Busto di Cesare dei Musei Vaticani
Il busto di Cesare è una scultura in marmo bianco lunense, risalente all’età augustea (44-30 a.C) è conservato nei Musei Vaticani. Nel 44 a.C. infatti il senato romano decise che Cesare avrebbe avuto una sua statua in ogni tempio sia a Roma che in tutta Italia.
Augusto di Prima Porta
L’Augusto di Prima Porta è una statua di marmo bianco, alta 2,04 m che ritrae l’imperatore Augusto. Attualmente è conservata nei Musei Vaticani, ma venne ritrovata nel 1863 nella villa di Livia Drusilla. La statua rappresenta Augusto, vestito con una corazza e con il mantello attorno ai fianchi (paludamentum), mentre parla con i soldati. Sulla corazza è presente il rilievo del re dei Parti che restituisce a un generale romano le insegne strappate a Crasso nel 53 a.C. durante la rovinosa battaglia di Carre; ai lati sono presenti le figure di due province romane. Tutta la scena è inserita in un contesto cosmico, infatti, in alto sono presenti le personificazioni del Cielo (al centro), del carro di Apollo e di quello di Aurora (ai lati); in basso si riconoscono Apollo sul grifone, Diana sulla cerva e al centro distesa la dea Terra. Il bambino in basso è Eros, figlio di Venere: la figura allude a Venere e alla Gens Iulia, famiglia di appartenenza dell’imperatore. L’opera vuole rendere un'immagine divinizzata dell’imperatore, esaltando anche le sue vittorie militari. Significativo in questo senso è che Augusto venga raffigurato a piedi nudi come avveniva con le statue di dei o di eroi.
Gemma Augustea
La Gemma augustea, conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna, è un cammeo in rilievo su due strati, intagliati su una pietra araba d’onice. La Gemma fu probabilmente creata in occasione del trionfo tributato a Tiberio nel 12 d.C., erede del Princeps, Augusto, e futuro imperatore, dopo i successi ottenuti su Dalmati e Pannoni. La figura seduta sul trono rappresenta l'imperatore Augusto con in una mano una lancia e nell'altra il lituo. La figura alle spalle di Augusto, sulla destra, è Oikoumene, la personificazione del mondo abitato, che sta incoronando Augusto con una corona civica di foglie di quercia, usata per lodare chi abbia salvato la vita ad un cittadino romano. Le figure alla destra dell’imperatore rappresentano Nettuno (la prima), la seconda la Terra (o l'Italia). Le altre due figure alla sinistra dell'imperatore rappresentano il regno dell'acqua e della terra, mentre i bambini che li circondano potrebbero rappresentare le stagioni, estate ed autunno, poiché uno di essi tiene in mano delle spighe di grano. La figura posta sotto Augusto è l'aquila di Giove. L'aquila potrebbe significare che l'imperatore è seduto al posto della divinità. Seduta accanto all'imperatore sta Roma, che indossa un elmo sulla testa e tiene una lancia nella mano destra mentre la sinistra tocca delicatamente l'elsa della sua spada, probabilmente a dimostrare che Roma era sempre pronta a combattere una nuova guerra. A fianco di Roma troviamo Germanico, il nipote prediletto di Augusto. Al suo fianco un carro trionfale, su quale troviamo Tiberio che indossa una toga, che rappresenta la civiltà e la pace. Tiberio sta scendendo dal carro e si sta dirigendo verso l’imperatore, in segno dell’obbedienza a quest’ultimo.
Rilievo di augusto sull'Ara pacis
Il fregio che decora uno dei lati lunghi del recinto dell'Ara pacis rappresenta Augusto mentre guida una processione religiosa; accanto al principe compaiono i consoli, i sacerdoti pubblici e tutti i membri della famiglia imperiale. L’obiettivo era diffondere l’immagine di una famiglia armoniosa, che in realtà era lacerata da lotte per il potere. L’Ara pacis è stata collocata da Augusto nel Campo Marzio, l’ampia spianata sulla riva sinistra del Tevere ed è stata realizzata tra il 13 e 9 a.C.