Come aiutare i nostri cari defunti

Quattro preziosi aiuti per i tuoi cari defunti

La Chiesa, madre e maestra, ci indica parecchi mezzi per aiutare le anime dei nostri cari a raggiungere il Paradiso. 



La Sacra Scrittura ricorda che nulla d’impuro può entrare in Paradiso (Ap 21,27). Per questo è necessaria la purificazione delle anime dei defunti per raggiungere il Paradiso. E l’opera indulgenziata abbrevia o rimedia del tutto la purificazione che si dovrebbe fare in Purgatorio(vedi sotto: "Purgatorio e il beneficio delle indulgenze")

Verso il Paradiso

In questa pagina approfondisco la pratica dell'indulgenza planaria. E' una potente opportunità che Dio ci offre per fare del bene ai nostri cari defunti.

 Qui sotto trovi sia in modo sintetico sia in modo un po' più dettagliato, le principali le info necessarie per sapere cosa fare. I tuoi cari defunti te ne saranno "eternamente" grati, e se insegnerai agli altri questa pratica, probabilmente qualcuno, "un domani", pregherà anche per te...

L'indulgenza del 2 novembre

Si può lucrare (termine tecnico) l’indulgenza plenaria, a partire dal mezzogiorno del 1° novembre a tutto il 2 novembre visitando una Chiesa dove recitare almeno il Padre Nostro e il Credo. 

Questa indulgenza si può lucrare una sola volta nei due giorni ed è applicabile solo ai defunti. 

Indulgenza per la visita al cimitero (1-8 novembre)

Inoltre nei giorni dall’1 all’8 novembre chi visita il cimitero e prega per i defunti può lucrare una volta al giorno l’indulgenza plenaria, applicabile ai defunti che desidera, sono sempre da rispettare le "condizioni generali" di cui sopra.

Confessione

E’ sufficiente confessarsi una sola volta per lucrare più indulgenze (chiaramente deve permanere la lontananza dal peccato), invece la Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa vanno ripetute ogni volta.

Le "Condizioni generali" per ottenere le indulgenze

1. Distacco da ogni affetto al peccato anche veniale

2. Confessione sacramentale (può essere fatta anche diversi giorni prima o dopo).

3. Comunione eucaristica 

4. Preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, Ave, Gloria) che possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti il 2 novembre.

Un esempio per capire le indulgenze

Il testo completo lo trovi nel link  sotto riportato: "Per chi vuole approfondire"


La colpa, che possiamo concepire come la rottura o il deturpamento dell’amicizia con Dio, è rimessa dall’assoluzione sacramentale nella confessione, (attraverso la quale Dio cancella l’offesa ricevuta), 

la pena permane anche oltre l’assoluzione. La pena di cui parliamo è una conseguenza che deriva dalla natura stessa del peccato, che oltre ad essere offesa a Dio è anche contaminazione e corruzione dell’uomo. 

I nostri peccati infatti rendono sempre più faticoso ricostruire l’amicizia con Dio e superare quella inevitabile inclinazione al male che permane anche dopo la remissione sacramentale, come conseguenza del peccato stesso.  

Semplificando, pensiamo ad una ferita: anche dopo che ha smesso di sanguinare continua a darci dolore, ed è un punto debole: basta un piccolo urto perché riprenda l’emorragia. Il nostri corpo deve faticare per ricostruire il tessuto nella sua integrità e solo allora possiamo dirci veramente guariti. 

Il peccato è una ferita dell’anima e anche dopo il nostro pentimento e l’assoluzione sacramentale rimane come una debolezza, siamo più fragili, più soggetti a ricadere proprio dove siamo già caduti, rischiamo che quella ferita non pienamente rimarginata, si riapra proprio nello stesso punto. 

Le indulgenze che possiamo acquistare anche per noi stessi (esempio il perdono d’Assisi o le indulgenze dell’Anno Santo) sono come un medicamento cicatrizzante, ci confermano nel proposito di rinnegare il peccato e sanciscono la nostra volontà di aderire pienamente al progetto di Dio.
...
Noi possimao tranquillamente dubitare delle nostre capacità a staccarci completamente dal peccato e da ogni affetto malsano; è necessario un lungo cammino di conversione e di purificazione le varie prove e la sofferenza stessa (non cercata, ma accolta e offerta quando si presenta), l’impegno nelle opere di carità, la preghiera, le varie pratiche di penitenza e, non ultimo, l’acquisto delle indulgenze.

Ma poiché difficilmente possiamo presumere che in questa vita riusciremo a giungere a quella perfezione necessaria di raggiungere subito il Paradiso, c'è il purgatorio in cui le anime si purificano dalla pene.

Leggiamo nel Catechismo: “Coloro che muoiono nell’amicizia di Dio, ma imperfettamente purificati, benché sicuri della propria salvezza eterna, vengono sottoposti, dopo la morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia di Dio”

Il purgatorio e il beneficio delle indulgenze

Con tutti i limiti che possono avere le esemplificazioni trattando questi temi cosi profondi, come primo superficiale approccio al tema del purgatorio, possiamo dire che il purgatorio,
(che non è certamente un luogo fisico in qualche parte dell'universo) è una condizione molto dolorosa in cui moltissime anime vengono a trovarsi dopo la morte corporale per purificarsi pienamente e poter cosi raggiungere il Paradiso.

Doloroso, non perchè, Dio infligga loro dolore come punizione dei peccati commessi (il purgatorio è una grazia che Dio ci da). 

Il dolore lo provano loro stesse, è un dolore che ricorda quello che proviamo già qui sulla terra quando ci rendiamo conto di aver ferito la persona che più amiamo.

Un po' alla volta man mano che comprendiamo il male fatto, il dolore cresce, ma cresce anche la capacità di ricevere fino in fondo il perdono che ci viene accordato. 

Sembra paradossale, ma è un "sano" dolore che purifica e prepara un cuore nuovo, puro e votato al bene. Questo, amplificato nel bene e nel dolore, accade alle anime in purgatorio.

Le anime del purgatorio, non possono più acquistare meriti per eliminare queste pene, noi però si per noi e per loro attraverso i sacramenti, le preghiere, la penitenza, le opere di carità, le indulgenze.

La Sacra Scrittura ricorda che nulla d’impuro può entrare in Paradiso (Ap 21,27). Per questo è necessaria la purificazione. E l’opera indulgenziata abbrevia o rimedia del tutto la purificazione che si dovrebbe fare in Purgatorio (permette all'anima di andare in Paradiso!)

Comprendiamo che è una grande grazia.

Ulteriori info sul purgatorio: https://it.cathopedia.org/wiki/Purgatorio 

Per chi vuole approfondire

Questa pagina, da cui ho attinto e riassunto alcune informazioni di questa pagina, affronta in modo un po' più esaustivo:

Alcune specificazioni sulle indulgenze

Si legge nelle Norme sulle indulgenze nel Manuale delle indulgenze a cura della Penitenzieria Apostolica (vedi link sotto):

“1) L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi.


2) L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.


3) Nessuno può applicare le indulgenze che acquista ad altri che siano ancora in vita.


4) Le indulgenze sia parziali che plenarie possono essere sempre applicate ai defunti a modo di suffragio.


5) La concessione di una indulgenza parziale è indicata con le sole parole «Indulgenza parziale», senza alcuna determinazione di giorni o di anni.


6) Il fedele, che almeno con cuore contrito compie un’azione, alla quale è annessa l’indulgenza parziale, ottiene, in aggiunta alla remissione della pena temporale che percepisce con la sua azione, altrettanta remissione di pena per intervento della Chiesa.

Sottolineo alcuni punti.
Il primo: non si possono applicare ad altri che sono ancora in vita le indulgenze che si acquisiscono.
Il motivo è semplice: perché le persone che sono in vita sono in grado di provvedere a se stesse, di convertirsi e di meritare.
Mentre le anime del purgatorio sono certamente convertite e non sono più in grado di meritare.

La norma n. 4 risponde alla tua domanda: tutte le indulgenze che si ottengono possono essere sempre donate ai defunti.
Viene esplicitato: tante le parziali quanto le plenarie.
Queste si possono ottenere anche tutti i giorni dell’anno.
In occasione della Commemorazione dei defunti del 2 novembre la Chiesa stimola tutti a compiere determinate pratiche (ad esempio la visita al Cimitero) che sono utili per chi le compie e per le anime del Purgatorio.
Ma di per sé le anime del Purgatorio possono essere suffragate con l’indulgenza plenaria  tutti i giorni dell’anno.

La norma 6 ricorda che ogni azione compiuta in grazia di Dio e accompagnata con il pentimento vero dei peccati (contrizione) ottiene l’indulgenza anche se uno non vi pensa.
Questo punto precisa che oltre al merito intrinseco all’azione da noi compiuta, la Chiesa ne aggiunge un altro, perché è legato ad un’opera indulgenziata dalla Chiesa. 

Questo è molto importante e manifesta la grande carità della Chiesa nei confronti di tutti.

Se uno sa di ricevere l’indulgenza per ogni opera buona che compie in grazia di Dio e col pentimento dei propri peccati può donarla ad un defunto o ad alcuni defunti o anche alle anime del Purgatorio.
Per destinarla all’uno o all’altro è sufficiente che almeno inizialmente vi sia quest’intenzione e non la si ritratti.
Certo, è molto meglio che di tanto in tanto l’intenzione venga ravvivata per incrementare il fervore.

Tratto da: www.amicidomenicani.it