NASCERE E' ENTRARE NEL MONDO, OCCUPARE UN PICCOLO POSTO CHE NON SARA' DI NESSUN ALTRO
L'idea di bambino
Come è difficile mettersi nei panni di chi non ricordi di aver conosciuto ! Purtroppo è così nessuno di noi si ricorda con certezza che tipo di bambino si è stato, ci viene raccontato dagli altri e molto spesso non rappresenta la vera visione di chi siamo stati veramente. Il bambino che siamo stati molte volte lo rincontriamo nel nostro quotidiano a contatto con bambini all'interno dei servizi educanti ma non lo comprendiamo, non lo accettiamo, lo scarichiamo invece addosso al bambino che inconsciamente ci innesca chi ci hanno costretto ad essere. Perché quando quel bambino piange lo devo far smettere immediatamente? Perché se gli dico di stare seduto lui si alza e mi sfida? Ogni domanda forse ha una risposta dentro di noi se sapessimo leggerla. Forse è davvero ora che l'educatore si destrutturi, che impari a leggere il linguaggio del bisogno nutrendo il proprio sé adulto che in realtà è il sé non capito dagli altri. Come potremmo mai capire i bisogni dei bambini se non sappiamo accoglierli, leggerli, dargli un nome se poi il nostro sguardo rimane sopra le parti come una etichetta che descrive come sei fatto e non mai chi sei. A volte penso che sia davvero necessario mettersi in ascolto di sé per capire chi sono gli altri, cosa vorrei che facessero? Cosa vorrei non mi dicessero? Come mi sono sentita quella volta? Forse hanno ragione gli altri? Il bisogno di essere visto è un bisogno di tutti, ma di essere guardato è ancora qualcosa di più meraviglioso, perché li sono nascoste le sfumature e i talenti di ognuno di noi. Sotto pelle dove sono nascoste le cellule che ci compongono e ci rendono esseri speciali. Esseri unici e originali, degni di uno sguardo che va oltre l'altro perché è io puro. Ecco così è giusto guardare il bambino, sotto tutto, dentro ogni cosa, assieme a chiunque; questo sguardo che va oltre la singola parte ma nel suo gestalt quotidiano. Mi metto silenziosamente in ascolto di cosa ha da raccontare, lo affianco a chi sono stato e lo immagino per quello che sarà dopo il nido.