Quante volte ti sei sentito dire "mangia meglio e passa tutto"? E tu che magari mangi già bene, ti guardi intorno e pensi: ma allora qual è il problema?
Se ti riconosci in questa situazione, sappi una cosa: non sei un caso isolato.
È una delle situazioni che vedo più spesso in studio, soprattutto in persone attente, motivate, informate, quelle che “fanno tutto giusto", eppure si sentono scariche, gonfie, infiammate, senza energia.
In questo caso il problema non è il cibo, molto più spesso è questione di fisiologia.
Verdure, proteine, pochi zuccheri, pasti regolari. Sulla carta, tutto corretto. Nella realtà, però, il corpo continua a mandare segnali di affaticamento: sonno non ristoratore, fame nervosa, difficoltà di concentrazione, recupero lento.
Questo è il punto chiave: il corpo non ragiona per “menu perfetti”, ma per equilibri fisiologici: se questi sono alterati, anche il miglior piano alimentare perde efficacia.
Un corpo stanco non è necessariamente un corpo “scarso”, molto spesso si sta adattando a uno stress cronico: lavoro, ritmi serrati, pressione mentale, infiammazione di basso grado.
In queste condizioni, l’organismo entra in modalità risparmio:
rallenta il metabolismo
altera la gestione degli zuccheri
modifica la risposta ormonale
riduce l’energia disponibile
Uno degli errori più comuni è concentrarsi solo su cosa si mangia, ignorando come il corpo lo utilizza.
Un intestino infiammato, una permeabilità alterata o un microbiota in disequilibrio possono:
ridurre l’assorbimento dei nutrienti
aumentare lo stato infiammatorio
interferire con l’energia cellulare
A questo si aggiunge lo stress cronico, che agisce come un “interruttore” metabolico: anche mangiando bene, il corpo non entra mai in modalità recupero.
Gli sbalzi glicemici sono tra i colpevoli principali. Anche se mangi "sano", se riempi la giornata di carboidrati raffinati senza proteine e grassi buoni, il risultato è sempre lo stesso: picco di energia, crollo improvviso, nebbia mentale.
Le carenze di micronutrienti sono subdole. Ferro basso, magnesio scarso, vitamine del gruppo B insufficienti: sono tutti segnali che il corpo ti manda attraverso quella stanchezza che non ti molla mai. E no, non basta mangiare " un po' di tutto" se poi il tuo intestino non assorbe come dovrebbe.
La qualità del sonno è un altro tassello fondamentale. Puoi dormire anche dieci ore, ma se ceni troppo tardi o troppo pesante, il tuo corpo passa la notte a digerire invece di rigenerarti; ti svegli stanco come se non avessi dormito affatto.
Le intolleranze alimentari (quelle vere...) possono essere un fattore determinante. Gonfiore, stanchezza persistente, difficoltà digestive: a volte basta eliminare per un periodo gli alimenti che creano infiammazione per ritrovare energia e leggerezza.
Quando sei stanco da mesi, la soluzione non è stringere ancora di più le regole. Non è togliere, eliminare, controllare di più. È ascoltare, valutare, personalizzare.
capire se c'è infiammazione e fare degli esami ematici
valutare il carico di stress e incentivare strategie per gestirlo
osservare come rispondi davvero al cibo e valutare il timing dei pasti (A che ora della giornata crolla l'energia? Dopo quali pasti ti senti più gonfio? Dormi bene o ti svegli già stanco?)
personalizzare, non copiare: due persone che mangiano la stessa cosa possono avere risposte completamente diverse ed è qui che l’approccio “uguale per tutti” smette di funzionare.
La stanchezza cronica non si risolve con la dieta del momento o con il beverone magico. Si risolve capendo cosa succede davvero nel tuo corpo e costruendo un percorso personalizzato che ti riporti a sentirti vivo.
Se mangi sano ma sei sempre stanco, fermati e guarda il quadro completo. Il cibo è fondamentale, ma da solo non basta, se il corpo è in allerta continua.
Smettiamo di correggere solo il sintomo e iniziamo a capire perché il corpo sta rispondendo così.
Se sei stanco di sentirti stanco e vuoi capire davvero cosa non funziona, 📩 scrivimi.