Quando si parla di colesterolo, l’attenzione è quasi sempre concentrata su colesterolo totale e LDL, valori utili, certo, ma non sufficienti da soli per stimare il reale rischio cardiovascolare.
Due persone con lo stesso LDL possono avere rischi biologici completamente diversi, perché ciò che conta non è solo quanto colesterolo circola, ma come si comporta e in quale contesto metabolico e infiammatorio si trova.
Ed è qui che entrano in gioco parametri spesso sottovalutati come LDL ossidate e Lipoproteina(a).
Le LDL diventano realmente pericolose quando vanno incontro a ossidazione, sono molto più aterogene perché:
favoriscono l’infiammazione della parete vascolare
penetrano più facilmente nell’endotelio
stimolano la formazione della placca aterosclerotica
Questo processo è strettamente legato a stress ossidativo, infiammazione cronica, insulino-resistenza, fumo, sedentarietà e alimentazione sbilanciata.
In pratica, le LDL “normali” in un ambiente infiammato diventano un problema.
La Lipoproteina(a) è strutturalmente simile alle LDL, ma con una componente proteica aggiuntiva che la rende particolarmente aterotrombotica.
È importante perché:
ha una forte determinazione genetica
risponde poco a dieta ed esercizio
può aumentare il rischio cardiovascolare anche con colesterolo nella norma
Eppure viene dosata raramente, nonostante sia particolarmente rilevante in presenza di familiarità cardiovascolare o eventi precoci in famiglia.
La nutrizione non serve solo ad “abbassare il colesterolo”, ma a modulare l’ambiente biologico in cui il colesterolo circola.
Un approccio nutrizionale mirato può contribuire a:
ridurre lo stress ossidativo
migliorare il profilo infiammatorio
sostenere il metabolismo lipidico ed epatico
agire sui fattori che favoriscono l’ossidazione delle LDL
E' importante la qualità dei grassi e non solo la quantità, l'equilibrio glicemico e insulinico, serve un apporto adeguato di micronutrienti antiossidanti e la personalizzazione in base a genetica, stile di vita e quadro clinico. Non esiste un protocollo valido per tutti.
In conclusione
E' fondamentale tenere conto del quadro completo, guardare solo LDL e colesterolo totale rischia di far perdere informazioni preziose sul reale rischio cardiovascolare.
La prevenzione efficace nasce dall’integrazione tra esami mirati, genetica, nutrizione e contesto clinico.
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