di Gladys Spiliopoulos
Un luogo che non dovrebbe esistere, eppure è più reale di quanto immaginiamo.
Thalassia non sa come sia finita qui. Un attimo prima passeggiava tra i vicoli della Città Vecchia di Taranto, lasciandosi cullare dal suono del mare e dalla speranza di scorgere i tursiopi tra le onde. Un attimo dopo, tutto era cambiato. Le strade erano invase dai rifiuti, l’aria densa di rassegnazione, i palazzi anneriti dal tempo e dalla negligenza. E poi quel cartello arrugginito, un macabro benvenuto:
“TARANTO CAPITALE DI DEGRADOLAND”
Un mondo distopico, ma neanche troppo. Qui, il degrado non è più nascosto dietro slogan patinati o promesse mai mantenute. Qui, l’inerzia ha vinto. La classe politica è accidiosa e arrogante, le industrie si sgretolano come vecchi giganti moribondi, la natura è soffocata dal cemento e dall’indifferenza. E il popolo? Più che rassegnato, complice. Lamentoso, ma sempre pronto a gettare il prossimo rifiuto a terra.
Ma non tutto è perduto. C’è ancora chi resiste.
Nel suo viaggio attraverso Degradoland, Thalassia incontrerà delle comunità che non si sono arrese, unite dalla volontà di proteggere quel poco che resta e seminare speranza tra le rovine. Tra loro c’è Zane, che le insegnerà a vedere la bellezza oltre la distruzione, a distinguere il vero cambiamento dal greenwashing, a capire che la natura non è solo un elemento di contorno, ma la chiave della sopravvivenza.
🔹 Degradoland è solo un incubo… o è la nostra realtà portata all’estremo?
🔹 Possiamo ancora cambiare rotta?
🔹 O siamo già oltre il punto di non ritorno?
Un viaggio di denuncia, resistenza e risveglio. Perché il futuro non è scritto, e Degradoland non deve diventare la nostra unica eredità.