DIALOGO TRA REPLICHE E OPERE D' ARTE
LE MOSTRE DEL FALSARIO
Capolavori e ombre-DIALOGO TRA REPLICHE E OPERE D' ARTE.CARAVAGGIO -Le Mostre del falsario
LE MOSTRE DEL FALSARIO
Una Mostra presentata con riferimenti di stile e aggiornamenti ufficiali sulle esclusive .Le opere del falsario di Caravaggio in una rassegna speciale.
LE GRANDI OPERE
Opera di forte senso di fede ,che ricollega il momento raccontato dal Vangelo di Giovanni :il Cristo di ritorno dai discepoli.
-Tu hai creduto perche' hai toccato le ferite dei chiodi;beati quelli che pur non avendo visto crederanno in me-.Caravaggio traduce pittoricamente quell' ekphrasis ,come elemento chiave nella sintesi del quadro. L' apostolo con il dito tocca freddamente il costato per dimostrare la sua fede con la 'prova'.
La scelta in conforme con il momento storico della Controriforma ,insistito nella mera allusione compositiva.L' olio su tela citato dalle carte del biografo Bellori va collegato con il breve viaggio a Genova da parte del banchiere Vincenzo Giustiniani .Qualche anno piu' tardi il capolavoro si trova nell' Inventario 1638 assieme a una raccolta di dodici dipinti.Del Merisi : Ritratto della cortigiana Fillide,Maddalena e un San Giovannino.
La versione attualmente a Potsdam in Germania -potrebbe essere il quadro autentico ,in conto alle stesure molto simili alle grandi tele meridionali:Seppellimento di S.Lucia e Resurrezione di Lazzaro.Per Longhi il dipinto e' una replica di un quadro probabilmente trafugato.Per la Cinotti,Mahon e Marini e' condiviso il pensiero di quella mano ,per la profilatura dei personaggi e per lo staccato luminoso.
L'altro dipinto,agli Uffizi -offre una stesura piu' buia ,con il Salvatore coperto da trame pesanti che non celano la smorfia.Dettaglio che avvalla qualche sospetto d' autenticita' per via delle somiglianze nette con le tele giovanili :Fanciullo morso da un ramarro,Canestro di frutta e Medusa. La condizione delle mezze teste e la fitta dipintura delle vesti ,suggerisce una vicinanza temporale con le grandi tele dipinte in S.Luigi dei Francesi.Se cosi' fosse la tela andrebbe stimata intorno al 1598-1599.
Per le tesi di Longhi e Marangoni ,il dipinto fiorentino e' un esercizio pittorico di un abile seguace.Proposto il nome di un discepolo: Prospero Orsi,gia' replicante di altre tele del Caravaggio.
La copia qui proposta :e' un orizzontale di 100x140 cm.E' stato possibile rispettare il clima di profondo raccoglimento ,percepito tra le mezze teste.
La presenza del Cristo monumentale con lenzuolo che rivela il costato per tre quarti .Il volto giovanile con i capelli lunghi e la smorfia apparentemente vistosa.Le teste dei discepoli con profonde rughe alle fronti e il dettaglio pronunciato della tunica sporca di Tommaso ,allusivo oggetto che confida in una stesura materica in colorazioni terrose ma non fredde.La dipintura sintetica dello staccato ,anonimo e non contemplato come nel dipinto autentico.Vero 'incipit' che promuove un chiaro e nitido rapporto con le dipinture morbide e curate.La sensazione di movimento continuo ,in un luogo non rivelato come naturale flusso di luce che compenetra nel semicerchio.La drammaticita' sullo stesso piano dell' umilta' ,sebbene l' apostolo Tommaso offre un atteggiamento fiero e cinico nel dimostrare matericamente il ritorno del Salvatore.
Non tradisce il clima di serie ed acuta partecipazione che affonda nel dettaglio della 'mano' ,con il particolare effettivo del costato pulito e in luce.La presenza di Gesu' ,dipinto come uomo in 'carne' lontano dalle tradizionali vedute.L'atteggiamento non empirico ma naturale che lega il capolavoro a rudimenti prettamente sciolti .
La stesura ordinata della tunica bianca,con numerose ripetute che ostentano prototipo di equilibrio con le trame speculari dei discepoli.Vistosa la manica 'bucata' alla spalla dell' incredulo che offre qualche meditazione pulita sullo stato d' umore che si respira tra tutti i personaggi.Domina la luce con penombre chiaroscurali verosimili al dipinto della Bildergalerie.Il pathos che aggiunge una lunga attesa a quel momento ,come luogo certamente indefinito e non certo tra quelle partecipanti presenze.
analisi critica a cura di Roberto Baserga