I versi dall’836 all’859 del libro VI dell’Eneide si collocano all’interno del dialogo tra Enea ed Anchise ed in particolare sono parte del discorso pronunciato proprio da quest’ultimo. È proprio Anchise che fa da guida al figlio nell’incontro con i vari personaggi presenti nei Campi Elisi. Nei 23 versi analizzati sono ben 10 i personaggi citati da Anchise. Il primo a comparire al verso 836 è Lucio Mummio, celebre per aver vendicato i Troiani distruggendo nel 146 a.C. la città di Corinto, segnando così la superiorità romana sul mondo greco. Al verso 838 Virgilio cita Lucio Emilio Paolo, console che nel 168 a.C. vinse Perseo, detto “Aeciden”, nella battaglia di Pidna; in questi versi vengono anche ricordati i saccheggi e la consegna di ostaggi che i Romani imposero alle città greche sconfitte. Nel verso 841 sono citati sia il noto Marco Porcio Catone il Censore sia il console Aulo Cornelio Cosso che, nel 428 circa, vinse Larte Tolumnio, re di Veio, nelle campagne belliche italiche. Dopo aver ricordato anche la gens Gracchia, Virgilio si concentra sulla famiglia degli Scipioni di cui vengono citati i due membri più famosi: Scipione l’Africano Maggiore e Scipione l’Emiliano. Gli ultimi personaggi introdotti da Anchise sono Gaio Fabrizio Luscino, Gaio Attilio Regolo, generale e console che vinse la seconda guerra punica, Quinto Fabio Massimo cunctator, soprannominato così per la sua tattica di temporeggiare ed evitare qualunque scontro frontale con Annibale, e Marco Claudio Marcello, che si distinse in ambito bellico vincendo i Galli Insubri e avendo un ruolo strategico in numerose battaglie della seconda guerra punica.