"Faccio partire il primo dei due brani e inizio ad ascoltare La scimmia. Un incipit che cattura, un riff di sax dove è impossibile non muoversi a ritmo. A dar manforte arriva la chitarra elettrica, pulita e cristallina ma dallo spirito rock, sostenuta da dei bassi super carichi e da una batteria spedita e potente. Nel mezzo del brano la chitarra improvvisamente si fa distorta e trasforma l’opera in un progressive rock di tutto rispetto. Hai capito il trio!"

[....]"Alla luce di tutto questo, mi diventa difficile inquadrare gli Epepe Trio in un genere preciso. Non a caso, gli Epepe Trio hanno vinto l’edizione 2022 de L’Artista che non c’era – sez. Strumentale (insieme ad un altro progetto decisamente interessante, Mi.Co, di Michele Santoriello), un Premio che ha nelle sue caratteristiche quella di non precludere nessun genere musicale. Sicuramente negli Epepe Trio c’è qualche elemento jazz, sia chiaro, soprattutto nei virtuosismi del sax e in qualche accordo o in alcune ritmiche che riconducono più di altre a quel mood. Però la chitarra elettrica, col suo suono pulito e calibrato, la batteria col suo tiro micidiale e con le sue trovate sagaci, conferiscono al tutto un’anima quasi da progressive rock, con qualche accenno di elettronica qua e là dato dall’effettistica. Un disco completo e ricco di sorprese, per gli amanti dell’Album Oriented Rock strumentale, del sax e della musica strumentale in generale". Gionata Prinzo - L'isola che non c'era