LA MISSION DELLA FONDAZIONE:
La storia omegnese è caratterizzata da una forte creatività che si è articolata in diversi settori industriali e culturali: dai marchi Bialetti, Girmi, Alessi che hanno fatto la storia del casalingo italiano nel mondo all’attività educativa di Gianni Rodari, geniale creatore di storie in prosa e in versi tradotto in sessantina di paesi nel mondo. L’impegno della Fondazione è quello di creare occasioni di intrattenimento educativo e di turismo culturale a partire dall’opera rodariana.
LA STORIA
1996 realizzazione struttura Forum con fondi europei
1997 istituzione Fondazione M.A.I.O.
2001 realizzazione Ludoteca e Giardini della Torta in Cielo
2006 Parco Rodari affidato a Fond. M.A.I.O.
2019 riqualificazione Forum con bando Beni Aperti
2021 realizzazione Museo Rodari
I NUMERI del 2023
- CIRCA 50.000 PRESENZE -
Proposte per le scuole "Gite" (laboratori ludo-linguistici e teatrali e uscite didattiche) 15.000 b/i
Servizi di “pre” e “dopo scuola” 90 b/i per tutto l’anno
Festival della letteratura per ragazzi Gianni Rodari 1000 b/i per incontri/spettacoli
Progetti didattici presso le scuole 500 b/i
Ingressi al Museo Rodari 5.000 persone
Contatti con altri enti: (università 40 studenti + Asl 12 utenti + Ciss 10 b/i,...)
Le avventure per famiglie 2.000 persone
Ludoteca e mini ludo + feste private 8.000 ingressi
Centri estivi 80 b/i (per 60 giorni)
Gli eventi speciali: San Vito Bimbi 10.000 persone, il Lago dei Draghi 6.000 persone
Proposte espositive permanenti e temporanee 3.000 persone
Gestione della parte congressuale con annesso spazio co-working 1.000 persone
Punto vendita per la valorizzazione del prodotto artigianale locale
Il CDA della Fondazione
Tarcisio Ruschetti
Presidente
Pino Boero
Consigliere
Rosa Rita Varallo
Consigliere
Alberto Poletti
Direttore
Il Comitato dei Garanti, l'organo che indirizza le linee guida della Fondazione, attualmente in carica è composto da:
Nicoletta Pera, Pietro Capriata, Sara Piemontesi, Maria Giulia Comazzi, Valentino Valentini, Marco Delsignore, Silvia Drutto, Pietro Capriata.