IO SCELGO DI AMARMI... e tu?
di Gianluca Gaspar
di Gianluca Gaspar
Quante volte ci capita di chiederci il perché di certe nostre azioni? Da cosa scaturiscono le nostre opinioni, i nostri ideali, le nostre scelte, i gusti e i pensieri? Sono davvero cose che ci appartengono o sono cose che vengono influenzate da gli altri? Perché ci pesa così tanto l’opinione e l’accettazione da parte della società? Domande che molte volte ci fanno ragionare in maniera diversa dal solito, per certi versi più profondo, veritiero e sincero. Ci troviamo di fronte a punti di domanda che ci portano ad esplorare dentro di noi cosa vogliamo, sentiamo e proviamo veramente; ci mettono talmente tanto in discussione da far chiedere a noi stessi chi siamo davvero. Tante volte ci capita di seguire la massa anche se in realtà non condividiamo quello che pensa la maggioranza.
Perché ci viene così spontaneo voler accodarci a pensieri altrui? Forse, abbiamo paura di essere esclusi per i nostri ideali diversi? Per paura del giudizio degli altri? Però facendo così, sì - forse sì - riusciamo ad avere l’accettazione da parte degli altri, ma dall’altra parte perdiamo la nostra essenza, chi siamo.
La paura di non piacere.
Scolpiamo sulla roccia una regola: non si piace a tutti, non si può piacere a tutti. È una cosa fondamentale tenere sempre a mente questo principio, per riuscire ad andare avanti è veramente essenziale. Ci sono quei momenti in cui ci sentiamo proprio bene con noi stessi, pronti a governare il mondo da soli. A volte capita invece di sentirci un nulla, ancor più inferiori a zero, ed è in quei momenti lì in cui abbiamo la necessità di sentirci voluti, è in quei momenti lì in cui abbiamo bisogno di ricevere quella validazione da parte degli altri che ci faccia sentire abbastanza.
Purtroppo a volte ci sentiamo così in obbligo di piacere agli altri, per arrivare, a ciò, capita di mettere da parte noi stessi ed iniziamo ad indossare delle maschere pirandelliane che non ci appartengono, cercando di rientrare in standard e etichette che reputiamo quelle giuste.
Come non cadere nella trappola dell’ hype. Non è semplice evitare di finire in quei tranelli che ci ribaltano completamente, è possibile però provare ad andarne oltre.
In prima persona mi è capitato di trovarmi in circostanze simili, dove era per me quasi necessario fingermi un altro tipo di persona pur di ricevere l’accettazione degli altri in modo da sentirmi bene. Molte volte mi sono chiesto il perché e ho capito che il motivo principale è uno solo, la paura. La paura di essere scartati, di essere considerati “diversi”, la paura di rimanere soli. Non voglio sentirmi diverso, ma allo stesso tempo voglio essere me stesso, non voglio essere visto o piacere per quello che non sono davvero; quanto è complicato affrontare questo dilemma adolescenziale! Quando siamo ragazzi ci sentiamo come in dovere di sapere già chi vogliamo essere ma molte volte il divario tra l’essere e l’apparire ci risulta immenso.
Come non sentirci toccati dal giudizio altrui. Prima di tutto dobbiamo imparare a conoscerci interiormente al massimo, capire sia i nostri punti di forza sia quelli dove siamo più deboli, in modo da valorizzarci e capire che siamo. Così facendo capiamo che non siamo perfetti, essendo consapevoli di questo, il giudizio degli altri andrà in secondo piano perché non ci toccherà minimamente. Siamo tutti diversi, belli e unici a nostro modo, non esiste uno standard di perfezione. Amiamoci così come siamo, smettiamola di farci paranoie. Iniziamo ad essere noi stessi, non facciamoci condizionare dagli altri. Non voglio essere una copia di altre persone, VOGLIO ESSERE ME STESSO. Tu invece, cosa vuoi fare? Conosciti, scopriti, amati. Così facendo sarai veramente felice.
"Fuori dall'Hype" dei Pinguini Tattici Nucleari, title-track del loro disco del 2019, in cui il tema delle aspettative durante l'adolescenza e la giovinezza è centrale nei testi.