Via Pic da Mur
Pilastro Anna - quota 2030 circa - Sotto gruppo Cime di Rava (TN) - VAL DI RAVA
Lagorai
Sviluppo: 210m circa, 8 tiri.
Difficoltà: in libera intorno al 6c+/7a (6a+ obbl)
Apritore: @Paolo Michielini
Avvicinamento: Si parcheggia all'inizio della strada forestale Spiado - Fierollo prima di un cartello di divieto di accesso, poco dopo aver superato l'ex rifugio Spiado. Ci sono circa 3-4 posti auto.
A piedi (o bici / bici elettrica) fino a Malga Fierollo (sentiero CAI) circa 50 min.
Arrivati a Malga Fierollo prendere il sentiero 365 (che piega a sinistra e scende) e porta a Malga Rava di Sotto (sentiero CAI) circa 40 min. A Malga Rava di sotto presente una buonissima fonte di acqua e possibilità di bivacco (NOTA 2026: fonte non funzionante).
Da Malga Rava di Sotto si continua per il sentiero inizialmente in salita e in dieci minuti si raggiungono dei prati proprio sotto il Pilastro Anna. Abbandonare il sentiero piegando verso destra attraversando il piccolo prato.
Attraversare il torrente Gallina (semplice attraversamento su sassi).
Si prosegue nel valloncello per una cinquantina di metri e prima di una grossa frana, si sale per tracce in direzione nord fino alla base del pilastro a quota circa 1800. Piccola sorgente d’acqua e spit a indicare la partenza che è sopra lo zoccolo (30 min da Malga Rava di sotto) .
Dalla macchina circa 2h - 2h30min fino all'attacco.
Materiale: via sportiva chiodata benissimo. S1 con materiale in ottimo stato. Soste a due spit, per la maggior parte collegati da cordone.
Descrizione:
Bella via su granito eccellente e solido anche se ancora un po' sporco vista la mancanza di "traffico". Chiodata benissimo data l’impossibilità di integrare con mezzi tradizionali su placche compatte e verticali. Le soste sono tutte molto comode su cenge inerbate e attrezzate con due spit.
Attualmente sulla via è presente una corda fissa che la percorre per i primi cinque tiri e volendo permette di azzerare tutti i passaggi fino a qui.
L1: partenza da un cengia erbosa, con un primo passo delicato, poi traversa a sinistra su crepa (che può essere bagnata dopo le piogge). Qui la presenza della corda fissa può aiutare ad uscire sull'erba scivolosa in sicurezza. Si raggiungere poi una comodossima cengia (30 m, 15 rinvii) 6a+
L2: tiro impegnativo con strampiombo in uscita dalla sosta prosegue per placca liscia, verticale e tecnica a tacchette con uscita su piattoni. Ben protetto. (20 m, 10 rinvii) 6c+/7a (se fatto in libera) altrimenti 6a+ A0
L3: tiro in diedro-camino dall’uscita abbastanza tecnica che può rimanere bagnata per un pò dopo le piogge. Volendo si può usare un friend grigio (0.4 BD) per la progressione in sicurezza nella crepa. Uscita dal tiro su erba scivolosa dove la corda fissa può tornare utile per uscire in sicurezza. A questa sosta presente una catena nuova con doppio anello di calata. Probabilmente da qui si riesce a calarsi fino a terra con una calata da 60m (20 m, 5 rinvii). Passaggio singolo di 6c/6c+ in libera oppure 6a+ A0
L4: splendida e compatta crepa-diedro, fisica che diventa più difficile a man che si sale. Spittata bene ma non necessariamente azzerabile. Tiro stupendo con uscita difficile su uno spuntone a destra (25 m 12 rinvii) 6c
Volendo può essere fatta trad con friend medi.
L5: traverso a destra, primo pezzo delicato con piccole tacche, poi sale facilmente una placca appoggiata passando attraverso un albero fino a raggiungere un'ampia e comoda cengia (25 m 11 rinvii) 6a
L6: uscita dalla sosta difficile su muretto verticale usando due tacche sulla destra, poi facile fino alla sosta che si trova su angolo sotto la crepa (28 m 7 spit) 6b per il passaggio iniziale o 5b A0.
L7: parte con la crepa che si risale facilmente per alcuni metri fino ad uno sperone, da qui si sale un muretto leggermente strapiombante da superare a sinistra, poi si traversa a destra e si sale per una rampetta. Uscita impegnativa a sinistra su tettino fino a raggiungere una cengia erbosa. Sosta un po' nascosta a sinistra (35 m 11 rinvii) 6b+
L8: bellissimo tiro di placca lavorata e delicata con un tratto in crepa. Piccolo muretto ben appigliato in uscita (30 m 10 rinvii) 6a+
Discesa: la discesa a piedi avviene prima verso nord attraversando dei prati, per poi piegare decisamente a sinistra attraversando una distesa stupenda di azalee in direzione Malga Ravetta di sotto (attenzione a vari salti di roccia).
Attraversare nuovamente il torrente e imboccare il sentiero 365 che riporta a Malga Rava di Sotto(40 min). Da qui circa 1h per tornare alla macchina.
Nella recensione originale si suggerisce di prendere un canalone poco a nord dell'uscita. Noi non lo abbiamo beccato e quindi abbiamo fatto come scritto sopra.
Note: Portarsi qualche friend piccolo e medio per integrare eventualmente alcuni passaggi in artificiale anche se la presenza della corda fissa attualmente permette di azzerare tutti i passaggi difficili.
NOTE:
Noi siamo riusciti a fare in libera a vista tutti i tiri eccetto alcuni passaggi di L2 e L3.
In generale la via si snoda su per una parete veramente stupenda con un granito di ottima qualità.
La via meriterebbe di essere ripetuta visto l'ambiente idilliaco.
Complimenti vivissimi a Paolo Michielini per l'apertura dal basso in solitaria. Si attende ancora la prima ripetizione fatta tutta in libera!
Noi purtroppo ci siamo dimenticati un rinvio attaccato sul cordone del primo spit di partenza di L1 ed una ghiera azzurra da qualche parte lungo la via. Ci farebbe un sacco piacere riavere la ghiera: aveva un valore affettivo
Divertitevi!!!
Via Capitano Renato Tomaselli
Cima Brunella - quota 2500 circa - Campanili della Val Orsera (TN)
Lagorai
Sviluppo: 230m circa
Difficoltà: V/R2 (nel percorso seguito da noi un passaggio di VI)
Apritore: G Melchiori, G Sent. 1958
Ripetizione 24/08/2024 Edward Benison e Martina Savio
Avvicinamento: Parcheggio in Località Tedon, Val Campelle. Sentieri CAI inidicazioni Rif. Caldenave. Si prosegue oltre il rifugio in direzione Val Orsera, Forcella Orsera. Quando il sentiero spiana in prossimità della falesia Ticodromo individuare la Cima Brunella e seguire canaloni e cenge fino alla base della parete. Noi ci siamo arrivati da destra verso sinistra, viso a monte.
Nome (CRT) inciso sulla roccia a circa due metri da terra (vedi cerchio rosso in foto). Non abbiamo trovato il bollino giallo descritto in alcune recensioni.
Dalla macchina circa 2h30min fino all'attacco.
Materiale: via alpinistica con soste su uno spit. Serie completa di friends fino al 3BD raddioppiando le misure medie, cordini.
Descrizione:
Secondo alcune descrizioni della via ci sono 10 tiri dove da L2 a L9 le soste sono su uno spit. Noi eravamo partiti con l'idea di ripetere questa via ma alla prima sosta (su cordone rosso: vedi freccia nella foto) siamo saliti dritti invece che piegare a sinistra. Abbiamo risalito un piccolo diedro strapiombante (passo di VI) per poi proseguire su un sistema di diedri, placche e fessure. Alcune delle fessure che abbiamo usato erano intasate ma salendo le abbiamo pulite con il martello trovando alcuni tratti di arrampicata ben proteggibile e di soddisfazione. La linea che abbiamo seguito (per errore) si teneva probabilmente sulla destra del tracciato originale e con difficoltà intorno al IV-V ma non sempre facilmente proteggibile. Il tracciato approssimativo è visibile in una delle foto. Ci siamo ricongiunti con il tracciato originale a due tiri dalla cima, dove abbiamo trovato il fix dell'ultima sosta. Per tutto il resto della salita non abbiamo trovato alcun segno di passaggio. Abbiamo attrezzato tutte le soste su due o tre friend o spuntoni di roccia, non abbiamo lasciato nulla in parete. La roccia in generale era buona.
Discesa: Dalla cima scendere sul versante opposto per lo spigolo sud ovest. Qui si trova un breve passo di arrampicata molto esposta ma attrezzata con materiale old-school per scendere al di sotto della cresta verso sud. Proseguire verso sud ovest fino alla seconda forcella. Da qui la recensione suggerisce di scendere verso nord lungo un canalone. A noi questa opzione non sembrava sicura, viste le nuvole in val Orsera ed il percorso non ben vibile quindi abbiamo deciso di scendere per canalone verso sud-est in direzione Forcella Quarazza fino ad intercettare il sentiero che risale il versante est di Cima Brunella verso la Forcella Orsera (direzione nord) e da qui in discesa per la Val Orsera fino al rif. Caldenave dove il mitico Guido ci ha dichiarati "bravi ma lenti" e poi alla macchina. Circa 3h.
Per noi questa uscita è stata un'esperienza molto formativa ed una bella avventura.
Grazie a Lagorai Rock
Via La parte Luminosa del Mondo
Torre dei Cani Pazzi - quota 1800 circa - Val di Rava (TN)
Lagorai
Sviluppo: 90m circa
Difficoltà: 6b/S1
Apritore: A Conz, M Grandini 2014
Ripetizione 05/07/2026 Edward Benison e Martina Savio
Avvicinamento: Si parcheggia all'inizio della strada forestale Spiado - Fierollo prima di un cartello di divieto di accesso, poco dopo aver superato l'ex rifugio Spiado. Ci sono circa 3-4 posti auto.
A piedi fino a Malga Fierollo (sentiero CAI) circa in 50 min a piedi o bici (20 min) che è stata la nostra scelta questa volta, pensando soprattutto al velocissimo rientro fino alla macchina.
Arrivati a Malga Fierollo proseguire a piedi per il sentiero 365 (che piega a sinistra e scende) e porta a Malga Rava di Sotto (sentiero CAI) circa 40 min. A Malga Rava di sotto era presente una buonissima fonte di acqua ora non funzionante. Qui possibilità di bivacco.
Proseguire fino ai ruderi di Malga Ravetta di Sotto. Salire il pendio di massi 50 metri oltre il rudere superiore fino all'evidente pilastro, dove attacano le vie.
Dalla macchina circa 2h fino all'attacco.
Materiale: via sportiva con soste su due spit con maglie rapide per le calate. Necessari 10-12 rinvii. Inutili friend e nut.
Descrizione:
Bella via sportiva con tre tiri di 6b. Spit da10mm in buono stato. Noi abbiamo aggiunto un cordone rosso sulla sosta sommitale.
Discesa: In doppia dalla via. Con corde da 60m da S3 a S1 (50m) e poi da S1 a terra.
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Via Patagonia Express
Torre dei Cani Pazzi - quota 1800 circa - Val di Rava (TN)
Lagorai
Sviluppo: 80m circa
Difficoltà: 6c (?)/S1 per L1 e V+ SR1 per L2-3
Apritore: A Conz, F Rattin 2013
Ripetizione 05/07/2026 Edward Benison e Martina Savio
Avvicinamento: Come precedente.
Materiale: via sportiva in L1 e poi da integrare per L2-3 con soste su due spit con maglie rapide per le calate. Sosta sommitale 1 spit, 1 chiodo e un cordone. Spit da 10mm in buone condizioni.
Descrizione:
Difficile dare un giudizio univoco su questa via visti i due caratteri completamenti diversi della parte bassa rispetto a quella alta. L1 presenta un passaggio singolo molto difficile con un movimento precario dinamico verso destra (ben protetto). Probabilmente è saltata una presa: personalmente io ho dovuto usare una staffa per questo movimento. Una volta superato questo ingresso in parete parte una fessura in dulfer veramente spettacolare e proteggibile, anche se qui ci sono gli spit. L2: Dritti per diedro oppure traversata a destra e sù per fessura ad incastro per piedi e pugno. Noi abbiamo optato per la fessura che ho ripulito un po' con il martello. L3: diedro che si verticalizza sempre di più mentre si sale. La fessura contiene diversi cimeli.... Tiro eccezionale: se ci fossero altri 200m come questo diedro sarebbe un sogno.
Discesa: In doppia dalla via. Con corde da 60m da S3 a S1 e poi da S1 a terra.
Con l'eccezione del passo duro del primo tiro di Patagonia Express, abbiamo scalato entrambe le vie in libera e a vista.
Viste le poche info riguardo queste vie abbiamo scalato con una serie doppia di frend, una serie di nut e un cordone in caso fosse necessario ammodernare le soste. Tutto questo materiale non è necessario. Per una ripetizione noi abbiamo usato 10-12 rinvii, friend BD 0.3 -> 4. Il 4 non è fondamentale ma un 3 è consigliabile. Raddoppiare 0.5 e 1 non fa male. Nut non utilizzati.
Entrambe queste vie sono esposte a sud ma dalle 14 circa la parte superiore di Patagonia Express è in ombra. Vista l'aria fresca che scende dalla valle si stava bene anche al sole.
Una nota riguardo Patagonia riguarda un paio di spit su L2 e L3 dove sono presenti fessure più che adeguate per proteggersi bene. Immagino che questi siano stati piantati durante l'apertura viste le condizioni meteo estreme di quella giornata e per tornare a casa sani salvi, ci può stare.
Trovare una variante di partenza trad per Patagonia express e scalare tutta la via con protezioni rapide la renderebbe più omogenea.
Le foto si riferiscono all'avvicinamento e a Patagonia Express.
Grazie a Lagorai Rock
Via Mio Cuggino
Placche di Lert - quota 1100 circa - Val di Rava (TN)
Lagorai
Schizzo reperibile sul sito ATHT
Sviluppo: 190m 5 tiri
Difficoltà: 6b/RS3 (6b obbligatorio)
Apritori: M Rivadossi, E Gorbelli 2001
Ripetizione 02/10/2026 Edward Benison e Martina Savio
Avvicinamento: Si parcheggia nell'ampio spazio attrezzato presso località la Plana. Al momento non ci sono restrizioni e si può campeggiare. È disponibile una fontana per l'acqua potabile.
Parcheggio: 45.9852625N, 10.5323428E
Dalla macchina circa 40 min fino all'attacco seguendo gli ometti che abbiamo creato noi. L'ultima parte dell'avvicinamento è molto ripida, spesso bagnata e scivolosa: utili gli scarponi piuttosto che scarpe da approach. Gli ometti segnano la strada che sale diretta e ripida sù per il bosco poco a sinistra del grande masso "Coàl de la Plana" (viso a monte). L'attacco della via non è facile da individuare.
Attacco della via: 45.9840340N, 10.5238474E
Materiale: via mista con spit sulle pacche e fessure da proteggere. Soste su due spit e cordone con maglie rapide per le calate. 2x corde da 50 o 60m. Noi abbiamo usato 2 cordoni per spuntoni di roccia, cordini per allungare le protezioni, 9 rinvii, essenziali BD C4 #0.3 - #0.5 - #2. Utili ma non essenziali per il "Bisteccone" nel primo tiro: DMM Wallnut 11, C4 #4 per che poi si possono lasciare alla prima sosta e riprendere al rientro. Raddoppiare il #0.3 può essere una buona idea per le placche. Noi non avevamo il #4 e non avevamo un secondo #0.3
Descrizione:
Sconsigliata la ripetizione in estate per il caldo sul granito scuro e le zecche. Periodo ideale: autunno. Esposizione Sud, sole fino alle 15.
Bella via mista sportiva / trad con ottimo granito. Fessure da attrezzare, placche compatte con spittatura distanziata (S3 sulle placche) e difficilmente integrabile. Spit da 8mm in discreto stato: placche ossidate ma tasselli esternamente in ordine. Noi abbiamo sostituito alcuni cordoni e maillon.
L1: "Il Bisteccone". Sicuramente il tiro più bello della via. Partenza in dulfer su fessurone. 1 spit, BD #2 in alto tra le scaglie nel fessurone, cordone su spuntone prima di rimontare la lama verso destra. Poi dritti sulla placca, 1 spit. Poi verso sinistra fino al gradino. Qui doveva esserci un chiodo ma non lo abbiamo reperito. Traversare su tacche e piccoli appoggi verso sx dove abbiamo ripulito una fessura perfetta e sicura per il BD #0.5 (oppure #0.75). Si rimonta il gradino poi su placca verso destra fino alla sosta.
L2: Dritti per la placca tecnica e compatta. Bel tiro impegnativo.
L3: Risalire la rampa obliqua verso sinistra fino sotto un gradino (spit con cordone). Rimontare il gradino a sinistra della protezione poi risalire la placca obliquando a destra fino alla sosta. Bel tiro.
L4: Risalire la placca fino ad uscita su cengia erbosa e terrosa. Roccia un po' sporca con muschio. Attenzione all'uscita su cengia. BD #0.5 poco sotto la cengia in fessura verticale.
L5: Risalire la placca fino alla cengia. Mantenersi appena a destra dei massi ma non girare l'angolo a destra: sostanzialmente risalire dritti. Abbiamo ripulito un po' la cengia e gli ultimi metri prima di arrivare alla sosta sommitale.
Discesa: In doppia dalla via. Con corde da 60m da S5 a S3 (50m), da S3 a S2, da S2 a S1, da S1 a terra. Attenzione a non incastrare le corde nel "Bisteccone". Da S2 a terra sono 65m. Le corde arrivano al primo spit di L1: da qui si potrebbe disarrampicare fino a terra ma è rischioso vista la cascata sottostante.
Grazie a Matteo Rivadossi.