Il riporto è una disciplina tutt’ altro che recente: nasce infatti qualche secolo fa in Inghilterra come pratica venatoria, nella quale si sono distinte fin dalle origini le razze retriever, per il loro innato desiderio di compiacere e per le loro straordinarie qualità naturali, funzionali al recupero (anche in acque profonde)della selvaggina abbattuta nel corso delle battute di caccia.
Introdotto di recente nel panorama FISC con il nome di RETRIEVING GAME, diventa disciplina sportiva aperta a tutti i cani, meticci e di razza.
Grazie alle sue straordinarie finalità ludiche, educative e relazionali rappresenta un’occasione unica per migliorare la comprensione reciproca e rafforzare il rapporto all’ interno del binomio uomo-cane, creando armonia e affiatamento; mette in risalto e affina i sensi e le qualità naturali del cane; riavvicina entrambi alla natura.
Attraverso il Retrieving Game si perfeziona inoltre l’educazione del cane; si lavora tra l’altro su: attenzione, calma e autocontrollo, obbedienza di base e avanzata, comunicazione e fiducia reciproca, predatorietà e possessività, per citare solo alcuni aspetti.
La gara di Retrieving Game (suddivisa in tre classi in relazione alla difficoltà, nonché in tre categorie in base alla taglia del cane) consiste in un percorso naturalistico suddiviso in step o stazioni, in cui al cane è richiesto di riportare una pallina da tennis superando una serie di passaggi/ostacoli e/o difficoltà (inclusa l’esecuzione di esercizi di obbedienza e lo svolgimento di una parte del percorso a tempo).