Fino a che dura questo tempo simil-estivo perché non approfittarne? Così ecco sfornata un'altra bella pedalata al Garda. Treno fino a Domegliara, quindi attraversamento di Pastrengo, Sandrà, Castelnuovo e poi lungolago con Peschiera, Desenzano, Moniga, Manerba (sosta alla favolosa rocca), San Felice, Portese, Salò, Gardone e Maderno. Veloce pizzata e passaggio traghetto a Torri, quindi Bardolino-Cavaion-Affi e rientro a Domegliara. Un centinaio di km pedalati bene in luoghi che fa sempre piacere rivedere. Curiosità, come da immagine: ho lasciato proseguire la registrazione di Strava anche durante la traversata, così risulta che abbia pedalato da una sponda all'altra del Garda ;-P Ultimo giro prima dell'inverno? Chissà...
E dopo un paio di giri sul Garda in bdc, non poteva mancare la Ponale... ma questa volta non in MTB, bensì con la bici ibrida, con le ruote da corsa: cosa non si farebbe per risalire la classifica su Strava! Ma se da una parte c'è il vantaggio di una maggiore scorrevolezza sul tratto verso Pregasina, dopo il bivio per Ledro, dall'altra c'è invece il doversi districare tra buche e sassi nei primi km, con un alto rischio di forature e rotture. Il risultato comunque è buono: in tutti i segmenti tra Riva e Pregasina mi sono piazzato tra la 50esima e la 60esima posizione su quasi 3000 pedalatori, e va considerato che tra i primi ci sono "prof" (nel vero senso della parola!) e furboni in bici elettrica. Giro impreziosito dal successivo passaggio al lago di Ledro, che ho potuto permettermi "tagliando" una parte del percorso grazie alla galleria che collega Pregasina alla Val di Ledro. Galleria vietata alle bici, cosa un po' assurda trattandosi di un tunnel illuminato e con traffico quasi nullo! Sul lago di Ledro la tentazione di fermare la bici e stare lì a godermi il sole, infilandomi poi in un hotel dove passare la notte è stata grande!
Che robe, ragazzi! Come riesco a tirare le occasioni fuori dal cilindro io credo ne esistano pochi altri. Questa volta l'impegno era portare mia figlia a San Bonifacio (VR) per un corso di ginnastica. Avevo 8 ore da riempire nell'attesa che il corso finisse... "che fare?", era la domanda che mi ero posto nei giorni precedenti. A due passi ci sono i Lessini, a qualche passo in più il Garda, ma erano tutte opzioni che implicavano l'utilizzo dell'odiata automobile. Perché invece non mettere in piedi un bici+treno da San Bonifacio? Detto, fatto: e dove potevo andare, se non al mare??? Così, una volta raggiunta Venezia in treno e superato il caos del centro in vaporetto, sono sbarcato al Lido, sono saltato in sella alla prima bici rimediata in un negozietto e sono andato a guardare il mare dai Murazzi, un'antica opera di contenimento delle mareee che comprende anche un camminamento con vista sull'Adriatico. Dieci, solamente dieci chilometri (il tempo a disposizione era risicatissimo purtroppo!) ma che mi hanno regalato una gioia enorme, di quelle che solo la vista del mare sa darmi. Nella foto il "bolide" monorapporto che mi ha portato ai Murazzi :-D
Ogni volta sulla Pano è una boccata di ossigeno per poi tornare in apnea, ma il fiato è sempre più corto, e così dopo poco più di un mese rieccomi al cartello! Classica toccata e fuga con il treno per Pesaro e una due ruote qualunque presa a noleggio, l'importante è che mi porti a Casteldimezzo. E mi ci ha portato, ma sarebbe meglio dire che ce l'ho portata io, vista la... scarsa qualità del mezzo che mi hanno affibbiato! In ogni caso in un pomeriggio sia riuscito a coprire l'intera Panoramica, andata e ritorno, e c'è scappato anche un passaggio a Gradara, per un totale di 61 km. Al rientro un intoppo: all'altezza del camping di Santa Marina è saltato un raggio, uno dei tanti vecchi e arrugginiti, e ho rischiato di farmi gli ultimi 10 km a piedi. Ma, tutto sommato, anche se fosse andata così non mi sarei scomposto più di tanto, considerato dove mi trovavo .
Per tre giorni ho vissuto davvero in un altro mondo. Un mondo fatto di mare, cielo, bici e Casteldimezzo! Tre giorni da solo, sempre sui pedali, tranne i momenti in cui dormivo :-D Sono arrivato alla stazione di Gabicce venerdì 19 giugno alle 16:25, bici al seguito ovviamente, ho raggiunto il vicino albergo, indossato la divisa ciclistica e alle 17:25 ero già a Casteldimezzo. Tra sabato e domenica l'unico mio pensiero è stato quello di pedalare, fare una doccia, ri-pedalare, rifare un'altra doccia e poi pedalare per una terza volta, dimentico di tutto, anche di pranzare. Sono stati tre giorni in cui mi sono scoperto una persona ancora più positiva, tranquilla e attiva di quello che pensavo, tre giorni a stretto contatto con tutto ciò di cui ho davvero bisogno, e non è certo molto: una distesa di azzurra serenità davanti a me e Casteldimezzo a portata di... pedali, da poter raggiungere sempre. Tre giorni che valgono più di una intera, miserabile vita trascorsa a testa bassa a far denaro. Tre giorni che non dimenticherò.
Come si potrebbe chiamare un bici+ treno così veloce ed efficiente da permettermi di pedalare la mattina per quasi 80 km sul Garda e poi essere sul lavoro nel pomeriggio? Super-super sprint? Boh, sicuramente qualcosa del genere! Eh già perché con il treno delle 7:31 partito da Bolzano, alle 8:30 ero già sulla bici a Rovereto. Il percorso? Uno dei più classici: via come detto da Rovereto per Mori-Passo San Giovanni-Torbole-Malcesine con la sua bella strada panoramica ad anello e rientro... non prima di aver buttato un occhio all'area sportiva delle Busatte, tanto per riempire un quarto d'ora che avevo calcolato mi sarebbe avanzato. Quindi rientro alla stazione di Rovereto, attesa di 15 minuti e viaggio di ritorno verso Bolzano con pranzo poco dopo le 13 ed entrata in ufficio alle 14:20 Da non credere!