Il passo si colloca all’interno del libro VI sulla catabasi di Enea negli inferi: l’eroe si trova nei campi elisi con il padre Anchise a osservare le anime che bevendo dal fiume Lete dimenticano della loro vita precedente e si preparano alla reincarnazione (teoria derivante dalla tradizione orfico-pitagorica). Così il padre Anchise illustra al figlio le persone che saranno destinate ad essere quelle anime che appaiono ad Enea, ovvero i futuri personaggi che faranno grande Roma, tra cui Ottaviano Augusto. Con il catalogo degli eroi si compie così il compito encomiastico del poema, giustificando il potere augusteo come previsto dalla provvidenza. Nei versi 836-859 continua l’elenco dei personaggi illustri di Roma tra cui Curio e Fabrizio, vincitori di Pirro, la stirpe di Gracco, i due Scipioni e Quinto Fabio Massimo: questi elogiati per virtù militare aprono una riflessione sentenziosa sulla virtù del romano, ovvero la guida dei popoli col potere, la salvaguardia della pace con la punizione dei superbi. Così viene posto il confronto con la cultura greca, che invece predilige l’esaltazione dell’arte, identificata nelle spirantia..aere, metonimia e iperbato al v.844 che indicano statue tanto realistiche da sembrare vive. L’immagine del romano virtuoso viene perfettamente esemplificata nella descrizione di Marcello, introdotto con un doppio iperbato al v.853 (insignis spoliis Marcellus opimis), che vinse i Galli e i Cartaginesi; proprio grazie alla sconfitta del re gallo Viridomaro ottenne le spoglie opime e per terzo le appese al dio Quirino, secondo una antica legge di Numa.