La Rinascente
oggi Rinascente
oggi Rinascente
LUOGO
Roma (RM), Italia
REALIZZAZIONE
1957–1961
PROGETTO
Franco Albini, Franca Helg
DESTINAZIONE D’USO
Grande magazzino
COMMITTENTE: La Rinascente S.p.A.
PRESENZA NEL CENSIMENTO DELLE ARCHITETTURE ITALIANE DAL 1945 AD OGGI: ☒ Sì ☐ No
VINCOLO MONUMENTALE DIRETTO EX D.Lgs. 42/2004: Nessuno
Unica opera romana di Franco Albini e Franca Helg, in quegli anni all’apice della propria affermazione professionale, La Rinascente rappresenta il culmine della ricerca degli architetti sulla questione dell’edificio pubblico per la città, e si configura come l’anticipazione della tradizione italiana dell’uso dell’acciaio in edifici inseriti in contesti urbani. Di fronte alle mura aureliane, con la sua imponente struttura metallica completamente esplicitata che fascia il tamponamento piegato per accogliere gli impianti, il grande magazzino segna l’esito di un serrato dialogo tra storia e tecnologia.
Il grande magazzino La Rinascente a Roma, progettato da Franco Albini e Franca Helg tra il 1957 e il 1960, viene inaugurato nel 1961 dopo tre anni di lavoro in cantiere. Gli architetti immaginano il nuovo grande magazzino in piazza Fiume come un contenitore scandito da una successione di piani, liberi da vincoli distributivi e strutturali. Gli spazi di servizio sono aggregati lungo il lato ovest e verso via Aniene a nord. I saloni di vendita sovrapposti costituiscono il corpo principale dell’edificio, con un lato di circa 50 metri su via Salaria e con il fronte di circa 18 metri su piazza Fiume. Chiusa in alto da un cornicione – metallico anch’esso – in forte aggetto, la ‘scatola’ di Albini e Helg è intaccata in diversi punti da una serie di aperture. Innanzitutto nel suo affaccio sulla piazza, dove una grande vetrina investe tre piani in successione. Ancora, nel fronte interno verso il cortile che si apre in una parete vetrata esponendo l’incrocio delle scale mobili in salita e in discesa. E infine, in uno squarcio vetrato tra via Salaria e via Aniene che denuncia la presenza della scala pedonale per il pubblico.
La scala, elemento nodale nelle architetture albiniane, è costruita in un involucro poligonale e si sviluppa con andamento elicoidale su pianta ellittica. Agganciata alle pareti tramite mensole metalliche, la scenografica ellissi rampante è completamente indipendente e sale nel vuoto mostrando all’esterno la sua spirale dai piedi alla testa dell’edificio. Questi tre episodi, che realizzano le trasparenze verso l’esterno, ‘danno spettacolo’, attribuendo al funzionamento distributivo interno un forte valore di attrazione.
La struttura è interamente in acciaio, ad eccezione del terzo e del secondo piano sotterraneo in cemento armato. Si tratta di una serie di telai multipli a due campate uguali, con luce libera di 9 metri per ogni campata. I calcoli sono affidati all’ingegnere Gino Covre, e la realizzazione alla Antonio Badoni S.p.A. di Lecco, una delle maggiori società italiane del tempo di siderurgia, metallurgia e meccanica. Un tubolare cilindrico in acciaio riempito di calcestruzzo di cemento vibrato, che lo stesso Covre battezzerà poi “colonna in cemento tubato”, scandisce le due campate al centro dei saloni di vendita. Covre si concentra su profili standardizzati e per gli elementi strutturali verticali di bordo sceglie ordinari profilati a doppio T. Le strutture orizzontali degli impalcati sono organizzate secondo una gerarchia esplicitata direttamente all’esterno. L’orditura longitudinale principale è costituita internamente da profilati a doppio T ad ali larghe che corrono sulle teste delle colonne tubolari, ed esternamente da profilati a C binati e contrapposti visibili lungo tutto il prospetto su via Salaria. Per l’orditura trasversale secondaria invece, Covre sceglie ancora profili a C binati e contrapposti le cui testate ‘si affacciano’ all’esterno in corrispondenza dei pilastri perimetrali. I travetti, che seguono anch’essi un andamento trasversale e che sono posti alla stessa quota delle travi secondarie, sono profilati a doppio T. Gli elementi grecati del solaio sono posti proprio al di sopra dei travetti, ai quali sono inchiodati, e sono poi riempiti con un getto di calcestruzzo leggero. I giunti sono tutti saldati, e questo fa emergere l’indole di sperimentatore di Covre.
La sperimentazione e l’ostentazione strutturale sono affiancate dal tema della rivelazione degli impianti in facciata. L’impianto di condizionamento è progettato dall’ingegnere Balbino Del Nunzio che sceglie un impianto a tutt’aria con sistema a doppio condotto, un nuovissimo tipo di impianto ancora poco conosciuto in Europa, brevettato nel 1950 negli Stati Uniti. L’ingegnere, sulla scia degli schemi di Albini e Helg, predispone due centrali di condizionamento separate: la prima è posizionata all’ultimo livello e serve, con una distribuzione verticale che scende ad ‘ombrello’, i piani dal sesto al primo; la seconda, allestita al terzo sotterraneo, risale verso i restanti piani bassi. Nella configurazione proposta da Del Nunzio, i canali verticali di mandata percorrono facilmente il sottotetto scendendo ai vari piani lungo le facciate dell’edificio nei cassettoni esplicitati all’esterno. Il rapporto tra il progetto degli impianti e il valore formale dell’edificio si manifesta in tutta la sua modernità, elevando il vincolo tecnico a occasione di sperimentazione e a vera e propria espressione architettonica. Albini e Helg enfatizzano la discesa degli impianti posizionandoli solo dove servono. Una volta che il condotto viene ripiegato all’interno dell’edificio non richiede infatti più alcuna sistemazione nell’involucro del piano inferiore, e il corrugamento viene, come mostra il prospetto su via Salaria, di conseguenza soppresso.
Periodo: 2019–2022
Progetto: Studio 2050+ (architettura); Studio Bartoloni (strutture)
Committente: Central Retail Corporation
Destinazione d’uso: Grande magazzino
Riqualificazione finalizzata all’adeguamento funzionale del sesto piano, all’aggiornamento della circolazione verticale e alla sistemazione degli esterni.
ripristino della trasparenza delle vetrine lungo piazza Fiume e via Salaria; restituzione della permeabilità visiva delle superfici vetrate affacciate sul cortile; conservazione dell’articolazione dei cassettoni tecnici esplicitati in facciata.
trasformazione parziale della copertura all’ultimo livello mediante inserimento di una superficie vetrata affacciata sulle mura aureliane; riapertura della terrazza esistente.
inserimento di un ascensore esterno sul fronte del cortile; adeguamento dei collegamenti verticali tra i piani; realizzazione di un accesso autonomo al ristorante del sesto piano.
riorganizzazione degli spazi esterni e della terrazza dell’ultimo livello, con adeguamento funzionale alla nuova fruizione del piano.
Tra il 2019 e il 2022 l’edificio è stato interessato da un intervento di rifunzionalizzazione e restauro progettato dallo Studio 2050+ per Central Retail Corporation. Il progetto ha perseguito il recupero dei caratteri architettonici dell’opera di Franco Albini e Franca Helg, integrandoli con gli adeguamenti necessari alla nuova organizzazione funzionale e agli standard prestazionali di un grande magazzino contemporaneo.
L’intervento ha interessato sia gli spazi interni sia l’involucro edilizio, privilegiando il ripristino delle relazioni originarie tra edificio e città. Le trasformazioni stratificatesi nel tempo avevano infatti modificato le facciate e ridotto la permeabilità visiva dell’edificio. Il progetto ha pertanto ripristinato la trasparenza delle vetrine lungo piazza Fiume e via Salaria e delle superfici vetrate affacciate sul cortile, restituendo leggibilità alle scale mobili previste nel progetto originario.
Gli interventi di nuova realizzazione sono stati concepiti in continuità con l’impianto architettonico esistente. Sul fronte del cortile è stato inserito un ascensore panoramico, il cui vano riprende la configurazione prevista nella versione del progetto del 1957, migliorando i collegamenti verticali e consentendo un accesso autonomo al ristorante del sesto piano. All’ultimo livello la copertura è stata parzialmente trasformata mediante l’inserimento di una superficie vetrata affacciata sulle Mura Aureliane, mentre la riapertura della terrazza e la riorganizzazione degli spazi interni hanno restituito la fruibilità del piano.
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G. Ricci, Il nuovo volto della storica Rinascente di piazza Fiume a Roma, «Domus», 18 marzo 2023, https://www.domusweb.it/it/architettura/2023/03/17/il-progetto-di-recupero-della-rinascente-dello-studio-2050-.html