L’alfabeto fonetico NATO è stato sviluppato negli anni cinquanta dall'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO). Nato per essere comprensibile (e pronunciabile) per tutti i piloti e gli operatori dell'aviazione civile, è stato poi esteso a tutte le comunicazioni radio del mondo, comprese quelle di emergenza sanitaria.
Gran parte delle comunicazioni in emergenza avvengono via cavo o via radio, senza un confronto diretto tra le due figure che comunicano fra loro. In quest’ottica è importante l’adozione di un linguaggio comune, in modo tale da poter standardizzare la comunicazione non rendendola operatore-dipendente.
“Delta Mike sul posto”, “Papa Echo in fase di decollo”, “Charlie Oscar da Nevada”, “La via corretta è Romeo Oscar Mike Alpha” sono solamente alcuni esempi di comunicazioni radio che frequentemente si possono sentire quando si sale su un mezzo di soccorso.
Tutti questi termini derivano da un alfabeto fonetico, ovvero particolari diciture che servono ad evitare fraintendimenti nelle trasmissioni quando lettere diverse possiedono una pronuncia simile (es. “enne” ed “emme”).
L’alfabeto in questione è l’alfabeto fonetico NATO, il quale venne sviluppato negli anni cinquanta dall'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO) per essere comprensibile (e pronunciabile) per tutti i piloti e gli operatori dell'aviazione civile, per poi essere esteso a tutte le comunicazioni radio del mondo.