Oggi piove, governo ladro,
e veramente si deve dire ciò,
perché molta gente è senza lavoro.
Altro che "Festa del lavoro".
Un tempo i lavoratori
cantavano in coro,
e allegri passavano per la città.
Oggi invece passano,
ma le loro voci sono lontane.
Ricordo giorni, lontani anch'essi,
in cui mio papà mi portava sulle spalle a cantare.
Oggi lo sento ancora quel canto, ma è molto triste,
per la gente che non sa come fare
a mettere insieme il pranzo con la cena.
Restano lontani i sogni
che avevamo nel cuore:
si sono infranti contro
un muro di indifferenza.
Io spero che il mondo
torni a sorridere,
e che i sogni ritornino a materializzarsi.
Evviva il Primo Maggio!
Lia Ciatto