“Arte, Storia e Tecnologia”
La parola tecnologia deriva dal greco “techne” arte intesa come il saper fare e “logia” discorso, trattato. La parola stessa ti porta a pensare il stretto legame e l’intreccio che può nascere facilmente con l’arte. Gli artisti hanno sfruttato sempre le conoscenze tecnologiche in modo tale da trovare il loro linguaggio artistico sia nei materiali, oppure strumenti per potersi esprimere in modo più adatto alle loro capacità per sviluppare la loro arte, la loro visione, i pensieri e le loro credenze. La tecnologia è un’ambio che influenza le nostre vite, nei anni ha avuto esponenzialmente un evoluzione che ha condizionato la vita quotidiana di tutti gli individui, migliorandoli le condizioni di vita, contribuendo al loro benessere attraverso metodologie sempre più avanzate. Tenendo presente che ogni epoca ha avuto una sua evoluzione e soprattutto la tecnologia, che spesso lo possiamo prendere per scontato, ma il suo impatto durante ogni generazione è stato rivoluzionario. Nella nostra epoca in cui i social media e la comunicazione virtuale sono quotidiani e indispensabili, la scrittura ha perso il suo valore per lasciare spazio alla comunicazione visiva. Oggi cosa significa inventare una scrittura? Si possono inventare ancora dei caratteri? O dobbiamo accontentarci della scrittura che c’è? Questa è la sfida intellettuale del mio progetto, che attinge da una tradizione molto ampia basata sulla mescolanza fra parola e immagine creando così un impatto non solo orale ma anche visivo. In questa epoca, la scrittura domina tutti i campi: quello della comunicazione, dei media, dei social ecc. creando una specie di nuvola fatta di parole che rischia di essere sovrabbondante e insensata. Il mio progetto nasce dall’esigenza di creare una scrittura significativa anche verso altri segni. L’idea è quindi di creare un altro alfabeto: un alfabeto di segni a partire da un apparente gioco di pattern per ridare significato al segno grafico della parola che ci scorre sotto gli occhi tutti i giorni e si perde. Per i nostri avi vedere una parola scritta era una cosa quasi rara (pensiamo ad esempio che all’inizio del ‘900 in Italia erano in pochi a saper leggere e da allora, in 120 anni, è cambiato tutto). Indagare la natura della parola e della scrittura è particolarmente urgente: nella parola è insita la capacità di avvicinare, ma se non le dedichiamo attenzione e cura, può al contrario creare chiusura e lontananza. La grande bolla dei social è esattamente questa: che ti crea l’illusione di star socializzando ma in realtà maschera un distacco. Come reazione a questo fenomeno, il mio progetto propone di creare un lessico, una sorta di codice, dedicato esclusivamente a famiglia e amici. Nello specifico, il mio vuole essere un LESSICO FAMIGLIARE, che mi permetta di sentire vicina la mia comunità..
La realizzazione delle stampe in tessuto sono fatte in collaborazione con l'azienda Dino Zoli Textile.