite il form: Prenota Percorso della settimana
Sabato sera sarà inviata una mail di conferma a chi potrà partecipare con allegato il modulo di autocertificazione da compilare e consegnare alla partenza.
Ad insindacabile giudizio del coordinatore l'escursione potrebbe essere annullata o subire modifiche per ciò che concerne il percorso o gli orari.
A presto Camminando.
Il Gruppo Comunicazione
Ascesa totale 240 m
È obbligatorio prenotarsi all'escursione entro Sabato 4 Dicembre alle ore 14:00 tramite il form: Prenotazione percorso della settimana
Sabato sera sarà inviata una mail di conferma a chi potrà partecipare con allegato il modulo di autocertificazione da compilare e consegnare alla partenza.
Ritrovo e costi
Il raduno è alle ore 8:30 alla rotatoria e sottopasso Siena-Bettolle in prossimità di Presciano (seconda uscita di Taverne direz. Bettolle - N43.298404, E11.403164
Partenza ore 9:00
L’escursione è gratuita per i soci F.I.E., agli ospiti correttamente equipaggiati sarà attivata polizza temporanea al costo di 5,00 euro a persona.
Regolamento
Chi partecipa all'escursione è tenuto al rispetto del Regolamento Escursioni e delle linee guida della FIE per la ripresa delle attività sociali (vedi documento)
Attrezzatura
Scarponi da trekking con suola scolpita, (alle persone con calzature non idonee sarà inibita la partecipazione in gruppo), bastoncini, Acqua in abbondanza, spuntino ricordando che non è consentita la condivisione di cibo o bevande
mascherina, soluzione/gel disinfettante, sacchetto per smaltimento DPI, Autodichiarazione CoViD19 già compilata
Raccomandazioni Particolari
I soggetti allergici o con particolari patologie (cardiache, respiratorie etc), sono invitati, gentilmente, a mettersi in contatto con il coordinatore dell’escursione, prima della partenza, per segnalare particolari esigenze e la presenza di farmaci personali salvavita (Adrenalina etc).
In questa escursione sarà presente il nostro Defibrillatore portatile
Note storiche
PIEVE A BOZZONE - Situata sul versante est di una collina alla cui base scorre il torrente da cui prende il nome, è caratterizzata da una pieve già esistente nel XII secolo, citata con il titolo di Sant'Andrea al Bozzone nella bolla di Papa Clemente III inviata nel 1189 a Bono vescovo di Siena; fu arricchita nel XVI secolo del titolo di abbazia trasferitovi dall'Abbazia della Trinità ad Alfiano.
L'edificio fu restaurato nell'Ottocento e si presenta con la facciata scandita da lesene agli angoli e il timpano in laterizio aggettante sulla superficie intonacata; il portale, anch'esso inquadrato da una cornice in mattoni, è preceduto da una scalinata.
All'interno sui due altari laterali sono esposti dipinti neogotici databili ai primi anni del Novecento racchiusi in un tabernacolo di stile analogo raffiguranti la Madonna col Bambino e il Redentore; in sagrestia una tavola cinquecentesca raffigurante la Madonna col Bambino, San Giovannino, Santa Caterina e San Girolamo rielabora modi mutuati dal Sodoma da un artista attivo nella seconda metà del secolo.
MONTE CHIARO – Monte Chiaro era uno dei comunelli della Repubblica Senese. Il nucleo originario era composto da una villa, ornata di torre, e da una chiesa intitolata a S. Bartolommeo, annessa alla parrocchia di S. Pietro a Vico d'Arbia. Si trova sulla sommità di un colle alla base del quale scorrono Arbia ad oriente e Bozzone ad occidente.
La torre di Monte Chiaro fu eretta nel 1371 a spese della Signoria di Siena. Nel giugno del 1554 Monte Chiaro fu saccheggiato dai soldati Austro-Ispani comandati dal Marchese di Marignano, che lo stesso mese assalirono anche Vico d' Arbia e il vicino villaggio di S. Giovanni al Bozzone, mettendo entrambi a ferro e fuoco.
Il Castello di Monte Chiaro fu edificato nel 1071, come sembra indicare un atto del marzo dello stesso anno, quando Wuinigi della Berardenga donò il poggio di Monte Chiaro ai canonici del Duomo di Siena, che avevano già alcuni possedimenti nella zona.
La villa di Montechiaro fu edificata nel XVII secolo dalla famiglia Bianchi Bandinelli e successivamente la famiglia Griccioli l'acquistò grazie al ramo materno. L'edificio ha una dimensione imponente: la facciata, che si affaccia sul grande giardino, è composta da due piani decorati con cornici. Al centro della facciata si trova il portone principale, incastonato all'interno di un arco a tutto sesto. L'edificio conservò lo stesso aspetto dell'epoca dei Romagnoli, che dipinsero la villa con il giardino e l'adiacente boschetto. La tenuta dispone anche di una piccola cappella neoclassica. La facciata dell'edificio è definita da un timpano e colonne.
Attualmente la zona ospita una tenuta che si estende su 160 Ha di terreno, di cui 10 a vigneto circondati da 2000 ulivi. Tutti i casali sono stati restaurati ai margini di un piccolo borgo del XVII secolo, incentrato su una villa di famiglia. Le abitazioni sono state ristrutturate e arredate con particolare cura, preservando i soffitti con travi in legno ei pavimenti in cotto. Le viste panoramiche sono eccezionali, in particolare la vista di Siena in lontananza e la vista panoramica di dolci colline con vigneti e uliveti.
VICO D'ARBIA - Sorge su un versante alla cui base orientale scorre il fiume Arbia. È caratterizzato da una chiesa parrocchiale intitolata a S. Pietro, cui fu annessa quella di S. Bartolommeo a Monte Chiaro.
Il nucleo è citato fin dal 1224 in un manoscritto dell’Opera del Duomo di Siena, dal quale si rileva che la chiesa di S. Pietro a Vico d’Arbia risultava in dote alla cattedrale della città.
Pesanti rimaneggiamenti hanno alterato la struttura esterna della chiesa, nota dall'XI secolo. Si presenta con la facciata intonacata preceduta da tre gradini in cemento. L'altare in pietra fu costruito alla fine del Settecento dal parroco Grilli (come indicano gli stemmi posti sulle mensole a sostegno delle colonne laterali). Sulle pareti si trovano due tele: un Martirio di San Bartolomeo, attribuito a Crescenzio Gambarelli, attivo a Siena nella seconda metà del Seicento e la pala di grandi dimensioni, dipinta per l'altare di destra, raffigurante la Purificazione di Maria Vergine, opera di elevata qualità stilistica e riconducibile alla produzione migliore di Astolfo Petrazzi nel secondo decennio del Seicento.
PRESCIANO – Si trattava di un castello, poi ridotto a villaggio, con chiesa parrocchiale intitolata a S. Paolo, posto sulle pendici pendice meridionali di una collina che fiancheggia la riva destra dell’Arbia,
Le prime informazioni sulla scelta di erigere un castello in questo luogo, si hanno da un documento del 1398 nel quale si cita il pagamento di 3021 lire ad una maestranza per la "fabbrica" del castello. L'anno successivo un'altra provvigione riporta l'ordine di edificare la fortificazione di Presciano, insieme a Torrenieri e Bibbiano. Un’altra provvisione dell’anno successivo comanda, che Presciano sia fortificato come Torrenieri e Bibbiano.
Di Presciano, posto fra il colle e il fiume Arbia, fanno menzione alcuni documenti del monastero di S. Prospero di Siena, uno dei quali, dell'11 giugno 1298, cita un podere posto nel piano di Presciano, in un luogo detto le Vignole.
Il piccolo paese si trova a circa 230 metri s.l.m. e si estende nell’ambito del territorio dei Comuni di Siena ed Asciano (e per una piccola parte Castelnuovo Berardenga).
Le valenze ambientali sono date dall’ondulazione dei rilievi e valli, dal contrasto tra coltivazione e macchia, e dal segno dei filari di cipressi delle ville padronali.
Voci popolari raccontano che negli anni ’70 questo paese fece da nascondiglio a Renato Curcio, persona che avrebbe dato origine, passando per l’esperienza di Sinistra Proletaria, al primo nucleo delle Brigate Rosse, il principale gruppo di lotta armata dell’estrema sinistra attivo negli anni di piombo. Infatti pare che dopo l’evasione dal carcere andò a rifugiarsi presso alcuni amici in alcune cantine sotterranee che si troverebbero nel paese e che ci rimase a vivere per circa 3 mesi.
In questo luogo vi è anche un antica leggenda che racconta di un manipolo di cavalieri che in alcune notti transiterebbe dal paese, in alcuni casi si riuscirebbe a sentire distintamente gli zoccoli dei cavalli calpestare il terreno e addirittura le voci degli uomini. Pare che questi combattenti di origine medioevale siano tutt’oggi alla ricerca del loro capo che li guidò durante la battaglia di Montaperti. Chi in passato raccontò di averli visti descrisse che nel loro scudo vi era un’aquila imperiale, uno stemma d’oro con tre leoni azzurri rampanti e una ruota rossa al centro che farebbe pensare a Giovanni Ugurgieri, sepolto in Duomo a Siena, che cadde eroicamente durante la battaglia Montaperti, il 4 Settembre 1260, colpito da un quadrello di balestra fiorentino. Infatti, nel paese esiste una villa che appartenne alla famiglia degli Ugurgieri, che fu anticamente dei Biringucci.
Si racconta anche che nel suddetto palazzo viveva alla metà del 900 una vecchia signora che praticava “stregonerie” per togliere il malocchio a persone, animali e cose e che se ben pagata non disdegnava di mandare “accidenti” ai malcapitati.