Siamo tornati con un nuovo numero della rubrica “Collaboratore scolastico del mese”, il cui vincitore è Vincenzo Giordano.
Il Signor Vincenzo Giordano ci parla un po’ del suo lavoro, di lui e del suo impegno giornaliero, e del suo amore a favore dei ragazzi del nostro Liceo.
Diamo dunque inizio all’intervista, buona lettura.
Da quanto tempo è in questa scuola?
"Sono un collaboratore scolastico dal 2000, sono ben 25 anni che lavoro in questa scuola, ho partecipato e vinto il concorso per assistente tecnico ma, continuo a fare il collaboratore scolastico."
Secondo lei, come mai gli studenti vi hanno eletto?
"Forse perché sono una persona abbastanza umile, non è un vanto ma è una mia caratteristica, vado incontro ai ragazzi, mi immedesimo nei loro problemi, cerco di aiutarli; forse perché dopo tanti anni ho acquisito abbastanza esperienza in merito e sono stato ragazzo proprio come loro. So le loro esigenze, i loro problemi, le loro paure, cerco di metterli a loro agio, di superare quei momenti particolari insieme a loro, di dare consigli sempre utili a riguardo la loro situazione attuale: ovvero quella di un ragazzo o una ragazza che affronterà un grande percorso di crescita dal punto di vista sia fisico e che psicologico."
Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
"Il contatto con i ragazzi, perché da loro apprendo parecchie cose. Sembra una cosa scontata, ma i ragazzi danno un’energia positiva, la voglia di superare momenti critici personali. In precedenza cinque anni fa ho avuto un infarto, però grazie all'aiuto dei ragazzi sono riuscito a riavere la voglia di andare avanti, perché il futuro dipende da loro che mi ispirano fiducia."
Qual è la cosa più gratificante?
"La cosa più gratificante è collegata a loro, agli alunni. Quando li incontro per caso dopo tanto tempo da qualsiasi parte e mi rivolgono parole gentili come: “Ciao Vincenzo, come stai?” provo soddisfazione, perché mi fa pensare che ho lavorato bene e che i ragazzi si ricordano ancora di me.
Credo di dare il meglio per quello che posso dare, sempre nei limiti di quello che possiamo fare, come persone che lavorano con passione e impegno."
Il suo lavoro è faticoso? Ci spieghi perché…
"Fino a cinque anni fa si, ora no, ho lavorato nel privato ed è molto più faticoso, sono stato costretto anche a lavorare in “nero”, nonostante tutto lavorare non è impossibile.
Poi è subentrata la patologia e adesso mi adatto alle nuove mansioni."
Mandi un augurio ai ragazzi dello G.B. Scorza.
"Vi auguro il meglio per il futuro a cui aspirate e un futuro luminoso e sereno."
Ciao ragazzi!
Giorgia Cardamone