Artusi a prima vista: la storia di gianluca
di Gianluca Maccari Marsilli
di Gianluca Maccari Marsilli
Io sono un alunno del primo anno e sono venuto in questa scuola perché da grande vorrei fare il pasticciere. Sono sempre stato bravo con l’informatica e alle medie continuavano a dirmi che dovevo andare ai licei ma ho proseguito per la mia strada senza pensare a quello che gli altri volevano che facessi.
Tutte le persone che hanno frequentato questa scuola l’hanno sempre elogiata e avevano ragione. Il primo giorno di scuola, ero super emozionato e visto che si parla di una scuola tra le migliori italiane pensavo che i professori fossero molto rigidi, ma le idee sono subito cambiate. Più conosco i professori e più mi stanno simpatici e la cosa che rende i docenti cosi piacevoli per me, è il fatto che hanno un modo di rapportarsi a noi alunni in modo molto amichevole, a differenza di altre realtà scolastiche.
Ricordo l’emozione del primo giorno, quando ho visto per la prima volta le divise che da lì ad una settimana avrei indossato in laboratorio. Aspettavo il primo giorno in laboratorio come si aspetta il proprio compleanno. Quando entrai per la prima volta negli spogliatoi il mio cuore batteva a mille; mi misi la divisa, mi guardai e mi dissi: “Finalmente, oggi si inizia un lungo viaggio”. Entrai subito dopo nel laboratorio con i miei compagni, era tutto splendente. Non dimenticherò mai quando la professoressa Bracciali mi diede il primo compito da fare: preparare della pasta all’uovo. Ricordo che ero disorientato, visto che non ero mai entrato in una vera cucina. Mi sentivo impacciato e per cercare un banale utensile facevo passare dieci minuti (forse anche venti…); Non appena metabolizzata l’idea che avrei fatto la pasta all’uovo, ho cominciato a fare – con il pensiero, ovviamente – salti dalla gioia visto che adoro fare i lievitati. Quindi preparai con impegno il mio primo impasto, fatto totalmente a mano senza macchinari, ricordo la fontana di farina, l’attenzione maniacale alle uova, l’impasto e la lievitazione.
Appena presi l’impasto pensai: “Per essere la prima volta mi è venuto anche decente” poi iniziai a tirare l’impasto all’inizio ovviamente avevo bisogno di una mano da parte della prof, dato che non riuscivo a tirare da solo, ma in poco tempo ho migliorato la pratica e iniziai a tagliare.
Le prime tagliatelle sono venute un po' male ma subito dopo iniziarono a venire discretamente bene. La cosa che mi faceva emozionare di più è quando, seduto al tavolo, assaggiai quello che ero riuscito a fare.
Io ho scelto questa scuola perché da grande vorrei aprire un forno dove preparerei cose come le torte per eventi e pane e nel caso anche degli spuntini. Lo vorrei aprire a Sarteano, nel mio paese. Successivamente vorrei seguire il mio sogno: andare in Giappone e aprire lì un forno italiano, per portare nel paese nipponico le tradizioni del mio paese d’origine.
Perché proprio il Giappone vi chiederete: be’, perché è sempre stata una mia fissazione fin da quando ero piccolo. Pensate che fu anche ciò su cui basai la mia tesina all’esame di terza media. Ovviamente prima di arrivare a questo obbiettivo dovrò prima studiare e imparare molto visto che non si nasce imparati e questa scuola mi sta già fornendo tante nozioni che nel futuro sono sicuro che mi serviranno tanto, dato che si basano su tanti punti di vista lavorativi diversi, sono sicuri che uscito da questo istituto saprò accogliere al meglio il mio primo cliente, oltre a preparargli qualcosa di squisito.