Disturbi d'ansia:
D. d'ansia sociale
D. di panico
Agorafobia
D. ossessivo-compulsivo e disturbi dello spettro ossessivo
D. d'ansia generalizzato
Fobie specifiche
Disturbi dell'umore:
Depressione maggiore
Disturbo bipolare
Disturbi di personalità:
D. di personalità Dipendente
D. di peraonlaità Evitante
D. Borderline
D. Narcisistivo
D. di persoanlità Ossessvio
Si tratta di un’emozione di base, potremmo anche definirla una sfumatura della paura, che comporta uno stato di attivazione dell’organismo (detto arousal) quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa. Di per sé l'ansia non è un fenomeno anormale, anzi in molte situazioni ci prepara a reagire prontamente ad un pericolo o a superare una sfida.
Può accadere tuttavia che l'ansia si presenti in una forma di intensità tale da non giustificare la gravità oggettiva dello stimolo che l'ha innescata, durarare più del normale e attivare una serie di meccanismi e comportamenti che influiscono negativamente sulla nostra vita e le nostre attività. I sintomi fisiologici più frequesnti sono:
Palpitazioni, tachicardia o aritmia: sono condizioni che tutti noi sperimentiamo quotidianamente ma che per alcuni diventano una fonte marcata di preoccupazione. Spesso non hanno delle conseguenze mediche e sono del tutto spiegabili come forme di eccitazione dovute all'ansia, quindi aventi una origine psicogena.
Dolore o fastidio toracico: possono essere dovuti alle reazioni fisiologiche dell'ansia che aumenta il flusso sanguigno, la pressione arteriosa e induce una respirazione più intensa e di tipo toracico anzichè diaframmatico, che aumenta la portata e afflusso d'aria e affatica i muscoli intercostali provocando cosi il fastidio o dolore.
Mancanza d'aria o sensazione di soffocamento: l'ansia produce l'iperventilazione (incremento della frequenza di cicli respiratori). L'eccessivo apporto di ossigeno, che tramite l'emoglobina del sangue arriva al cervello, causa una sensazione di vertigine.
Nausea o disturbi addominali: la nusea è generata da un ritmo disturbato di contrazione e rilassamento dello stomaco, il che può avere molteplici cause normali come l'ingestioine di particolari cibi ma anche lo stress o l'ansia possono causarla. In una situazione di allerta devono essere rese disponibili più risorse energetiche possibili, è necessario quindi, per l'organismo ridurre tutti i processi non necessari (blocco della digestione e dell'appetito), per ottenere la risposta più efficiente possibile.
Sudorazione: è una comune reazione fisiologica dell'ansia che ha la funzione di abbassare la temperatura corporea. In una situazione di allerta percepita viene innescata una catena endocrina e chimica a partire dalla produzione di adrenalina con aumento del metabolismo energetico che produce calore, ancora una volta per renderci pronti ad agire con prontezza.
Vertigini o capogiri: la vertigine è provocata da un contrasto tra i nostri sensi, visivo e uditivo, col sistema dell'equilibrio o vestibolare. Anche in questo caso l'ansia o lo stress possono essere responsabili.
Depersonalizzazione o derealizzazione: sono due forme di alterazione della coscienza provocate spesso da stanchezza, deprivazione di sonno, meditazione o altre pratiche di focalizzazione intensiva e possono essere aumentate dall'ansia.
L'aspetto che più di tutti ha importanza nel capire l'ansia e i suoi effetti è la valutazione cognitiva che spesso sovrastima la gravità dei sintomi di cui sopra. Questo vuol dire che spesso la nostra mente e la nostra attenzione si iperfocalizza su queste sensazioni aumentando l'intensità dell'ansia e della preoccupazione che a loro volta aumentano gli stessi sintomi fisici. Si crea cosi un circolo vizioso che si auto alimenta e si rafforza portando talvolta a raggiungere una forma acuta di ansia, l'attacco di panico.
Tra i comportamenti più comuni legati all'ansia vi sono:
Evitamenti: ovvero vie di fuga dalla situazione che abbiamo imparato a percepire come trigger (innesco) dell'ansia e quindi sarebbe pericoloso o intollerabile esporvisi. Gli esempi più comuni sono evitare le code, evitare luoghi e mezzi pubblici affollati, evitare luoghi chiusi e angusti evitare di svolgere attività in pubblico come mangiare o parlare, evitare di esporsi in una conversazione.
Rassicurazioni e comportamenti protettivi: essere accompagnati, selezionare luoghi o posti a sedere vicini ad una facile via di fuga, portare sempre con se degli ansiolitici o altri medicinali da assumere al bisogno, controlli medici frequenti, palpazioni corporee e automonitoraggio ed osservazione continua ad esempio del battito cardiaco, delle feci, della pelle ecc, comportamenti passivi nelle relazioni.
Forme di immunizzazione: attività fisica intensa, utilizzo di alcol, droghe, farmaci per contrastare volutamente lo stato emotivo sgradevole.
In generale, sentirsi depressi significa vedere il mondo attraverso degli occhiali con le lenti scure: tutto sembra più opaco e difficile da affrontare, anche alzarsi dal letto al mattino o fare una doccia. Molte persone depresse hanno la sensazione che gli altri non possano comprendere il proprio stato d’animo e che siano inutilmente ottimisti.
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