L'Estate prima della prima
di Giorgia Russo
di Giorgia Russo
È vero, ho lasciato una parte di me dentro le scuole medie… ooops: la secondaria di primo grado, come viene chiamata ufficialmente. Ma non ci sono dubbi: da quando sono entrata in questa scuola ho scoperto diverse parti di me che, sinceramente non pensavo neanche di avere.
Fin da piccola amavo fare i dolci o vedere la mia nonna in cucina quindi posso dire che avevo le idee molto chiare sulla scuola da scegliere alla fine della terza media, ma non è stato così.
Crescendo, le mie idee sono cambiate e anche le passioni, infatti mi ero appassionata molto all’italiano e all’arte - oggi non chiedetemi di disegnare, per favore! - andando avanti però, la scuola era sempre più difficile, la vita sempre più incasinata e anche i pensieri si accavallavano. Alla fine però, la passione per la cucina si è rivelata quella più solida, ed eccomi qui, iscritta all’istituto alberghiero Artusi!
Trascorrendo l’estate qualche volta mi veniva un po’ d’ansia a pensare che dovevo andare in una scuola nuova dove non conoscevo nessuno. Credo che ci siano paure in comune con tutti gli adolescenti che si sono trovati come me a scegliere la scuola superiore. La paura più diffusa è trovare persone che non ti accettano.
L’estate tra la terza media e la prima superiore è un periodo strano un po’ per tutti perché da una parte ci si sente grandi, dall’altra rimane un po’ di paura. C’è chi si chiede se riuscirà a fare amicizia, chi ha paura di stare antipatico ai professori e chi si domanda se l’indirizzo di studi o la scuola sarà all’altezza delle aspettative. Vi assicuro che l’estate tra la terza media e la prima superiore è devastante, monotematica, si parla solo di scuola, di quello che ci si aspetta e delle paure che abbiamo: voi direte, ma è possibile? Ragazzi e ragazze di 14 anni che sono così ossessionati dalla scuola superiore? E da adolescente vi dico di sì, perché ci sono passata.
Sono stata due settimane a Follonica la scorsa estate e persino sotto l’ombrellone la domanda che ci facevamo più spesso era Ma t’immagini tra poco più di un mese saremo in una scuola nuova?Anche durante i falò sulla spiaggia, durante le feste, non sembrava esserci altro tema.
Il 15 settembre è stato il giorno della verità, cioè l’inizio della scuola: avevo un ansia inspiegabile e non riuscivo neanche a parlare, al massimo “balbettavo”. Arrivata all’autostazione mi sentivo spaesata, mi sono “aggrappata” alle persone che già conoscevo. Piano piano mi sono sbloccata e ho conosciuto già dai primi giorni moltissime persone nuove di questa scuola.
Le statistiche affermano che il 90% degli adolescenti al cambio della scuola hanno queste paure: non essere accettati, non piacere, non essere abbastanza bravi. La cosa migliore - e ve lo dico dopo qualche mese di prima - è non dare peso a questi pensieri negativi e pensare sempre in positivo. È molto più facile di quanto si pensi.