Si riportano qui dei passi di altri autori classici in cui compare la figura di Atlante che regge la volta celeste.
Apollodoro, Biblioteca I, 2.3:
Ιαπετοῦ δὲ καὶ Ἀσίας Ἄτλας, ὃς ἔχει τοῖς ὤμοις τὸν οὐρανόν, καὶ Προμηθεὺς καὶ Ἐπιμηθεὺς καὶ Μενοίτιος, ὃν κεραυνώσας ἐν τῇ τιτανομαχία Ζεὺς κατεταρτάρωσεν.
Da Giapeto e Asia, Atlante, che sostiene il cielo sulle spalle, e Prometeo e Epimeteo e Menezio che, durante la Titanomachia, Zeus colpì con il fulmine e scagliò nel Tartaro.
Giapeto e Asia, invece, ebbero Atlante (quello che tiene il cielo sulle sue spalle), Prometeo, Epimeteo e Menezio: quest'ultimo fu colpito dalla folgore di Zeus durante la guerra contro i Titani e scaraventato nel Tartaro.
[1.2.3] To Iapetus and Asia was born Atlas, who has the sky on his shoulders, and Prometheus, and Epimetheus, and Menoetius, he whom Zeus in the battle with the Titans smote with a thunderbolt and hurled down to Tartarus.
Apollodoro, Biblioteca II, 5.11:
ὡς δὲ ἧκεν εἰς Ὑπερβορέους πρὸς Ἄτλαντα, εἰπόντος Προμηθέως τῷ Ἡρακλεῖ αὐτὸν ἐπὶ τὰ μῆλα μὴ πορεύεσθαι, διαδεξάμενον δὲ Ἄτλαντος τὸν πόλον ἀποστέλλειν ἐκεῖνον, πεισθεὶς διεδέξατο. Ἄτλας δὲ δρεψάμενος παρ᾽ Ἑσπερίδων τρία μῆλα ἧκε πρὸς Ἡρακλέα. καὶ μὴ βουλόμενος τὸν πόλον ἔχειν... καὶ σπεῖραν ἐπὶ τῆς κεφαλῆς θέλειν ποιήσασθαι. τοῦτο ἀκούσας Ἄτλας, ἐπὶ γῆς καταθεὶς τὰ μῆλα τὸν πόλον διεδέξατο. καὶ οὕτως ἀνελόμενος αὐτὰ Ἡρακλῆς ἀπηλλάττετο. ἔνιοι δέ φασιν οὐ παρὰ Ἄτλαντος αὐτὰ λαβεῖν, ἀλλ᾽ αὐτὸν δρέψασθαι τὰ μῆλα, κτείναντα τὸν φρουροῦντα ὄφιν.
[…] E [ Eracle] giunse da Atlante, nel paese degli Iperborei. Prometeo però gli aveva detto di non andare lui stesso a prendere le mele, ma di mandare Atlante dopo aver preso il suo posto nel sorreggere la volta celeste. Eracle obbedì e si sostituì ad Atlante. Atlante colse tre mele dal giardino delle Esperidi e tornò da Eracle. Ma non voleva più sostenere la volta del cielo e allora disse che avrebbe portato lui stesso le mele a Euristeo e chiese a Eracle di reggere il cielo al suo posto. Eracle accettò, ma con un inganno, ridiede il carico del cielo ad Atlante. Prometeo infatti gli aveva consigliato di chiedere ad Atlante di sostenere il cielo finché lui non si fosse fatto un sostegno per la testa. Udito ciò, Atlante posò le mele e gli diede il cambio.
Apollodoro, Biblioteca III, 10.1:
Ἄτλαντος δὲ καὶ τῆς Ὠκεανοῦ Πληιόνης ἐγένοντο θυγατέρες ἑπτὰ ἐν Κυλλήνῃ τῆς Ἀρκαδίας, αἱ Πληιάδες προσαγορευθεῖσαι, Ἀλκυόνη Μερόπη Κελαινὼ Ἠλέκτρα Στερόπη Ταϋγέτη Μαῖα. τούτων Στερόπην μὲν Οἰνόμαος ἔγημε, Σίσυφος δὲ Μερόπην. δυσὶ δὲ ἐμίχθη Ποσειδῶν, πρώτῃ μὲν Κελαινοῖ, ἐξ ἧς Λύκος ἔγεντο, ὃν Ποσειδῶν ἐν μακάρων ᾤκισε νήσοις, δευτέρᾳ δὲ Ἀλκυόνῃ, ἣ θυγατέρα μὲν ἐτέκνωσεν Αἴθουσαν τὴν Ἀπόλλωνι Ἐλευθῆρα τεκοῦσαν, υἱοὺς δὲ Ὑριέα καὶ Ὑπερήνορα. Ὑριέως μὲν οὖν καὶ Κλονίης νύμφης Νυκτεὺς καὶ Λύκος, Νυκτέως δὲ καὶ Πολυξοῦς Ἀντιόπη, Ἀντιόπης δὲ καὶ Διὸς Ζῆθος καὶ Ἀμφίων. ταῖς δὲ λοιπαῖς Ἀτλαντίσι Ζεὺς συνουσιάζει.
[3.10.1] Atlas and Pleione, daughter of Ocean, had seven daughters called the Pleiades, born to them at Cyllene in Arcadia, to wit: Alcyone, Merope, Celaeno, Electra, Sterope, Taygete, and Maia. Of these, Sterope was married to Oenomaus, and Merope to Sisyphus. And Poseidon had intercourse with two of them, first with Celaeno, by whom he had Lycus, whom Poseidon made to dwell in the Islands of the Blest, and second with Alcyone, who bore a daughter, Aethusa, the mother of Eleuther by Apollo, and two sons Hyrieus and Hyperenor. Hyrieus had Nycteus and Lycus by a nymph Clonia; and Nycteus had Antiope by Polyxo; and Antiope had Zethus and Amphion by Zeus. And Zeus consorted with the other daughters of Atlas.
Atlante e Pleione, figlia di Oceano, ebbero sette figlie chiamate Pleiadi, nate a Cilene in Arcandia, ovvero: Alcyone, Merope, Celaeno, Electra, Sterope, Taygete, e Maia. Di queste, Sterope era sposata con Enemao, e Merope con Sisifo. E Poseidone ebbe rapporti con due di loro, prima con Celaeno, dalla quale ebbe Lico, che Poseidone fece abitare nelle Isole dei Beati, e poi con Alcyone, la quale partorì una figlia, Etusa, madre di Eleuther avuto da Apollo, e i due figli Ireo e Iperete. Ireo ebbe Nitteo e Lico da una ninfa di nome Clonia; e Nitteo ebbe Antiope da Polisso; e Antiope ebbe Zeto e Anfione da Zeus. E Zeus si unì con le altre figlie di Atlante.
Caio Giulio Igino, Fabulae, CXCII (192):
Atlante ebbe da Pleione dodici figlie ed il figlio Iante, che fu ucciso da un cinghiale o da un leone. Le sorelle lo piansero fino a consumarsi dal dolore. Cinque di esse furono trasformate nelle stelle dette Iadi. Le altre sette sono ora le stelle dette Pleiadi (Alcione, Celeno, Sterope, Merope, Lacedemone da Taigete, Maia, Elettra). Di Elettra si dice che si celi alla vista dalla distruzione di Troia, di Merope che sia la meno brillante perché fu la sola fra le sorelle a sposare un mortale.
Omero, Odissea, I, 51-54:
νῆσος δενδρήεσσα, θεὰ δ' ἐν δώματα ναίει,
Ἄτλαντος θυγάτηρ ὀλοόφρονος, ὅς τε θαλάσσης
πάσης βένθεα οἶδεν, ἔχει δέ τε κίονας αὐτὸς
μακράς, αἳ γαῖάν τε καὶ οὐρανὸν ἀμφὶς ἔχουσι.
È un’isola boscosa e lì vi dimora una Dea,
la figlia del terribile Atlante: del mare
intero egli conosce gli abissi e regge le grandi
colonne su cui poggiano, dai due lati, la terra e il cielo.
Esiodo, Teogonia, 507:
κούρην δ᾽ Ἰαπετὸς καλλίσφυρον Ὠκεανίνην
ἠγάγετο Κλυμένην καὶ ὁμὸν λέχος εἰσανέβαινεν.
ἣ δέ οἱ Ἄτλαντα κρατερόφρονα γείνατο παῖδα:
[…]
Ἄτλας δ᾽ οὐρανὸν εὐρὺν ἔχει κρατερῆς ὑπ᾽ ἀνάγκης
πείρασιν ἐν γαίης, πρόπαρ Εσπερίδων λιγυφώνων,
ἑστηὼς κεφαλῇ τε καὶ ἀκαμάτῃσι χέρεσσιν:
ταύτην γάρ οἱ μοῖραν ἐδάσσατο μητίετα Ζεύς.
Now Iapetus took to wife the neat-ankled mad Clymene, daughter of Ocean, and went up with her into one bed. And she bare him a stout-hearted son, Atlas. […]. And Atlas through hard constraint upholds the wide heaven with unwearying head and arms, standing at the borders of the earth before the clear-voiced Hesperides; for this lot wise Zeus assigned to him.
Ora Giapeto prese in moglie la matta Climene dalle belle caviglie, figlia di Oceano e giacé con lei a letto. E lei gli partorì un figlio dal cuore robusto, Atlante. […]. E Atlante, attraverso una dura costrizione, sostiene l’ampio cielo con testa e braccia instancabili, in piedi ai confini della terra, davanti alle Esperidi dalla voce cristallina; il saggio Zeus gli assegnò questa sorte.