Mi chiamo Joan Hartmann ed il 12 dicembre 2021 la mia vita è cambiata radicalmente: sono sopravvissuta a un’aggressione brutale da parte del mio ex compagno, avvenuta presso l’Autosilo Balestra. Quel giorno ho scelto di porre fine a mesi di violenze fisiche, psicologiche e finanziarie. Una scelta che mi è costata gravi conseguenze fisiche, tra cui la frattura dello sterno, delle costole e lesioni permanenti alla cervicale ma che ha segnato anche l’inizio di un percorso di rinascita.
Di fronte a me si sono aperte due strade: lasciarmi sopraffare dal dolore oppure trasformare quella sofferenza in forza e consapevolezza. Ho scelto la seconda via, più impervia ma profondamente autentica. Mi sono concessa il tempo necessario per elaborare, per ascoltare le mie emozioni e per accoglierle senza giudizio.
Oggi sto completando un Bachelor in Lavoro Sociale, con l’obiettivo di diventare Assistente Sociale. La mia esperienza personale mi ha fatto comprendere quanto sia fondamentale il ruolo di chi opera nel sociale, soprattutto nei momenti più bui della vita di una persona.
Parallelamente, ho dato vita a un progetto di ascolto e supporto, inizialmente chiamato”Il Salotto dell’Ascolto”, oggi evoluto in “Eco di Voce”. Questo cambiamento di nome riflette anche la mia trasformazione personale. “Eco di Voce” è uno spazio sicuro, privo di giudizio, dove chi sta vivendo situazioni di violenza o fragilità può trovare ascolto, accoglienza e se desiderato un accompagnamento nella costruzione di una rete di supporto, in sinergia con associazioni e istituzioni del territorio.
Credo profondamente nella forza della collaborazione. Quando realtà diverse si uniscono per un obiettivo comune, si genera un’energia capace di infondere speranza, sicurezza e senso di appartenenza.