Il mio modus operandi è l'Approccio Sistemico Integrato centrato sulla PERSONA, COPPIA e FAMIGLIA. Tale approccio è stato pensato e creato da un gruppo di psicologi parmensi, guidati da Mirco Moroni e Antonio Restori, accomunati da una lunga esperienza clinica, dalla passione per la salute mentale, da spirito di ricerca, dall'amore per la formazione di una nuova generazione di psicoterapeuti sensibile ai temi della complessità dei sistemi umani, alla posizione di consapevolezza nella relazione terapeutica e alle teorie batesoniane di Mente e Natura (Bateson G.,1984). I tracciati epistemiologici che caratterizzano i pensieri fondanti l 'approccio sistemico integrato secondo il modello parmense fanno riferimento a: La teoria dei Sistemi, il concetto di Mente batesoniana, l'Etica secondo Varela, la curiosità estetica di Cecchin, i discorsi sulla presenza mentale, i nuovi paradigmi delle neuroscienze.
L'approccio sistemico propone uno schema concettuale che richiede di non frammentare gli oggetti di studio ma di considerarli in RELAZIONE tra loro, propone una visione del mondo che mantiene immutati gli elementi considerati, ma cambia il modo di assemblarli e quindi la loro analisi. L'obiettivo del mio operare, è quello di creare un contesto relazionale di deutero-apprendimento, cioè di apprendimento ad apprendere (Bateson,1972), in cui il paziente possa trovare le sue soluzioni, le sue vie d'uscita da difficoltà e sofferenza. A tal fine, viene esplorato il contesto in cui vive e in cui si sono manifestati i suoi problemi. Cerco di conoscere e approfondire il sistema che si è organizzato attorno al problema presentato, cioè gli eventi, le azioni che inizialmente hanno determinato la presenza del disagio. Grazie a Bateson (1977) e Von Foerster (1990) il concetto di sistema diventa riflessivo e circolare, in questo modo anche il singolo soggetto, paziente o terapeuta, è sempre considerato all'interno dell'universo che lui stesso cerca di descrivere e che realizza attraverso le sue RELAZIONI e NARRAZIONI.
L'incontro con l'altro, o meglio ancora la relazione che viene a crearsi nell'incontro con un' altra persona è, solitamente, caratterizzata da diversi pensieri e diverse emozioni; si creano pertanto aspettative e curiosità che necessitano di una collocazione e di una possibile esplicitazione per permettere alla relazione di prendere forma e divenire leggibile ai protagonisti della stessa. Nello specifico anche il formarsi di una relazione terapeutica si connota di queste caratteristiche: è pur sempre un incontro tra due esseri umani, e porta pertanto, in essere e nel suo divenire curiosità e attenzione condivisa da entrambi i partecipanti alla relazione. Tale attenzione/curiosità all'altro è sia parte dell'agire terapeutico nelle diverse fasi del processo terapeutico, sia della persona che porta la propria storia in terapia ; anche la persona porta con sè nell'incontro con il terapeuta la necessità e la curiosità di fare nuovi apprendimenti, anche attraverso quella che viene chiamata la self-disclosure (auto-rivelazione) del terapeuta.
Nel mio lavoro integro strategicamente anche tecniche nate da approcci diversi dall'approccio sistemico, in alcuni casi rielaborandole per mantenere la persona al centro della relazione terapeutica, nel rispetto delle necessità e peculiarità di ogni singolo individuo.