Notizie storiche:
Il canonico Gregorio Jannuccelli, custode della Piana Biblioteca Sublacense, nel volume Memorie di Subiaco e sua Badia, edito a Genova nel 1856, tra le innumerevoli notizie riportate sul Territorio ricorda (pag. 396) la chiesa non molto lontana da Subiaco chiamata la Madonna del Rapello, all’epoca di proprietà della famiglia Antonucci.
In un secondo volume “Continuazione delle Memorie di Subiaco e sua Badia - Dall’anno1853 al corrente 1869 -“, edito a Roma nel 1869, nomina nuovamente la chiesa con queste notizie:
“Sopra un aprico poggio, lungo la via rotabile che mena a Frosinone, presentasi il bel casino dell’E.mo Antonucci, ed a pochi passi la chiesuola della Madonna del Rapello. Il Cardinale ha imperato, che ogni anno il dì 29 settembre fosse memorando, e sacro alla Madre di Dio; poiché in quel dì Egli andò sopra l’altare ad offrire il primo incruento sacrifizio; ed ha imposto, che la Vergine dovesse con più fervore, e pompa onorarsi, affinché fosse la singolar protettrice di sua famiglia. I degni nipoti Benedetto, e Filippo di buon grado eseguiscono il comando. Si apparecchiano pertanto due triduane preghiere i molti fedeli, che vi concorrono; e nel dì festivo que’ che tratto tratto vi giungono, trovan pronto il Sacerdote celebrante. Sul tramonto del sole, dopo il canto delle preci lauretane si benedice al numeroso popolo colla Sacra Reliquia”.
Nella piccola chiesa ha celebrato la santa messa anche Gregorio XVI nel corso delle sue ripetute visite eseguite a Subiaco. Il pontefice venne ospitato dalla Famiglia Antonucci Lucidi, nella villa gentilizia situata lungo la via Sublacense che comprendeva anche la piccola chiesa posta accanto.
L’ingresso trionfale a Subiaco di Gregorio XVI avvenuto il 29 aprile 1834.
Dopo i molteplici passaggi di proprietà avvenuti tra i vari eredi Antonucci Lucidi, la chiesa rimase abbandonata per diversi anni. Una lapide, ancora esistente al suo interno, venne collocata in occasione dell’Anno Mariano del 1954 e ricorda, oltre al parziale restauro eseguito da parte della Provincia di Roma, la sua importanza storica e spirituale.
In seguito la chiesa rimasta priva della copertura, versava in uno stato di totale abbandono al punto che era prevista la sua demolizione a causa del pericolo che rappresentava lungo la strada statale sublacense.
Sulla spinta delle emotività suscitate dal grande Giubileo del 2000, un gruppo di persone presero l’iniziativa di mantenere la memoria del sito denominato San Michele ed il culto della Vergine e degli Angeli restato sempre vivo presso i Sublacensi.
Il 25 novembre 2002, con atto del Dott. Mario Lupi, notaio in Roma, 12 Soci Fondatori costituirono la Fondazione ARS ANIENSIS onlus con lo scopo di provvedere oltre al restauro della chiesa, l’attuazione di finalità socio-culturali nel territorio dell’Alta Valle dell’Aniene.
Con successivo atto del notaio Carlo Gaddi del 16 aprile 2003, la suddetta Fondazione acquistò da GENNA Marianna, ANTONUCCI LUCIDI Maria Elena e ANTONUCCI LUCIDI Tiziana la suddetta chiesa attivando misure edilizie di sicurezza sulle murature pericolanti con allontanamento del notevole materiale di risulta che si era accumulato, in anni di abbandono, sia all’interno della struttura che lungo l’adiacente cunetta di pertinenza.
Nel corso dei successivi anni si riuscì a consolidare ulteriormente la muratura e provvedere al rifacimento della copertura eseguita con travi di castagno e sovrastante posa di tegole antiche. Venne installata la gronda in rame con predisposizione dei discendenti per le acque piovane.
Consolidamento della muratura e realizzazione del tetto con travature di castagno.
Stato attuale della chiesa in vista dei prossimi interventi.
Ridotto il numero dei Soci Fondatori a due (quattro per decesso e sei per dimissioni), con l’accoglimento di altri due Soci il nuovo Consiglio di Amministrazione viene così composto: Presidente, Tesoriere, VicePresidente e Segretario. Con atto notarile, del novembre 2024, è stato adeguato lo Statuto secondo le normative del Terzo settore, ed attraverso l’ampliamento degli scopi sociali la Fondazione mira a trasmettere alle nuove generazioni una molteplicità di attività volte alla tutela e valorizzazione delle peculiarità del territorio dell’Alta Valle dell’Aniene.
In conformità all’ Articolo 2 del predetto Statuto: “ La sede della Fondazione è in Subiaco (Roma), Strada Regionale 411 Sublacense, Km. 17.500 – Largo Madonna dell’Appello n. 1 ”.
Il successivo Art 4 specifica che :
La Fondazione non persegue fini di lucro ma concorre alla promozione e alla tutela delle tradizioni storiche, religiose e socio-culturali e nello specifico persegue le seguenti attività di interesse generale, aventi finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale:
1) Interventi e servizi sociali, anche, ma non esclusivamente, ai sensi dell’articolo1, commi 1 e 2, della legge 8 novembre 2000, n.328, e successive modificazioni.
2) Educazione, istruzione e formazione professionale nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa.
3) Interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente.
4) Interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; in particolare, interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni.
5) Formazione universitaria e post universitaria, educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educative.
6) Ricerca scientifica di particolare interesse sociale.
7) Organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o recreative di interesse sociale, culturale o religioso incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale.
8) Radiodiffusione sonora a carattere comunitario, ai sensi dell’articolo 16, comma 5, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni.
9) Organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso.
10) Formazione extra scolastica.
11) Cooperazione allo sviluppo.
12) Accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti.
13) Agricoltura sociale, anche ai sensi dell’art. 2 della legge 18 agosto 2015, n.141, e successive modificazioni.
14) Organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche.
15) Protezione civile.
16) Riqualificazione di beni pubblici inutilizzati, o di beni confiscati alla criminalità organizzata.
La Fondazione potrà tuttavia svolgere tutte le attività accessorie che le sono consentite dalla legge per il raggiungimento delle finaltà statutarie e tutte le altre attività volte a migliorare la qualità della vita nel territorio dell’Alta Valle dell’Aniene.
Cellulare: [ Presidente 339 5771139 - Tesoriere 351 9521444 -
Vice Presidente 338 4756921 - Segretario 333 3175000 ]
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