Antecedentemente al 1997 non mi risulta che siano state effettuate delle elezioni per un comitato di frazione, pronto a rettificare se qualcuno ha dati più precisi.
Ciò detto, non è che non si sia mai mosso nulla, ma gruppi spontanei, di discussione e di impegno ne sono sorti sull’onda di problematiche diverse e finalizzati allo sviluppo e soluzione di queste.
(Un esempio per tutti, ricordo la questione della chiusura del tratto di strada di via Rocca tra la canonica, oggi demolita e la chiesa, che portò alla costituzione di un comitato spontaneo e ad una notevole mobilitazione contro la deviazione di tutto il traffico sulla “lea” . Fortunatamente il finale fu la chiusura del transito veicolare sulla “lea”.)
Finalmente nel novembre 1997: a seguito di numerosi furti verificatisi nella zone si costituisce spontaneamente un comitato, che darà vita successivamente al primo comitato di frazione democraticamente eletto.
Nel corso degli anni si sono affrontati tanti argomenti, alcuni efficacemente risolti, altri forse ancora da dibattere. Qui di seguito un elenco non esaustivo:
- Piano regolatore,
- sistemazione dell’incrocio davanti alla chiesa con rotonda,
- peso pubblico,
- il triangolo dietro il campo sportivo, oggi parcheggio
- i punti luce,
- il pilone all’incrocio di Via Rocca,
- i disagi creati dall’innesto di via Passatore su via Valle Maira, risolti poi con la sistemazione dell’incrocio e la rotatoria alla fine della salita S. Giacomo,
- la raccolta differenziata,
- il lavatoio,
- i marciapiedi,
- la scuola elementare.
E poi i concorsi ‘Passatore fiorito’ e le mostre fotografiche.
Numerosi gli incontri con l’Amministrazione Comunale via via succedutisi, con i vari consiglieri, le assemblee con i frazionisti.
Il Comitato di frazione viene rieletto nel dicembre 2001 e alla sua scadenza naturale si scioglie per mancanza di persone disponibili a ricandidarsi.
Nel 2007, a breve distanza dalle elezioni comunali, su impulso del neo eletto consigliere Emiliano Rosso, si ricostituisce il comitato, grazie alla disponibilità del presidente uscente e di alcuni componenti del gruppo che si era disciolto. Lo scopo è quello di affidare a un gruppo di persone l’incarico di farsi portavoce delle esigenze e delle richieste della frazione.
Il nuovo comitato eletto con la presidente Marita Cesano, prima e Andrea Brignone successivamente alle dimissioni di Marita, lavora su alcuni problemi richiedenti attenzione. La chiusura dell’asilo e la riorganizzazione delle scuole elementari richiedono un notevole sforzo di tutte le parti in campo, compreso il Comitato coinvolto massicciamente. Come tutti sanno la soluzione trovata con relativa soddisfazione, per entrambe le frazioni interessate, ha comportato l’apertura della Scuola Elementare unificata nel fabbricato ex Asilo, riattato per l’occorrenza, e la riunificazione dell’asilo con la struttura di S.P.Del Gallo. Quasi contemporaneamente sono stati sollecitati e seguiti i lavori di manutenzione straordinaria al cimitero e la messa in sicurezza di un tratto di strada nel concentrico con posa di una barriera stradale.
Successivamente si è studiata ed ipotizzata una soluzione di definizione della rotatoria, presentata al Comune, ma rimasta fino ad oggi lettera morta. Migliore fortuna ha incontrato lo spostamento del pilone di via Borgetto angolo via Rocca, riuscito con successo.
Un problema di viabilità irrisolto resta la sistemazione di via della Battaglia, ed il futuro assetto viario in vista della costruzione della tangenziale alla città con accesso sulla via stessa fra Passatore e M.Olmo. La passata Amministrazione Comunale è stata sollecitata dal comitato uscente ad affrontare la questione, purtroppo, ad oggi, senza risultato.
In questi anni si è lavorato per quanto possibile in collaborazione con l’Amministrazione, cercando anche il coinvolgimento degli eletti coi i voti della frazione, per facilitare i discorsi ed aumentare il peso delle sollecitazioni. Ci si augura di continuare con impegno almeno pari a quello profuso da chi ha preceduto il comitato neoeletto.
Giovanni
Com'era il mondo del lavoro nelle nostre zone quando furono creati i primi comitati di frazione ?
Per quanto ricordo io, erano i tempi in cui l’orario di lavoro era, per legge e per contratto, di 48 ore settimanali.Noi della manutenzione alla Michelin facevamo abitualmente due ore di straordinario al giorno.Siccome la produzione lavorava dal lunedì al sabato, la manutenzione sulle macchine, si doveva fare per forza alla domenica.Chi lavorava alla domenica poteva ricuperare il giorno di riposo, la settimana successiva, ma nei primi tempi, non era obbligatorio, così alcuni non si fermavano mai.
Quali organi di rappresentanza e tutela esistevano in quei tempi nel mondo del lavoro e sociale?
Se volevi fare del sindacato, dato che si lavorava sui tre turni giornalieri, le riunioni erano sempre di domenica mattina.Anche solo questo particolare, ti fa capire, che tipo di persone si dedicavano all’attività sindacale.Erano i tempi in cui, nell’area cattolica, dove mi collocavo io, era passata definitivamente la grande paura della presa del potere con la forza, da parte dei comunisti e si incominciava a cercar di capire cosa c’era di buono e di comune nella due ideologie apparentemente contrapposte.Fino ad allora si era vissuto in due mondi completamente separati come due comparti stagni.Ricordo una delle primissime riunioni sindacali, con tutti e tre i sindacati: CGIL, CISL, E UIL assieme. Durante una pausa dei lavori il segretario provinciale della CGIL prese da parte un gruppo dei suoi e con tono molto arrabbiato gli ricordò che era assolutamente proibito parlare e discutere a tu per tu con gli altri delegati, io ero nei paraggi e mi ricordo ancora le parole precise, nessuno osò replicare anzi, alcuni delegati ortodossi rincararono la dose verso gli incauti disubbidienti.
Noi della CISL non avevamo di questi tabù, tanto che, tra le nostre fila, c’erano anche dei comunisti e dei socialisti, ma nell’ambito ecclesiale, chi frequentava comunisti e socialisti era considerato un eretico, mostrato a dito e allontanato da incarichi nell’azione cattolica, nell’oratorio, catechismo e via dicendo.
Chi faceva parte dei primi comitati di frazione ?
Con l’elezione del comitato di quartiere, anche a Passatore i due mondi, tanto per semplificare, quello comunista-socialista e quello democristiano-cattolico, vennero a trovarsi fianco a fianco e subito ci furono i due schieramenti: NOI e LORO.Nell’ambito dei NOI ci fu chi, come il sottoscritto e tanti altri che, dato per scontato, che la contrapposizione puramente ideologica era oramai tramontata definitivamente, trovarono del tutto naturale, la piena collaborazione, senza esitazione, altri invece, considerarono il comitato di quartiere come una cosa negativa. Questi ultimi si divisero in due schieramenti. C’era chi diceva: non è cosa buona, pertanto stiamone fuori. Altri invece dicevano: non lasciamo mano libera a LORO, entriamo dentro e cerchiamo di contrastarli al massimo.
Com'erano le prime assemblee
Le prime assemblee erano molto partecipate e molto animate, ricordo quella sul nuovo piano regolatore, dove i proprietari dei terreni interessati a diventare fabbricabili, non la presero per niente bene, l’intrusione del comitato di quartiere sulle scelte da farsi.La prima battaglia abbastanza feroce fu quella che riguardava la variante della strada provinciale, San Bernardo-Roata Rossi.Per togliere il traffico davanti alla chiesa, si voleva fare una variante che partendo dal vecchio asilo, passasse vicino al pilone dell’Assunta e poi lungo la leia e attraverso il campo sportivo.Un aspirante eroe durante l’assemblea aveva detto con molta enfasi: per non lasciare buttare giù gli alberi della leia, sono disposto a incatenarmi alle piante.
Che animo c'era, che epoca era ?
C’era molto entusiasmo ed era l’epoca del fare.Fare la società sportiva, con le squadre di calcio e pallavolo.Fare il campo sportivo.Fare la bocciofila con il campo coperto, gli spogliatoi, il bar e le aule per le assemblee e le altre necessità.Fare il campo da calcio e tutto il resto non voleva dire farlo fare dagli altri, ma farlo tutti insieme, con badile e rastrello a spianare il terreno e raccogliere le pietre.Dare una mano a servire i carpentieri, i muratori, i piastrellisti e tutti gli altri.Si era fatto una biblioteca come succursale della biblioteca civica di Cuneo.Per invogliare la gente a leggere, un omino la domenica mattina si caricava i libri sul carrettino con le ruote della bicicletta e andava a distribuirli, davanti alla chiesa, all’uscita dalla Santa Messa.
Non solo organo di consulto, il comitato era diventato anche alternativa alle impostazioni vigenti in frazione?
Si anche a Passatore i giovani si riunivano nei locali delle scuole elementari, sfuggendo al diretto controllo della parrocchia e del parroco.Diversi giovani partecipavano ai vari gruppi di lettura del Vangelo e alla scuola di preghiera alla Città dei Ragazzi, questo il povero arciprete defunto, in perfetta buona fede, proprio non riusciva a digerirlo. Era solito dire: quelli che leggono il vangelo per conto loro diventano tutti estremisti di sinistra extraparlamentare. Il che equivaleva a dire, tipo Brigate Rosse.(quanto lo abbiamo fatto soffrire).
In quel tempo per cosa si lottava negli ambienti in cui vivevi ?
Era il tempo delle lotte sindacali per la conquista delle quaranta ore settimanali, con il riposo obbligatorio, se lavoravi il sabato e la domenica poi ti fermavi due giorni.In quegli anni sono nati i delegati sindacali, eletti da tutti i dipendenti, finalmente sono arrivati i permessi sindacali retribuiti per poter svolgere l’attività sindacale durante la settimana e non più alla domenica.Erano i tempi dei preti operai (Don Borgetto) qua a Cuneo e tanti altri in giro.Della pastorale del lavoro con Don Aldo Benevelli.Di quelli di “E viene il tempo” con Mario Cordero, Oscar Sguaiser, Romano Borgetto e diversi altri che organizzavano assemblee dibattiti e incontri con personaggi molto famosi.Erano i tempi di Mons. Betazzi vescovo di Ivrea, del cardinale Pellegrino di Torino.
Grazie, per concludere che messaggio ci lasci ?
Quanto riportato è per darvi un’idea di come erano i tempi quando sono nati i comitati di quartiere e quanto i tempi sono cambiati anche con il contributo e la partecipazione attiva, delle piccole comunità di periferia, tipo quella di Passatore.