Nell’universo letterario contemporaneo, il nome di Gioia Lomasti si staglia come una presenza luminosa e poliedrica, capace di intrecciare poesia, narrativa e impegno culturale con rara dedizione. Nata a Ravenna, ha saputo trasformare la sua passione per la scrittura in un percorso costellato di opere e iniziative che hanno lasciato un segno tangibile nel panorama artistico italiano ed estero.
Il suo esordio avviene con “Passaggio” (2008), un’opera che segna l’inizio di un cammino poetico intenso e personale, seguito da “DolceMente al Soffio di De André”, delicato omaggio al grande cantautore Fabrizio De André, dove la parola si fa musica e la musica diventa parola. La sua produzione si arricchisce negli anni di testi che esplorano la dimensione lirica e narrativa, sempre con un tratto distintivo di sensibilità e profondità.
Parallelamente alla scrittura, Gioia Lomasti ha dato vita a progetti di ampio respiro culturale. Nel 2011 fonda insieme a Marcello Lombardo il blog “Vetrina delle Emozioni”, poi evolutosi in un sito di riferimento per autori emergenti vetrinadelleemozioni.com, offrendo loro visibilità e sostegno. Questo spazio diventa un crocevia di talenti, un laboratorio di idee e un palcoscenico per voci nuove, consolidando la sua figura di promotrice instancabile della letteratura.
La sua attività non si limita alla promozione: Lomasti ha diretto collane editoriali dedicate alla poesia e alla narrativa, curato antologie collettive (AA.VV.), e collaborato con redazioni e riviste culturali, contribuendo a diffondere la scrittura come strumento di condivisione e crescita. La sua opera si estende anche al sociale, dove crede fermamente nel valore dell’amicizia e della solidarietà come fonti di vita e di ispirazione.
Tra le pubblicazioni più recenti spicca “Note condivise” (2022), realizzata insieme a Luciano Somma, un’opera che intreccia saggistica e poesia, confermando la sua capacità di dialogare con diversi linguaggi e di aprirsi a collaborazioni di alto profilo. Questo titolo si aggiunge a una costellazione di lavori che testimoniano la sua versatilità e il suo impegno costante nel dare voce alle emozioni e alle riflessioni più profonde.
Non meno rilevante è il suo ruolo di curatrice e organizzatrice di eventi culturali, dove la sua sensibilità poetica si traduce in iniziative capaci di avvicinare il pubblico alla letteratura e all’arte. La sua presenza nel panorama giornalistico e letterario italiano è stata arricchita da collaborazioni con autori e critici di rilievo, consolidando ulteriormente la sua autorevolezza.
In sintesi, i progetti di Gioia Lomasti – dalle opere poetiche come Passaggio e DolceMente al Soffio di De André, alle iniziative culturali come Vetrina delle Emozioni, fino alle recenti pubblicazioni come Note condivise – compongono un mosaico di rara eleganza e intensità. Essi testimoniano non solo la sua vocazione artistica, ma anche la sua capacità di creare ponti tra autori, lettori e culture diverse, rendendo la sua figura un punto di riferimento imprescindibile per chi crede nel potere trasformativo della parola.
In questo percorso di intensa creatività e di costante dialogo con la tradizione letteraria, l’approdo più recente di Gioia Lomasti si manifesta nell’opera “Il Verso che Tace”, raffinato omaggio a Dante Alighieri. In questo progetto, l’autrice intreccia la sua voce poetica con l’eco immortale della Commedia, restituendo al lettore un tessuto di parole che non si limitano a celebrare il Sommo Poeta, ma ne rinnovano la vitalità nel presente. Il silenzio evocato dal titolo diventa spazio di meditazione, un luogo interiore dove il verso antico si fonde con quello contemporaneo, generando un dialogo che attraversa i secoli e si apre a nuove interpretazioni.
“Il Verso che Tace” non è soltanto un tributo, ma un ponte ideale tra la memoria e l’attualità, tra la grandezza del passato e la sensibilità del nostro tempo. Con questo lavoro, Gioia Lomasti conferma la sua capacità di rendere la poesia un’esperienza universale, capace di parlare a lettori di ogni provenienza e di ogni epoca. È un invito a sostare, ad ascoltare ciò che il verso custodisce anche quando tace, e a riconoscere nella parola poetica la forza di illuminare il cammino umano.