Come abbiamo visto, il mondo del Fast fashion è assai ampio e sviluppato… ormai ognuno di noi possiede almeno un capo di uno di questi brand perché “cosa c’è di meglio di acquistare un paio di jeans o una felpa che ci piace ad un prezzo così basso?”.
La risposta a questa domanda purtroppo non è così semplice, soprattutto per la nostra generazione, ormai abituata a fare shopping per poter possedere più cose possibile, con un budget limitato. Siamo proprio noi le prede principali delle grandi aziende che producono più di 50 “stagioni” di abbigliamento ogni anno: la loro giustificazione al pubblico si racchiude nel desiderio di soddisfare i desideri ed i bisogni dei propri clienti, ma a che prezzo?
È proprio su questa ultima domanda che dovremmo riflettere, così da riuscire a rispondere anche alla precedente: improvvisamente ci accorgeremo che la risposta è molto semplice.
Non c’è niente di bello nel possedere un capo di abbigliamento, carino ed economico, prodotto sulle spalle di lavoratori sottopagati che lavorano turni infiniti in condizioni oscene, e senza un minimo riguardo all’ambiente ed alla salvaguardia della natura che ci circonda. Certamente la comodità a volte ci spinge ad optare per un’opzione Fast fashion, e una volta ogni tanto va anche bene, ma la consumazione compulsiva è una cosa molto sbagliata, che permette ai giganti del Fast fashion di prosperare ed espandersi, danneggiando non solo l’ambiente, ma anche molte persone, direttamente o indirettamente coinvolte.
Le armi più forti che possediamo per far fronte a questo problema sono evitare gli sprechi e acquistare consapevolmente: dobbiamo renderci conto che quel paio di jeans che abbiamo comprato ad un prezzo così basso, è stato prodotto sulle spalle di qualcuno e di qualcosa(facendolo notare anche agli altri!).
Ma non preoccupatevi, adesso andremo ad indicarvi delle possibili alternative al fast fashion, e vi renderete conto di quanto sia facile, a volte divertente, ma soprattutto gratificante, optare per soluzioni più socialmente ed ecologicamente sostenibili.
Negli ultimi anni molti marchi italiani sono nati come “marchi di moda sostenibile”, che sia per questioni puramente commerciali, o effettivamente etiche, la moda sostenibile è una realtà presente anche nel nostro paese.
È importante capire quali sono i marchi che seguono un’etica rispettosa, e quali invece continuano a creare danni all’ambiente e marcare disuguaglianze sociali. In più, ci sentiamo di incentivare l’acquisto nei negozi fisici, piuttosto che nelle grandi piattaforme e-commerce, e soprattutto se possibile l’acquisto in loco, che stimola anche l’interazione con chi ha deciso di dedicare la propria vita a questo scopo.
È inutile negare che la moda sostenibile abbia un costo di produzione più elevato di ciò che definiamo “fast fashion”, perché è un modello di produzioni con vincoli ambientali e sociali che obbligano a rispettare certe norme e procedure non standard.
Abbiamo cercato di valutare brand che, grazie all’innovazione ed al costante impegno in R&D (ricerca a sviluppo), rendano i propri capi accessibili per la maggior parte delle persone. Purtroppo però, abbiamo anche notato come questi marchi siano realtà “di nicchia” dato che ormai non c’è nulla di più mainstream di andare a comprare da H&M o Pull&Bear.
È un motore di ricerca per marchi sostenibili, negozi che vendono prodotti ecologici e artigiani della moda che usano fibre a basso impatto ambientale. ecoFASHION è disponibile anche in applicazione per dispositivi mobili e permette di verificare se ci sono negozi nelle vicinanze, tramite una mappa e la geolocalizzazione della vostra posizione. È facile capire se un brand è sostenibile, ma anche se etico o cruelty free, poiché tutte le aziende registrate sono accuratamente selezionate, oltre 200 (dato di novembre 2020) in costante crescita.
È la prima piattaforma italiana per scoprire negozi fisici ed e-commerce di moda sostenibile. Ha un database con più di 1600 negozi, diviso in categorie e filtrabile per fascia di prezzo, provenienza, stile, certificazioni e sostenibilità; esiste anche una mappa che colloca i negozi fisici sul territorio per trovare quelli più vicini a te. Il loro blog, invece, ha diversi articoli divulgativi e guide sulla moda sostenibile.
È un'app che permette di controllare facilmente l'impatto dei marchi di moda negli ambiti che ti interessano. Si possono scoprire alternative migliori, saperne di più sullo shopping di moda etica o semplicemente avere informazioni per essere più consapevoli. Ognuno dei più di 3000 marchi presenti nel database riceve una valutazione di facile comprensione su cinque, da "Da evitare" (1) a "Ottimo" (5) e punteggi individuali per il suo impatto su persone, pianeta e animali.
Ambiente
Forest Stewardship Council (FSC) è un certificato internazionale senza scopo di lucro, nato principalmente con lo scopo di fermare la deforestazione ed i problemi sociali annessi. Qualsiasi azienda può ottenere una certificazione FSC, con l'obiettivo primario di acquistare prodotti derivati da albereti coltivati in modo sostenibile.
OEKO-TEX® offre una Gamma di Servizi adattati alle esigenze specifiche e alla situazione dell'industria tessile. Grazie a questo approccio offre vantaggi unici e un aiuto pratico a tutte le aziende che si impegnano a una gestione responsabile e sostenibile.
Risparmio delle risorse energetiche, sicurezza dei consumatori, riduzione dei consumi di acqua, salute e sicurezza sul lavoro e abbattimento delle emissioni tossiche nell'aria.
Animali
People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) è una associazione NO-PROFIT che da anni indaga e si batte a livello internazionale contro le violenze subite dagli animali.
La certificazione Animal Free Fashion è un'idea LAV - Lega Anti Vivisezione ed ha come obiettivo primario quello di incentivare le aziende di moda a rinunciare totalmente o almeno parzialmente all'utilizzo di materiali di origine animale come pellicce, piume, pelle, seta, lana
Fur Free è un programma internazionale lanciato dalla Lega Anti Vivisezione (LAV) in collaborazione con altre 40 organizzazioni internazionali a tutela dei diritti animali. Al giorno d'oggi hanno aderito circa 1000 aziende tra brand di moda e retailer di tutto il mondo.
Lavoro
La certificazione SAI verifica i requisiti di base su: lavoro minorile, lavoro obbligato, salute e sicurezza, libertà di associazione, discriminazione, procedure disciplinari, orari di lavoro, retribuzione, sistemi di gestione.
Fairtrade è un marchio che garantisce il commercio equo solidale, un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro e principale certificatore di prodotti del commercio equo solidale. Lavora soprattutto nei paesi poveri, Asia e Sud America, si occupa del settore moda, ma anche di quello alimentare.
Fair Wear Foundation è un'organizzazione no-profit indipendente che lavora con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro degli operai nell'industria tessile. Si occupa di: lavoro minorile, lavoro obbligato, salute e sicurezza, libertà di associazione, discriminazione, procedure disciplinari, orari di lavoro, retribuzione, sistemi di gestione.
l 22 aprile si celebra ogni anno la giornata della Terra: quest’anno l’Earth Day compie 50 anni. E non è un caso che la moda sostenibile sia una delle tendenze più forti adesso: su Stylight è stato registrato il 49% di aumento dei click su “prodotti sostenibili” nel primo quadrimestre del 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questa è la direzione verso cui anche i grandi marchi di lusso stanno virando sempre di più.
Perché comprare usato?
Acquistare abbigliamento di seconda mano o vintage (più di 20 anni di età) prolunga la vita di un oggetto che non ha ancora raggiunto un livello di usura o di obsolescenza tale da impedirne l'utilizzo. Comprare usato consente quindi di pescare in un bacino ampio e variegato qualcosa di personale e originale, lo fa chi ricerca un capo prezioso e chi desidera uno stile che non ricalchi quello di tutti.
Un'alternativa comoda, intelligente e sostenibile al lasciare i capi a prendere polvere o a buttarli via è quella di venderli online su siti che permettono di vendere o acquistare capi seconda mano.
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