Pepita di rame nativo del peso di 630 kg rinvenuta nel territorio di Impruneta nel 1998 e conservata in piazza Buondelmonti.
Rame nativo, rocce verdi, oceani e età dei metalli
Il blocco di rame nativo ha un peso di oltre 500 kg. Il colore (“verde rame”) è dovuto ad una patina di alterazione che maschera il tipico rosso. Il blocco si forma a partire da un antico fondale oceanico giurassico, dove (180 milioni di anni fa) si depongono lave prodotte per fusione di rocce profonde. Le rocce non fuse sono trasformate dall'acqua oceanica, producendo le Serpentiniti, rocce verdi tipiche dell'Impruneta. L’acqua marina si infiltra nella roccia, ne dissolve i metalli, li trasporta e li precipita come solfuri. Ossidazione e riduzione producono rame metallico.
Specificità dell'Impruneta è abbondanza e dimensione dei blocchi di rame nativo. Nel mondo pre-industriale, blocchi simili sono una risorsa praticamente inesauribile, facilmente lavorabile e a costo limitato. Con tale disponibilità, l'uomo lascia il Neolitico ed entra nell'Età dei metalli: età del rame prima, età del bronzo poi. Ci chiediamo se tali passi siano stati compiuti dall'uomo anche all'Impruneta. I reperti di età etrusca imprunetini sono forse riconducibili ad una antica comunità di minatori e metallurgisti basata proprio sul rame nativo.
In epoca più recente, la presenza di rame all'Impruneta porta nel 1850 alla costituzione della Società Mineraria Fiorentina.