Foto di Stefano Corso
Elena Pintauro (Nina), 21 anni, è un’artista visiva che vive e studia in Italia.
La sua pratica artistica nasce da un’esigenza di ascolto e di elaborazione della propria dimensione emotiva. In una fase della vita caratterizzata da emozioni intense e complesse, utilizza la scrittura come primo strumento di riflessione: pensieri e stati d’animo vengono annotati in un taccuino, diventando il punto di partenza del processo creativo.
Attraverso l’uso dell’acrilico e dell’acquerello, Elena traduce queste esperienze interiori in segni, colori e stratificazioni. La sua ricerca si estende anche alla sperimentazione dei supporti, che variano dalla tela alla carta, fino a superfici non convenzionali come la carta millimetrata, vissute come spazi di gioco, esplorazione e libertà espressiva.
Il dialogo tra materiali e basi diverse le permette di esplorare il rapporto tra equilibrio e instabilità, controllo e spontaneità, densità e trasparenza. Il gesto pittorico si sviluppa in modo istintivo, lasciando spazio all’imprevisto e alla scoperta.
Le sue opere non mirano a una rappresentazione figurativa, ma all’evocazione di sensazioni e dinamiche interiori. La pittura diventa così uno spazio di ricerca e trasformazione, in cui emozione, gesto e colore si intrecciano in un equilibrio fragile e in continua evoluzione, invitando lo spettatore a una lettura personale e soggettiva.
Elena Pintauro (Nina), 21, is a visual artist who lives and studies in Italy.
Her artistic practice stems from a need to listen to and process her emotional dimension. In a phase of life marked by intense and complex emotions, she uses writing as her first tool for reflection: thoughts and emotional states are recorded in a notebook, becoming the starting point of her creative process.
Through the use of acrylic and watercolor, Elena translates these inner experiences into marks, colors, and layers. Her research also extends to the experimentation with different surfaces, ranging from canvas to paper, including unconventional materials such as graph paper, which she approaches as spaces for play, exploration, and expressive freedom.
The dialogue between materials and diverse supports allows her to explore the relationship between balance and instability, control and spontaneity, density and transparency. Her painterly gesture develops instinctively, leaving room for unpredictability and discovery.
Her works do not aim for figurative representation, but rather at evoking sensations and inner dynamics. Painting thus becomes a space of research and transformation, where emotion, gesture, and color intertwine in a fragile and ever-evolving balance, inviting the viewer to a personal and subjective interpretation.