Io sostengo il Progetto
Il viaggio.
Il dizionario Treccani lo definisce così: “L’andare da un luogo ad altro luogo, per lo più distante, per diporto o per necessità, con un mezzo di trasporto privato o pubblico (o anche, ma oggi raramente, a piedi)”
Quindi un viaggio dovrebbe, per definizione, avere una destinazione, una meta, un punto di arrivo.
Nella storia di un viaggio sono importanti le persone che lo condividono, la durata del viaggio, i momenti di sosta, i luoghi attraversati, la colonna sonora, il mezzo di trasporto, le emozioni. Chi corre una gara, che può essere vista come un viaggio, ha bene in mente il traguardo, il momento in cui oltrepasserà lo striscione dell’arrivo con le braccia alzate, l’emozione che proverà, il tempo impiegato …. Ma del viaggio in sé, spesso, si ricordano solo pochi frammenti.
Ma se la destinazione non esiste ? Cosa è un viaggio senza meta ?
Quello raccontato in questa storia è un viaggio anomalo, senza una destinazione finale, senza un mezzo di trasporto, senza uno spostamento geografico, il paesaggio è sempre quello ma cambia in continuazione. E’ il viaggio in sè ad assumere l’importanza massima e a diventare il protagonista della storia.
Ma perché fare un viaggio senza meta? A quale scopo ?
Il viaggio senza meta è una gara, corsa in un circuito di 1382 m ricavato all’interno del parco San Giuliano di Venezia, uno dei parchi pubblici più grandi d’Europa. Valida per l’assegnazione del campionato italiano di 24 ore su strada.
Si svolge in un circuito, ed ecco il perché non c’è una metà finale. Ci sono molte mete intermedie. Ogni passaggio sotto l’arco del traguardo costituisce il completamento di un piccolo viaggio, tante piccole mete di un viaggio senza meta. Ci saranno molti di questi piccoli viaggi , ambientati di giorno, di sera, di notte, con il sole , con il vento, l'oscurità ed il freddo, con tanti o pochi compagni di viaggio o per meglio dire compagni di percorso, perché nessuno accompagna l’altro ma condivide dei piccoli tratti , ognuno nel suo viaggio è solo con i suoi pensieri, i suoi problemi ed i suoi obiettivi.
Tra i compagni di percorso ci sono 2 debuttanti che hanno diritto ad una menzione particolare: Francesco Zaza alla sua prima 24 ore e Roberta alla sua prima 12 ore. Lui è stato fra i miei primi compagni di corsa, lei mi è compagna anche nella vita. Buona fortuna !
Prima di iniziare il viaggio prepariamo insieme il campo base, il nostro rifugio e grembo materno per questa avventura.
Alla partenza poco più di un centinaio di atleti che si sfideranno a combattere contro loro stessi per 24 ore, dosando energie fisiche e mentali per portare a termine questo lungo viaggio senza meta. L’inizio è come sempre molto tranquillo, il circuito da 1382 m è tutto pianeggiante e non comporta particolari difficoltà, che invece sono fornite dal meteo, il vento soffia imperterrito, non accenna a diminuire nemmeno un attimo ed anzi si intensifica fino a che una folata improvvisa e più forte fa volare in aria il gazebo. Subito, comunque, ripristinato grazie all’aiuto dei vicini di campeggio e “colleghi” maratoneti Eraclea, impegnati nella staffetta.
In poco più di 4 ore completo la prima maratona senza sentire particolare affaticamento, potrebbe sembrare che un circuito così breve possa generare noia, ma affrontando ogni giro in maniera singola, la mente non corre questo rischio. Cerco, infatti, di correre al meglio ogni singolo giro, prendendo sempre le curve nella loro parte interna e quindi più breve, di sfruttare i punti di ombra e di tenere l’attenzione su tutti i particolari che, alla lunga, fanno la differenza.
Durante il completamento della seconda maratona, l’attenzione è richiamata da alcuni compagni di squadra ed amici che sono venuti a osservare l’evento e a fare il tifo. Prima arriva Morena, che resterà con noi per tutto il resto del viaggio, fornendoci anche una preziosa assistenza. Poi compaiono Donatella e Luigi, Chiara, Nada e Massimo ed in sequenza Aldo, Lorenzo, Luigi, Flavio e Raimondo. Tutti ci spronano a correre e ci fanno sentire protagonisti .
Completo la seconda maratona in poco meno di 4h e mezzo, e mi avvio verso l'obiettivo dei 100 km con la consapevolezza di poter provare a raggiungerlo in un tempo mai così breve prima d’ora, arrivo ai 100 km in 10 ore e 55 minuti, 35 minuti in meno del mio limite precedente ed il margine per far bene nell’intera gara si fa interessante.
Pian piano inizia a calare la sera e le ombre avanzano, il sole morente si colora di arancione ed un po’ alla volta scompare. Il buio prende il sopravvento attorno a noi ed azzera anche il paesaggio, qualche lampione a rischiarare il percorso e due punti illuminati, i nostri fari nella notte buia, i due ristori.
Sta per iniziare il momento decisivo, perché le gare così lunghe si decidono durante la notte. Io ho l’aspirazione di difendere il mio primo posto di categoria (SM55) dello scorso anno e continuo a macinare km mentre incrocio Roberta che mi comunica di aver completato la sua impresa mettendo assieme quasi 73 km, un ottimo risultato per un esordio.
La notte è estremamente fredda e la corsa l’ unico metodo efficace per riscaldarsi, intorno a me si vedono le nuvole di vapore emesse dal respiro dei miei compagni di avventura.
In 5 ore completo la terza maratona consecutiva e mi rendo conto di avere un buon margine sul risultato dello scorso anno ( 162 km ); fin dall’ inizio uno dei miei obiettivi era conquistare la fibbia commemorativa delle 100 miglia in un giorno e quando lo raggiungo sono molto felice perchè manca poco a completare anche la quarta maratona, alla quale arrivo dopo 5 ore e mezza dalla precedente, un altro muro è crollato quattro maratone consecutive non le avevo mai fatte prima.
Ho ancora tempo davanti a me ed anche se sono stanco non mi voglio certo fermare. In lontananza si intravede la luce dell’alba e nella mia testa il muro dei 200 km inizia a essere un traguardo e non un miraggio. Francesco prosegue con caparbietà , pur con qualche problema è riuscito a superare di molto i 100 km ed ora vuole provare le 100 miglia.
Pian piano nasce un nuovo giorno ed il sole inizia a riscaldarci. Graditissima ed inaspettata sorpresa, verso le 7 del mattino, al ristoro compaiono dei vassoi fornitissimi di deliziose brioches appena sfornate e visto che, ormai, procedo ad un ritmo al quale posso permettermi questo lusso senza avere problemi di stomaco, ne approfitto.
Si avvicina sempre di più il momento conclusivo, il sole è ora alto nel cielo splendente . Francesco mi porta notizie della classifica, dice di essersi fermato a controllare e che poco davanti a me c’è il primo della categoria; allora ritrovando energie insperate riprendo a correre come non ci fosse un domani, il mio spirito competitivo ha il sopravvento sulla stanchezza, corro per buona parte di ogni giro e cammino per dei piccoli tratti per dare fiato alle gambe.
A pochi minuti dallo scoccare delle 24 ore ci consegnano il testimone che dovremo lasciare a terra quando lo sparo finale decreterà il termine della gara…. Manca un minuto alla fine, ho superato il traguardo da poco, provo a correre un’ altro po’ ma ormai la consapevolezza che è finita mi fa desistere. Chissà se sarò riuscito a superare il mio avversario per la classifica di categoria.
Bang! Lo sparo.
Deposito a terra il mio testimone e mi siedo a riposare per qualche minuto, poi pian piano mi avvio verso il traguardo, stanco ma soddisfatto, in lontananza scorgo i giudici che avanzano con la corda metrica per misurare gli ultimi metri percorsi, uno di loro guarda i pettorali degli atleti lungo il percorso come se cercasse qualcosa. All’improvviso vede il mio pettorale e mi impone di fermarmi lì con lui, dopo un po’ ferma anche una donna e ci comunica che dovremmo fare l'antidoping perchè siamo fra i premiati. Questa notizia fa aumentare la mia soddisfazione e mi fa dimenticare anche un po‘ la fatica; immagino che la mia rincorsa al primo posto di categoria abbia avuto successo e che per due anni consecutivi potrò fregiarmi del titolo di primo di categoria SM55 del campionato italiano.
Veniamo radunati, assieme agli altri premiati, sotto un gazebo nei pressi del traguardo e qui scopro chi è il nuovo campione italiano di 24 ore. Abbiamo corso in un’altra competizione qualche mese fa e l’ho ammirato per la sua bravura, quindi non mi stupisco che sia riuscito nell’intento. Dopo poco veniamo caricati in un paio di auto e ci portano a fare il controllo antidoping, sono stupito e curioso perché mai, prima d’ora in vita mia, sono stato sottoposto a questo tipo di procedure di cui ho sentito parlare e letto solo riguardo ai veri campioni dello sport, mentre per alcune delle persone che sono lì con me, sembra una abitudine ed io mi sento quasi un intruso inesperto.
Arrivati alla struttura del centro sportivo di atletica di Mestre , sosteniamo singolarmente una intervista con un medico riguardante eventuali medicinali assunti e poi il rito del riempimento delle provette con un campione di urine sotto sguardo vigile ed attento del medico stesso.
Mentre aspetto il mio turno ho modo di scambiare qualche chiacchiera con uno dei dirigenti che ci accompagnano scopro il perché di tutti questi controlli. Non siamo lì per la classifica di categoria, ma per gli assoluti. Incredulità, stupore, gioia ma anche timore che qualcosa possa rovinare il momento.
Svolta anche questa incombenza ritorniamo al campo di gara, cambio veloce e via verso le premiazioni.
Terzo assoluto al Campionato Italiano !!! Chi mai avrebbe potuto anche solo immaginarlo ?
La medaglia di bronzo mi regala grande gioia e soddisfazione , anche perchè poco dopo si aggiunge la medaglia d'argento di categoria, per un risultato finale di prestigio. Essere sul podio con le medaglie al collo e sentir suonare l'inno di Mameli mi fa sentire un atleta vero.
Il viaggio senza meta è finito, è stato carico di molte emozioni e stati d’animo, di sensazioni fisiche come la fatica e la sofferenza, di gioie e di sorprese come solo lo sport riesce a regalare. Ma in fondo lo sport è vita e la vita ci sorprende sempre. Il muro dei 200 km non è stato scavalcato mi sono fermato poco prima a 191,109 km , ma le occasioni non mancheranno, il limite mentale è stato spostato ed ora nuove avventure mi attendono.