IL SENSO DEL CRINGE
di Fabio Massimo Pasini
di Fabio Massimo Pasini
Chissà cosa significa davvero il termine cringe… chi lo utilizza direbbe che è un termine indicato quando si vuole esprimere imbarazzo. Cringe è una situazione imbarazzante ma che allo stesso tempo provoca disagio alle persone che stanno assistendo. Ma questa definizione, è esaustiva?
Io stesso utilizzo spesso il termine cringe e non saprei rispondere a questa domanda: cosa è davvero il cringe?
Cerchiamo una definizione ufficiale: secondo l’Accademia della Crusca, l’istituzione più importante per lo studio, il monitoraggio e l’analisi dell’evoluzione e della storia della lingua italiana, cringe è un termine che viene dall’inglese e viene utilizzato da almeno un decennio nel gergo giovanile. In Italia si ha la prima attestazione in un social media (Twitter, oggi noto come X), quando una ragazza commentò l’imbarazzo con cui :
Ma c’è un precedente: nel 2011 già era stato utilizzato questo termine in un’ intervista di Luciana Morelli, uscita sul magazine online MoviePlayer, a Fabio De Luigi e Cristiana Capotondi, in occasione dell’uscita del film “La peggior settimana della mia vita”. In questa intervista la parola cringe viene usata dalla giornalista per intendere un genere cinematografico specificatamente americano, la “cringe comedy”: un tipo di commedia in cui è presente una comicità 'imbarazzante', basata su gag a ripetizione che portano avanti la storia.
Da quel momento in poi la parola è stata usata sia come sostantivo che come aggettivo: se viene usata come aggettivo prende il significato di “imbarazzante”, relativo soprattutto a comportamenti altrui che suscitano imbarazzo e disagio in chi le osserva; mentre se viene utilizzata come sostantivo prende o il significato della sensazione stessa di imbarazzo, una sorta di sinonimo; quasi un’esclamazione: Cringe diventa sostiuibile a “che imbarazzo!”
Negli ultimi anni la mia generazione, (diciamo i nati dopo il 2002, o giù di lì), usa questo termine in modo sbagliato. Consideriamo cringe quasi tutto ciò che fanno gli altri, anche ciò che dovrebbe essere ‘’normale’’, magari come un lavoro da svolgere, o anche una dichiarazione d’amore.
Questo perché normalizziamo ciò che non dovrebbe esserlo, e, diciamo che è cringe una cosa che per tutti dovrebbe essere normale. Ovviamente l’asticella del cringe varia da persona a persona.
Facciamo degli esempi: ad esempio anche ballare è diventata una cosa cringe, uscire e corteggiare una/o ragazza/o, sentire un genitore parlare di intimità (nonostante sia una cosa normalissima) e molto altro ancora, è diventato cringe.
Cringe è diventato una maschera, uno scudo, una protezione dalle insicurezze, per marcare ciò che vogliamo resti lontano o diverso da noi, qualcosa che speriamo di non affrontare mai, chiusi nelle nostre comfort-zone.