Tra le attività previste dal progetto "2026 - Anno dell'Emigrazione Sarda in Germania", è in programma una mostra itinerante dedicata a Fulvio Pinna, l'unico artista italiano ad aver dipinto sul Muro di Berlino. L'esposizione presenta al pubblico una riproduzione in scala ridotta della sua opera monumentale "Inno alla Gioia", concepita per un percorso espositivo in diverse località della Sardegna. La prima tappa ufficiale sarà ospitata a Cagliari.
L'iniziativa intende onorare un esempio emblematico di emigrazione sarda, valorizzando il percorso personale e professionale dell'autore in territorio tedesco. L'opera di Fulvio Pinna si fa portavoce di questa testimonianza: i contenuti visivi del dipinto esplorano i temi della libertà, della memoria e dell'abbattimento delle barriere, offrendo una riflessione artistica e storica sul profondo legame che unisce la Sardegna e la Germania.
Visita 1^ tappa
Dove: MEM - Mediateca del Mediterraneo (Via G. Mameli 164, Cagliari)
Quando: Dal 27 luglio al 2 agosto 2026
Ingresso: Libero e gratuito
Evento speciale con l'artista
Nella giornata di mercoledì 29 luglio 2026, a partire dalle ore 11:30, l'artista Fulvio Pinna sarà presente nell'area espositiva per un momento di inaugurazione ufficiale, durante il quale illustrerà i contenuti dell'opera e la sua esperienza di emigrazione.
Guarda l'intervista RAI all'artista
Nato a Furtei nel 1948, Fulvio Pinna intraprende un ricco percorso di studi che abbraccia filosofia, psicologia, pedagogia, storia e arte, conseguendo il diploma di insegnante nel 1970. Il suo legame con la terra d'origine si manifesta fin dagli esordi: nel 1971 presenta la sua prima personale di pittura, fonda il suo primo atelier in Sardegna e dà vita al Teatro della Commedia Sarda, ricoprendo il duplice ruolo di autore e attore.
Il suo talento lo porta presto a varcare i confini isolani. Dopo aver studiato all'Accademia della Moda di Roma nel 1975, l'anno successivo trionfa all'Esposizione Internazionale dei giovani artisti romani e parigini presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, aggiudicandosi il primo premio di pittura. A questo successo seguono il Premio Perseo a Firenze nel 1977 e il Premio Sironi a Milano nel 1978. Le sue opere vengono esposte in cornici prestigiose, dalla Galleria Boccioni in via Brera a Milano fino a Villa Adriana a Tivoli. Nonostante la rapida ascesa nazionale, mantiene vivo il legame con il paese natale, a cui dona nel 1985 la scultura in bronzo di un cigno per la piazza cittadina.
Il 1987 segna una svolta decisiva con l'emigrazione in Germania, fondando un atelier di pittura e scultura a Berlino. L'anno successivo è tra i protagonisti del programma artistico Berlino, capitale della cultura europea. Il clima storico della città ispira profondamente la sua produzione: oltre allo storico intervento sul Muro, presso il Maerkische Museeum di Berlino sono esposti il suo quadro 9 novembre 1989 e la scultura in bronzo Il sacrificio del Muro. La sua arte supera ogni confine con commissioni per colossi industriali e premi prestigiosi come il Premio Bacco e Ciao Italia, giungendo fino alla collezione della Città del Vaticano e consacrando la figura di un emigrato sardo divenuto cittadino del mondo. La sua risonanza globale è confermata dall'attenzione dei media e del mercato dell'arte: dalle interviste per la TV giapponese a quelle per il New York Times, fino alla vendita all'asta di un suo lavoro proprio a New York. Un richiamo internazionale che ha portato ammiratori da oltreoceano a fargli visita direttamente alla sua Galerie Pinna a Berlino.