DOPO I RISULTATI DELLE ELEZIONI EUROPEE, SERVE ANCORA UNA LISTA INDIPENDENTE "PACIFISTA" ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027?
E' SEMPRE NECESSARIO E URGENTE RIPORTARE AL VOTO E ALLA POLITICA DI BASE I DELUSI E GLI ARRABBIATI!
E SERVE COMUNQUE UNA SPONDA ISTITUZIONALE IN EUROPA CHE SUPPORTI L'OPPOSIZIONE ALLE GUERRE!
IN ITALIA POSSIAMO TRARRE LEZIONI DALLA ESPERIENZA TEDESCA DEL "BUNDNIS SAHRA WAGENKNECHT"?
Siamo sempre impegnati sul problema della costruzione, in Italia, di un soggetto adeguato nella dimensione politico-istituzionale: eredi di una cultura e di una organizzazione antimilitarista nonviolenta "centenaria", continuiamo la lotta per risolvere il baratro che si è aperto tra democrazia rappresentativa e partecipazione popolare. Faremo la nostra parte perché non si disperda la mobilitazione entusiasta, ma non premiata, che abbiamo visto svilupparsi in questi mesi, sulla lista PACE TERRA DIGNITA'.
Un importante nodo è forse riuscire ad imparare criticamente delle lezioni da un'esperienza, per molti aspetti, analoga in Germania a quella italiana: un partito con la pace come priorità delle priorità che è riuscito ad ottenere, alle europee, il 6,2 % dei voti. Si sta parlando del "Bündnis Sahra Wagenknecht", partito politico fondato nel gennaio 2024, quindi addirittura dopo la decisione di presentarsi di PTD, presa nel dicembre 2023. Il movimento, con il ruolo carismatico del leader "Sahra la Rossa", è stato costituito fondamentalmente da dissidenti del partito di sinistra Die Linke. Ma ha saputo rivolgersi in modo maggioritario a tutte le folle lavoratrici, specialmente le "forgotten persons", calamitando voti dall'astensione, oltre il tradizionale recinto destra-sinistra. Nelle successive elezioni regionali - Brandeburgo, Sassonia, Turingia - il successo elettorale si è rafforzato e le percentuali di consensi toccano il 15%.
Discutiamo online domenica, 17 novembre, la presentazione del libro di Sahra Wagenknecht, dal titolo: "CONTRO LA SINISTRA NEOLIBERALE", organizzata, sabato 16 novembre, dalla Casa Rossa con il filosofo marxista Vladimiro Giacché.
L'iniziativa del 16 novembre si tiene, alle ore 18:00, in Via Privata Monte Lungo, 2, Milano, MM Linea Rossa Turro.
I residenti a Milano e dintorni sono invitati a partecipare di persona.
La discussione online del 17 novembre non è la prima che facciamo sull'argomento. Questa, come le altre, è registrata e si può partecipare su piattaforma Zoom al link:
https://us06web.zoom.us/j/87856532158?pwd=jLGQJzQQNsODrNeRNTQFoaPqdfaIT7.1
Un possibile obiettivo cui, da singoli e come collettivo, approdare è la costituzione di un gruppo di sostegno italiano al BSW, stante il nostro atteggiamento di partenza, ben disposto verso il BSW: riteniamo che la sinistra italiana più seria e radicale (con intelligenza) debba condividerlo. Ma ovviamente non dismettiamo lo spirito critico e l'esigenza di conoscenze più approfondite e di contatti diretti.
A quanto si è capito, il punto più controverso della elaborazione e della pratica del BWS sono le posizioni sul problema dell'immigrazione. Ma possono sorgere problemi anche sulla critica al Green New Deal, visto come politica erroneamente impostata dal punto di vista dei costi fatti pagare subito ai settori popolari già disagiati e poveri, persino se (malamente) occupati.
Anche sull'elezione di Trump, non gridiamo - con emotività angosciata - al "nuovo fascismo" invocando la necessità di costruire fronti unici in alleanza strategica, appunto, con la sinistra neoliberale. Certo non sottovalutiamo e non sottovaluteremo gli attacchi agli spazi democratici e alla divisione dei poteri che sostanzia lo Stato di diritto "liberale". Ma, se effettivamente si aprirà un dialogo tra USA e Russia per porre fine alla guerra in Ucraina, sosterremo il percorso verso una "pace possibile" (essendo quella "giusta" sinonimo di continuazione del conflitto armato). E non condivideremo il bellicismo pro-Israele né cesseremo l'opposizione alle guerre ambientali e sociali, mantenendo la bussola della "pace con la Natura" quale compito prioritario e comune dell'Umanità.
La prefazione di Vladimiro Giacché
Alfonso Navarra - coordinatore dei Disarmisti esigenti - Milano 14 novembre 2024
https://us06web.zoom.us/j/87856532158?pwd=jLGQJzQQNsODrNeRNTQFoaPqdfaIT7.1
Vladimiro Giacché, filosofo marxista e bancario, non era fisicamente presente il 16 novembre alla Casa Rossa; ma tutto sommato l'iniziativa non ne ha risentito: il collegamento online con casa sua era buono, i suoi discorsi li ha potuti fare ed erano chiaramente udibili, l'interlocuzione con il pubblico (una 50ina di persone, per lo più attempate, ma anche qualche giovane c'era) è stata bene o male gestita.
Per ragioni di brevità, non sto a ripetere la premessa di motivazioni e le argomentazioni, esposte con efficacia e competenza da Giacché, che hanno spinto "Sahra la Rossa" a scindersi dalla Linke tedesca (è stata capogruppo al Bundestag) e a fondare il BWS questo gennaio, conseguendo buoni risultati alle europee (6,2%) e un autentico successo alle ultime elezioni in tre Lander ex DDR.
Questo successo già proietta il BWS tra i protagonisti della formazione del governo che emergerà dalle elezioni anticipate che si terranno nel febbraio 2025, dopo la crisi della "coalizione semaforo" (socialisti, verdi e liberali) guidata da Olaf Scholz. Si prevede la vittoria della CDU guidata da Friedrich Merz.
Vorrei proporre alcuni interrogativi su cui riflettere nell'incontro online di oggi, dove, da Disarmisti esigenti, ci proponiamo di imparare alcune lezioni dall'esperienza di un partito di sinistra che, giustamente dal nostro punto di vista, ha posto la lotta contro la guerra come priorità delle priorità.
Una priorità che, per i dirigenti BSW, deve riflettersi anche nei negoziati per la formazione del governo: la discriminante pacifista è aprire subito il dialogo con Mosca sulla guerra in Ucraina, cessare l'invio di aiuti militari a Zelenky per potere svolgere un ruolo da mediatori, rifiutare l'installazione degli euromissili USA.
In qualche modo, la telefonata di Scholz a Putin, che sta facendo scalpore, è anche collegata alla scadenza elettorale, perché il cancelliere in uscita risponde alle pressioni sia della destra (AFD) che della sinistra radicale (BWS, appunto). L'opinione pubblica tedesca in massima parte contraria alla guerra deve essere rassicurata sul fatto che il governo cerca autonomamente il dialogo, al di là dei veti dell'attuale amministrazione USA. L'accusa delle opposizioni morde: l'economia nazionale è entrata in crisi con le sanzioni alla Russia e con il blocco alle importazioni di gas russo. A Scholz per recuperare voti importa provare che non manda solo armi all'esercito ucraino, ma è anche pronto a cercare attivamente una via di pace tra Mosca e Kiev. Ci si sta preparando a negoziati, ora possibili con la nuova presidenza Trump, che potrebbero condurre alla fine dei combattimenti sul campo entro il 2025. I leader europei stanno comunque capendo – sembra più di una speranza - che la guerra non può terminare se non si parla con l'attuale dirigenza russa.
Si può allora stimare l'attivismo del cancelliere un calcolo, un tentativo di recupero di popolarità in extremis, abbindolando l'anima pacifista della Germania, mentre sul piano militare le cose, a quanto sembra, si stanno mettendo male per le armate ucraine.
Ma si torni all'alternativa proposta dal BWS per tornare a parlare e a rappresentare le classi popolari.
Il controprogramma per una società più giusta, a detta della Wagenknecht, deve essere fondato su valori non individualistici, ma comunitari, tra cui concetti aborriti dai "progressisti" contemporanei come la patria, capaci di definire l'identità, non più di una minoranza intellettualista, ma di una maggioranza fatta di persone concrete.
Le domande da avanzare possono essere tante, ma io comincerei con tre questioni...
1) Va distinto il nazionalismo dal patriottismo. E del resto la Resistenza storica al nazifascismo la differenza la faceva e la rivendicava. Anche Carlo Cassola, lo scrittore antimilitarista, voleva il disarmo unilaterale dell'Italia per prima perché patriottico e non nazionalista. Ma che ruolo e spazio dobbiamo riservare a un nuovo internazionalismo? I disarmisti esigenti propugnano un nuovo internazionalismo della terrestrità, la pace con la Natura è il compito prioritario comune dell'umanità ed è condizione per la pace tra gli esseri umani nei vari conflitti armati in corso. La nonviolenza non è allora indispensabile alla pace e non misura la sua efficacia con i progressi del diritto internazionale?
2) In questo nuovo internazionalismo, che punta a fare riconoscere a livello ONU i diritti dell'umanità insieme a quelli della Natura, c'è un possibile ruolo positivo per una Europa possibilmente più integrata su basi democratiche? Ad esempio con i poteri legislativi del Parlamento europeo? L'integrazione europea può solo avvenire a scapito della sovranità statale e quindi della sovranità popolare, se si disconoscono le entità sovranazionali e si individua nello Stato l'unico strumento funzionante e valido per demonopolizzare e regolare i mercati e garantire i diritti sociali?
3) Il valore della libertà individualistica, non a caso cavallo di battaglia della nuova destra, accoppiata Trump-Musk in testa, va respinto. Ma come si può integrare nel comunitarismo, che vogliamo facilitare, una istanza libertaria (non liberale e liberista!) positiva? Le manifestazioni non devono essere ridotte a performance teatrali auto espressive dei soggetti individuali, va bene. Ma renderle momenti di lotta e di vertenza può assumere modalità comunicative che esprimano non la rabbia di ribelli vendicativi, ma l'assertività fiduciosa e gioiosa di costruttori di situazioni e rapporti autentici, anche in un nuovo dialogo tra genere maschile e genere femminile?
Per il momento mi fermo qui, in preparazione e attesa della discussione di oggi.
Alfonso Navarra - coordinatore dei Disarmisti esigenti - cell. 340/0736871
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