Fabio Randellini "Spatola" nasce nel 1952. Ha vissuto buona parte della sua vita a Bologna dove da ragazzo si diploma alla scuola di grafica e lavorando in questo settore coltiva la passione per l'arte. Si occupa in seguito di restauro di oggetti in metallo, in particolare in bronzo. Nel 1987 si trasferisce a Bormio, in Valtellina, ma è solo nel 1994 che la sua passione per la scultura lo porta a riprendere l’attività artistica e gli studi, laureandosi in Scultura presso L'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
Nel 1994 ottiene il 2° premio sezione scultura al concorso Nazionale Cosmé Tura di Ferrara. Contemporaneamente espone Sondalo in Valtellina (SO) e partecipa all’Expo di Bormio sempre in Valtellina.
Nel 1995 espone a Verona nell’ambito della mostra mercato Euro Arte Expo.
Nel 1996 partecipa all’arte fiera di Vicenza.
Nel 1997 espone in permanenza presso la Wilco Gallery di Lugano.
Nel 1998 e espone in collettiva, presso la Fondazione Mantovani, la Permanente e l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
Nel 1999 é ospite del Comune di Livigno con una mostra personale dal titolo “L’umanità lotta per l’uomo, figlio del sentimento e della ragione”.
Dal 2000 al 2020 insegna disegno e storia dell’arte nelle scuole dell’ Alta Valtellina e scultura presso il Liceo Artistico di Morbegno.
Dal 2003 al 2008 lavora alla realizzazione di un’opera monumentale dedicata a Papa Giovanni Paolo II, ora visibile nella Cattedrale di Canosa di Puglia.
Nel 2014 espone e realizza un’opera monumentale a Tirano presso le cantine Plozza Vini.
Nel 2015/16 espone a Bormio presso il Mulino Salacrist una mostra dal titolo “Memoria: 0% del presente”.
Nel 2018 espone a Bormio presso la Banca Popolare di Sondrio una mostra dal titolo “ Tra significante & in significato”.
Nel 2022/23 espone a Bormio presso il mulino Salacrist una mostra dal titolo “Storia di una iperbole e altro”.
Nel 2023 espone a Mestre, quale finalista, nella collettiva internazionale del Premio Mestre 2023
Nel 2024 espone a Livigno presso il centro LAD - Art Domus una mostra dal titolo "Armonia dell'iperbole".