Il "Manifesto di Ventotene. Per un'Europa libera e unita" nasce dalle riflessioni di un gruppo di persone confinate sull'Isola di Ventotene dal regime fascista.
Siamo nel 1941, quando quasi tutta Europa, con la sola eccezione del Regno Unito era sotto il controllo delle armate naziste.
Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Ursula Hirshmann, Ada Rossi e altri, in quella situazione di costrizione maturano l'idea che la fine della guerra avrebbe portato alla vittoria delle democrazie sulle dittature se si fosse abbandonato il principio della sovranità assoluta degli Stati nazione.
Il Manifesto, scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi viene portato clandestinamente in continente da Ursula Hirshmann e Ada Rossi; viene diffuso prima a Roma e poi a Milano (nel film, al link sottostante potrete vedere in che modo si ingegnano per conservare i pezzi di foglio e altri materiali su cui avevano scritto i loro pensieri e il loro progetto, senza essere scoperti).
La prima edizione stampata del Manifesto avviene nel 1943 a Milano e viene ristampato a Roma, in una nuova edizione del 1944, a cura di Eugenio Colorni che ne scrive anche la prefazione.
Lo scopo del Manifesto era quello di mettere in moto un'azione rivoluzionaria da cui poteva nascere un nuovo Stato e una nuova, vera democrazia.
Questo progetto, secondo il gruppo che lo aveva scritto, non doveva fermarsi all'Italia ma estendersi a livello internazionale.
L'Europa oggi, è ancora chiamata a rispondere ai punti deboli delle sue democrazie e lo può fare ricordando sempre l'idea di una unità internazionale ispirata dal documento scritto a Ventotene nel 1941.