La nostra storia e le nostre idee.
Il Collettivo Studentesco Cavese è una realtà autorganizzata nata nel 2008 sulla scia dalle grandi mobilitazioni del movimento studentesco dell’ “Onda” che hanno portato milioni di persone nelle piazze di tutta Italia per contestare la riforma Gelmini. L’idea alla base del CSC era quella di creare una rete di coordinamento tra tutti gli istituti superiori del territorio che desse forza e peso politico alle istanze di studentesse e studenti nelle loro scuole e contemporaneamente aprisse uno spazio di dibattito e confronto democratico su temi sociali e culturali.
Nei suoi 17 anni fatti di attivismo e sperimentazione il CSC è stato protagonista di tante lotte: dalle infaticabili proteste contro le riforme dell’istruzione del 2014 - culminate nelle occupazioni di tutte le scuole di Cava contro la “Buona Scuola” dell’allora governo Renzi – alle battaglie legate alla città, come quella contro la chiusura dell’Ospedale che nel 2016 raccolse il coinvolgimento di migliaia di concittadini.
Il Collettivo è da sempre un movimento di proposta oltre che di protesta, un laboratorio politico nel quale la messa in comune di idee, competenze e pratiche ha come obiettivo la riappropriazione degli spazi, la lotta alla scuola di classe e la tutela del diritto allo studio. Negli anni infatti è riuscito a raggiungere diversi obiettivi: l’intervento delle istituzioni nei casi più gravi di fatiscenza dei plessi, l’ottenimento delle aule autogestite e la creazione dei comitati interni delle scuole ne sono alcuni esempi. Il CSC è anche la realtà che ha reinventato l’Art Day o giornata dell’arte –un evento che valorizza il talento e il potenziale creativo degli studenti- divenuta una piccola istituzione culturale per la città negli ultimi 15 anni.
Cosa vogliamo?
Ad oggi l’obiettivo principale del CSC è quello di raccogliere l’entusiasmo e la voglia di partecipazione di tutte le studentesse e gli studenti che vedono la scuola non come un diplomificio ma come uno spazio di socialità e conflitto. Uno spazio in cui andare ad imparare e praticare l’esercizio della democrazia e soprattutto sviluppare una coscienza critica capace di farci sentire individui pensanti, in grado di fare la differenza nella società.