Siamo nel deserto di Atacama, in Cile settentrionale, uno dei luoghi più belli al mondo dove è possibile vedere un cielo di stelle di straordinaria bellezza. Il deserto della regione di Atacama si estende tra il Cile settentrionale e il Perù meridionale. L’alta percentuale di notti serene, la scarsa turbolenza atmosferica e il basso inquinamento luminoso rendono questo posto davvero speciale. A raccontarci questa esperienza è il Dottor Daniele Gasparri, astrofisico, divulgatore scientifico e astrofotografo. Ha pubblicato più di 35 libri di astronomia, nato in provincia di Perugia e lavora attualmente a Copiapó, capitale della regione di Atacama.
“Dottor Gasparri, la ringrazio per la sua disponibilità, ci può raccontare la prima volta che ha osservato il cielo notturno di Atacama?”
“Il piacere è tutto mio, grazie. Era il 7 Dicembre del 2017, ho avuto già esperienza del cielo nel deserto australiano, ma qui era diverso, il cielo è così trasparente che è possibile vedere la stella Sirio di giorno. Quella notte è stata di un’emozione indescrivibile. La cosa che mi ha colpito di più è stata l’oscurità totale. Ero solo e intorno a me non vedevo niente e soprattutto c’era una cosa che noi non siamo abituati a sentire: il silenzio assoluto. Un silenzio così assurdo che riuscivo a sentire il suono del battito del mio cuore”.
“Credo che riuscire a vedere Sirio (la stella più luminosa del cielo notturno) anche di giorno già rende l’idea ai nostri lettori. Nel suo canale Youtube c’è molto materiale riguardo al deserto di Atacama, per esempio in un video spiega che la Via Lattea è così luminosa che fa ombra”.
“Certamente, nei mesi quando la Via Lattea è alta nel cielo, è possibile andarsene in giro di notte nel deserto senza torcia. Una volta ho portato un mio amico, quando ha visto la Via Lattea che faceva ombra, si è sdraiato a terra piangendo”.
Il deserto di Atacama è davvero un posto straordinario, infatti lì ci sono ben 3 osservatori astronomici : La Silla, Paranal e Llano de Chajnantor. Sono stati costruiti dall’ European Southern Observatory (ESO), un consorzio di stati cui appartiene anche l’Italia. Nell’osservatorio del Paranal troviamo il telescopio più grande del mondo, il Very Large Telescope (VLT).
“Peccato che oggi, a causa dell’inquinamento luminoso, dalle nostre città italiane, non vediamo più niente. Ovvero i cieli non sono più incontaminati come un tempo. C’è qualche iniziativa per far fronte a questo problema?”
“Nei primi anni del Novecento, quindi prima dell’avvento dell’illuminazione artificiale, c’erano dei punti spettacolari anche in Italia. I cieli di Roma e di Milano erano quasi come quello di Atacama, almeno nelle notti più trasparenti. Ormai sono 35-40 anni che i cieli italiani non sono più incontaminati. Siamo la prima generazione che è cresciuta senza conoscere il cielo notturno e questo è pericoloso! Moltissime persone hanno contribuito al progresso dell’umanità sia dal punto di vista scientifico, filosofico e culturale trovando ispirazione nel cielo notturno. Cielo Buio è sicuramente una delle associazioni più importanti in Italia che hanno il compito di salvaguardare il cielo notturno, tuttavia bisogna ricordare che in Italia ci sono leggi regionali contro l’inquinamento luminoso, ma vengono poco applicate”.
“Sul suo sito ci sono tante bellissime foto che ha scattato. Una in particolare mi ha colpito: un raro specchio d’acqua in Cordigliera che riflette il cielo stellato”.
“C’era un periodo in cui andavo due o tre volte a settimane in Cordigliera da solo a fare foto. Salivo fino a 4600 metri di quota. Dopo un po’ di tempo, nel punto dove arrivavo con la macchina mi aspettava sempre una volpe in mezzo la strada. Non mi faceva passare se non le davo da mangiare. Si, quello specchio d’acqua della Cordigliera era più luminoso dei nostri inquinati cieli italiani. Basta questo per innamorarsi di un posto magico”.