11 settembre 2021 | ore 19.30
Chiesa di San Rocco a Chiaia
Alessandro Tampieri violino
Giorgio Dellarole fisarmonica
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Programma
Giovanni Paolo Cima (circa 1570 – 1622)
Sonata per il Violino
dai Concerti Ecclesiastici – Milano 1610
Dario Castello (c.1590 - c.1658)
Sonata Seconda a violino e basso continuo
dalle Sonate concertate in stil moderno – Venezia 1640
Girolamo Frescobaldi (1583 - 1643)
Toccata per spinettina e violino
Dal Primo libro delle Canzoni … da sonar con ogni sorte de stromenti – Roma 1628
Giovanni Antonio Pandolfi Mealli (c1660-?)
Sonata per violino e basso detta “La Castella”
da Sonate a violino e basso – Innsbruck 1660
Tarquinio Merula (1595-1665)
Chiaccona a tre
Da Canzoni overo Sonate concertate per chiesa e camera Op. 12 - 1637
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Arcangelo Corelli (1653-1713)
Sonata Op. V n.1 in re maggiore (Grave-Allegro, Allegro, Adagio, Allegro)
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Sonata BWV 1017 in do minore per violino e cembalo (Largo, Allegro, Adagio, Allegro)
Quando si trascrivono per la fisarmonica brani concepiti per altri strumenti, solitamente ci si concentra sul loro adattamento alle caratteristiche dello strumento. Succede così che i diversi repertori acquisiscano vivacità, respiro, a volte un certo gusto popolareggiante, ma smarriscano spesso le proprie caratteristiche fondamentali. Lo spirito che anima questo programma è completamente diverso: non siamo partiti infatti dalle peculiarità di uno strumento, per quanto nuovo ed affascinante, ma da un'accurata ricerca estetica e tecnica sulla musica del '600 e del '700, che ci ha portati ad utilizzare un linguaggio, delle formule retoriche e delle ornamentazioni perfettamente "in stile". L'unica stranezza consiste nel fatto che la fisarmonica, all'epoca della composizione dei brani proposti, non era ancora stata inventata. C'erano l'organo e il clavicembalo, ma uno strumento a tastiera portatile e dinamico era ancora da immaginare.Per quanto riguarda la scelta del repertorio ci siamo mossi in maniera molto pragmatica, domandandoci prima di tutto quali brani potessero essere meglio interpretati da un duo come il nostro e arrivando alla conclusione che la musica strumentale del primo Seicento fosse sicuramente la più adatta. Quale periodo poteva meglio adattarsi alla nostra ricerca se non quest'epoca di grandi pionieri musicali, dove ogni brano è l'atto di nascita di qualcosa di nuovo e dove si sente continuamente il primo vagito di un nuovo strumento o di un nuovo stile.
Abbiamo così pensato ad alcune delle prime sonate italiane per violino e basso (i brani di Castello e Cima), includendo anche la deliziosa Toccata a violino e spinettina di Frescobaldi, immaginando che se la spinettina era la versione portatile del clavicembalo, la fisarmonica potesse essere una versione portatile dell'organo. Con la Sonata di Pandolfi-Mealli e con la sua bellissima Passacaglia abbiamo poi introdotto l'idea del basso ostinato, che abbiamo ripreso nella Ciacona di Merula, dove la voce di un violino è stata portata alla mano destra della fisarmonica. Siamo arrivati quindi allo stile musicale organico e maturo della Sonata n.1 op.5 di Corelli e abbiamo deciso di concludere con il genio di Bach che, con la sua perfezione formale e la sua musicalità astratta e cerebrale si adatta a qualunque trascrizione. Con un pizzico di presunzione pensiamo di aver fatto una cosa che sia Bach, che Corelli, che tutti gli altri autori eseguiti avrebbero accettato, almeno in linea di principio. La trascrizione fa parte del concetto stesso di musica barocca e la riproposizione di un brano non ne impoverisce il significato, ma, al contrario, ne riconferma la validità.Speriamo vivamente che sia sorprendente per l'ascoltatore, così come lo è stato per noi esecutori, scoprire e riscoprire il suono di queste musiche rivestite di un abito nuovo e originale. I suoni della fisarmonica (durante il concerto verrà utilizzato uno strumento unico, con il La a 415hz e accordato secondo il sistema Vallotti) e del violino barocco sono legati da una matrice comune e il carattere che scaturisce dall'assieme è ora malinconico, ora nobile ed energico. L'aria del mantice e l'arco sulle corde riescono a descrivere la leggerezza e l'eleganza e nel contempo la complessità delle costruzioni musicali sei-settecentesche con una precisione e una veridicità che ci hanno convinto e a volte illuminato. Speriamo sia così anche per coloro che vorranno avvicinarsi alla nostra incoerenza...
Ravennate, inizia gli studi musicali nella città natale e, quindicenne, diventa parte dell’Accademia Bizantina. Negli anni della sua formazione si è dedicato con pari interesse al violino e alla viola, collaborando con compositori come Luciano Berio e Azio Corghi e avendo una significativa esperienza di violista nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Interessato fin dai primi anni di studio all’appassionante tema dell’esecuzione musicale con criteri filologici e storicamente informati, inizia ad intrecciare collaborazioni con varie formazioni di musica antica, tra le quali figurano gruppi come Il Giardino Armonico, L’Arpeggiata ed artisti quali Enrico Onofri, Philippe Jaroussky e Vittorio Ghielmi. Dal 2011 è primo violino e Concertmaster di Accademia Bizantina e collabora con Ottavio Dantone, suo direttore artistico, alla vita musicale dell’ensemble. Una grandissima accoglienza ha ricevuto da parte della critica specializzata e del pubblico la sua recente registrazione con Accademia Bizantina e Ottavio Dantone dei Concerti per viola d’amore e archi di Vivaldi pubblicata dalla etichetta discografica Naive. E’ docente presso il Conservatorio G. Rossini di Pesaro.
Docente di fisarmonica presso l’Istituto Musicale Pareggiato della Valle d’Aosta, Giorgio Dellarole ha compiuto i suoi studi musicali con Emanuele Spantaconi e con Sergio Scappini e si è perfezionato nell’interpretazione del repertorio antico con Marco Farolfi, Emilia Fadini e Luca Oberti. Con la sua attività concertistica ha portato la fisarmonica in sedi prestigiose, tenendo concerti in tutta Italia, in Europa (Francia, Germania, Svizzera, Austria, Polonia, Romania, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia) e in Cina, Africa e Stati Uniti e registrando per Rai1 e Radio3 (“La stanza della musica” e “Piazza Verdi”), per la African International Television e per emittenti nazionali polacche e greche.
La sua discografia comprende produzioni solistiche e collaborazioni con formazioni cameristiche dal duo al sestetto nell’ambito della musica antica (ha recentemente inciso un CD con Sonate di Domenico Scarlatti prodotto dalla casa editrice Velut Luna), del repertorio contemporaneo e del Tango. Ha ottenuto premi in concorsi internazionali e si è affermato nelle selezioni dell’A.R.A.M. e della Gioventù Musicale d’Italia.
Ha suonato in prima esecuzione, tra gli altri, brani di Nicola Campogrande e Angelo Gilardino e collabora con musicisti come Fiorella Andriani, Luigi Attademo, Bruno Cavallo, Gabriele Geminiani, Lorenzo Micheli, Alessandro Palmeri, Rocco Parisi, Emanuele Segre ed Alessandro Tampieri.
Col suo lavoro si propone di valorizzare la fisarmonica moderna nei suoi molteplici aspetti, emancipandola dall’ambito popolare in cui è cresciuta. Negli ultimi anni si è dedicato prevalentemente allo studio del repertorio barocco e classico portando, tra i primi, il suo strumento all’attenzione degli specialisti del genere e diffondendo tra i fisarmonicisti, attraverso seminari e master-class, l’idea di una rigorosa ricerca filologica e stilistica applicata alla musica antica.
Per l’esecuzione del repertorio antico Giorgio Dellarole utilizza una fisarmonica Bugari del 2009 con il La a 415hz accordata con il sistema Vallotti.
INFO
Biglietto unico € 5 | Prevendite disponibili
https://www.azzurroservice.net/biglietti/incoerente-duo/
Prenotazione obbligatoria scrivendo a info@talentivulcanici.it
www.talentivulcanici.it | info@talentivulcanici.it
tel. 081 7647400
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Il concerto si inserisce quest’anno nella programmazione de La Campania è Teatro, Danza e Musica, progetto promosso da ARTEC/ Sistema MED in collaborazione con SCABEC - Società Campana Beni Culturali e Fondazione Campania dei Festival