Il CCII, introdotto con il D.Lgs. n. 14/2019, ha l’obiettivo di:
Prevenire e gestire le crisi d’impresa.
Favorire la continuità aziendale attraverso strumenti di risoluzione tempestivi.
Armonizzare il quadro normativo italiano con le direttive europee.
a) Prevenzione della crisi:
Introduzione di strumenti di allerta per rilevare precocemente segnali di difficoltà economica.
Obbligo per gli organi societari (organo amministrativo, collegio sindacale e revisori) di monitorare gli indicatori della crisi, come:
Insufficienza di liquidità.
Squilibrio economico-patrimoniale.
b) Composizione negoziata della crisi:
Strumento volontario che consente alle imprese in difficoltà di avviare trattative con i creditori, con l'assistenza di un esperto indipendente, nominato dal tribunale o dalle Camere di Commercio.
c) Procedure concorsuali:
Riorganizzazione delle principali procedure:
Concordato preventivo.
Liquidazione giudiziale (che sostituisce il fallimento).
Accordi di ristrutturazione dei debiti.
Gli obblighi di segnalazione sono estesi a:
Organi di controllo (collegio sindacale e revisori legali).
Creditori pubblici qualificati (INPS, Agenzia delle Entrate, ecc.), che devono avvisare l’impresa in caso di debiti significativi non onorati.
Indicatori della crisi: Indici specifici elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Composizione negoziata: Procedura di risoluzione consensuale con protezione temporanea da azioni esecutive dei creditori.
Liquidazione semplificata: Strumento rapido per le imprese non risanabili.
Estensione degli obblighi di segnalazione anche ai revisori legali dei conti.
Introduzione di normative più flessibili per favorire la risoluzione preventiva delle crisi.
Adeguamento agli standard europei tramite la Direttiva UE 2019/1023.
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