La mia esperienza in Finlandia
Ciao a tutti, sono Mosè, uno studente di 4BP e ho trascorso il primo quadrimestre dell’anno 2021/2022 all’estero, più precisamente in Finlandia.
Sono arrivato in Finlandia il 9 Agosto, erano circa le 13.00 quando il mio aereo è atterrato all'aeroporto di Helsinki-Vantaa, lì mi aspettavano mia sorella e mia madre ospitante,e con loro sono arrivato alla città dove ho abitato per circa 5 mesi, Salo.
Una volta arrivato a Salo, ho incontrato il mio papà ospitante e anche i miei due fratelli ospitanti.I primi giorni in Finlandia sono stati molto strani, mi trovavo a vivere in un ambiente a me nuovo, con persone che non conoscevo e a cercare di capire una lingua che non parlavo, ma dopo le prime due settimane, ho iniziato ad integrarsi sempre di più in quelli che erano lo stile di vita e la cultura finlandese.
Ho iniziato la scuola il 13 Agosto, la scuola finlandese è molto diversa dalla scuola italiana. In Finlandia l’anno scolastico è diviso in vari periodi, e per ognuno di questi puoi scegliere un certo numero di materie a piacere, alla fine di ogni periodo c’è una settimana dedicata interamente ai test, che vengono svolti per ogni materia scelta su tutto il programma svolto.
A scuola in Finlandia è raro utilizzare i libri, i finlandesi hanno un sistema scolastico molto tecnologico, infatti noi studenti utilizziamo libri in formato digitale per ogni materia, anche matematica, e tutti i test venivano svolti al computer. Per quanto riguarda i voti, vengono attribuiti in base ai punteggi dei test, vanno dall’1 al 10, per passare è abbastanza ottenere 5, nel caso uno studente non superasse un test, avrebbe dovuto o ripetere il corso o avrebbe avuto la possibilità di rifare il test dopo un mese, senza dover ripetere il corso. In Finlandia è quindi praticamente inesistente la bocciatura. L’unico piccolo iniziale ostacolo è stata la lingua, perchè nelle scuola tutti i corsi sono insegnati esclusivamente in finlandese.
Un’altra differenza importante è il clima. Io sono arrivato in Finlandia ad Agosto e in questo periodo dell’anno la temperatura si aggira intorno ai 15/20 °C, e le giornate sono molto lunghe, proprio per questo in agosto ogni sera cenavamo in giardino. In settembre le temperature iniziano piano piano ad abbassarsi, fino ad arrivare ad ottobre/ novembre dove, quest’anno, la temperatura si è abbassata fino a -25°C. L’inverno finlandese è molto ben diverso dall’inverno italiano. In Finlandia nevicava 24/7, e il sole sorge verso le 9.00 e tramonta alle 15.00, quindi le giornate sono particolarmente corte, oltre a ciò è di vitale importanza imparare a vestirsi come si deve, per evitare di morire di freddo.
Uno dei traumi più grandi per un italiano in Finlandia è senza dubbio il cibo. Mi ricorderò sempre una frase che mi disse mio padre ospitante appena arrivato, “noi mangiamo per sopravvivere, non perchè ci piace ciò che mangiamo”, ed è proprio così. Piatti tipici finlandesi sono i makaronilaatikko, un tipo di pasta tipico finlandesee lohikeitto, che è una zuppa di salmone e verdure.I dolci tipici sono ad esempio pulla, simili a cinnamon rolls, makaronilaatikko, che è una torta ai mirtilli , e non possono mancare i salmiakki, le tipiche liquirizie finlandesi.
Per quanto riguarda la lingua, è una lingua parecchio complessa, è difficile imparare bene il finlandese, ma con buona costanza e con l’aiuto di amici e familiari è possibile arrivare capire e a parlare un pò. Io, personalmente, ci ho messo un pò per iniziare a capire le conversazioni, ma dopo i primi 3 mesi riuscivo a capire gran parte della conversazioni e a parlare un pò. Ma la lingua non è mai stata un grande problema, proprio perché tutti i finlandesi parlano benissimo inglese.
Per quanto riguarda le persone, c’è il preconcetto che tutti i finlandesi siano persone fredde e molto timide. Ma posso dire che non è affatto così, inizialmente posso dare questa impressione ma una volta che impari a conoscerli sono persone molto solari e amichevoli.
Per concludere, definirei i mesi passati in Finlandia come i mesi più belli della mia vita fino ad ora, perchè mi hanno dato la possibilità di confrontarmi con una nuova cultura, di diventare molto più indipendente sotto diversi punti di vista, e di conoscere tante persone nuove. Consiglio veramente quest’esperienza a tutti, e come si dice in finlandese “heippa!!”
Alternanza Scuola-Lavoro a Antibes
Ciao a tutte e a tutti, sono Veronica e negli scorsi anni ho studiato nel corso ESABAC del Liceo Pico prima di diplomarmi e proseguire gli studi linguistici all'università. In questa sezione del blog, vi racconterò della mia esperienza di lavoro a Antibes, in Francia.
Nel settembre del 2019 il liceo che frequentavo ha avviato un programma di studio e lavoro a Amiens. Nell'ambito delle attività di Alternanza Scuola-Lavoro (oggi PCTO), la scuola ha organizzato un periodo di studio all'estero. Il bando metteva a disposizione 15 posti per gli studenti di tutto l'istituto e prevedeva lo svolgimento di un periodo di stage della durata di 3 settimane.
Ciascuno di noi selezionati è stato poi destinato ad un impiego diverso presso alcuni negozi del centro di Antibes: io, per esempio, sono stata affiancata alle commesse di un negozio di cosmetici e profumi "Nocibé", una catena molto conosciuta in Francia. La prima settimana, dopo la mattina passata al lavoro, ci si ritrovava a scuola per alcune lezioni di francese tecnico, specifico per l'ambiente lavorativo, mentre le settimane successive abbiamo lavorato tutto il giorno.
Alloggiavamo in coppia in famiglia. Ricordo ancora bene i miei genitori e i miei fratelli "adottivi", così come tutti i loro animaletti: le caprette Tic e Tac, il cagnolino Lolo, la cricetina Rose e Titti, un'iguana ghiotta di cavallette che adorava le carezze sulla testa. Con loro ho trascorso momenti indimenticabili: io e la mia compagna siamo state accolte a braccia aperte da tutti e la loro gentilezza, la loro cordialità sono state una vera benedizione.
Quanto alla profumeria, beh, è stata una piacevole sorpresa. Il posto mi permetteva di restare costantemente a stretto contatto con il pubblico e con i turisti, un tassello fondamentale di quest'esperienza perché mi ha permesso di utilizzare, sforzare la lingua francese a tempo pieno. Allo stesso tempo, ho imparato moltissimo e l'esperienza da commessa-cassiera è stata altamente formativa. Ho certamente avuto modo di imparare un mestiere, occupandomi di servire e consigliare i clienti, oltre ad occuparmi del riassortimento della merce e della decorazione della vetrina.
Sebbene quest'esperienza non mi abbia lasciato ricordi negativi, ve n'è uno che custodisco con affetto: i miei compagni di viaggio e gli insegnanti. loro sono stati la vera