Vi presento la mia ciurma, compresa Ippocampo, guidata da Pate.
Ogni anno, alla Barcolana, torno dove ho lasciato un pezzo di cuore e mi faccio nuovi vecchi amici.
Dietro questi sorrisi stanchi e la voglia di brindare, c’è gente che nella vita spinge forte: nei sogni, nel lavoro, nelle relazioni.
Ma qui siamo solo vento e acqua.
Tutto il resto affonda
Ippocampo quest’anno ha avuto un onore vero: ormeggiare a Molo Audace.
Quel molo che ho fotografato mille volte, che ha ascoltato i pensieri rivolti al mare.
Aperitivi in barca, festa in città, passeggiata lungo le rive ad ammirare gli altri scafi e la serata prima della regata finisce così: Ippocampo, Pate, io, Molo Audace. Buonanotte
La miglior attesa della Barcolana.
La linea di partenza misura circa 3 km... Dove partono gli altri? Come gira il vento? Come vogliamo arrivare in boa 1? Occhio a quello!
Arriva il primo colpo di cannone.
Inizia il caos della pre-partenza, l’energia collettiva.
Migliaia di vele e un solo vento.
La partenza della Barcolana è frenetica, un rumore che ti entra nel petto.
Non si fotografa, si sente.
Quando sei partito, la regata la fai tu, col tuo equipaggio.
Tattica, manovre, rumori, luci riflesse.
Quest’anno sono stato prodiere, e a tratti fotografo...
Due ruoli simili, in fondo: entrambi cercano di anticipare l'azione, per evitare il colpo o per catturarlo
Vado in barca da quando ho 3 anni, ogni volta riprovo le stesse emozioni, ogni volta imparo qualcosa, sulla navigazione, su me
Almeno cinque.
Sono le volte in cui ho chiesto a tutta la ciurma, timoniere compreso, di smettere ciò che stava facendo per girarsi e guardare.
L’orizzonte di vele, il mare, la luce.
Credo che nessuno di noi volesse essere altrove, e che tutti noi siamo rimasti stregati.
1856 barche a vela,
non ne ho viste due uguali.
Quando condividi la stessa boa con oltre 1800 barche, la senti prima di vederla.
Quando gli incroci sono così ravvicinati, avverti il mare rimbombare.
È un attimo di bellezza e adrenalina, un equilibrio sottile tra controllo e fiducia.
Prima gira il vento, poi ti improvvisi tattico, ma alla fine vuoi solo puntare la boa e aggredirla in mezzo a tutti.
Siamo diversi, ma quando il mare chiama diventiamo un solo corpo.
C’è chi parla poco, chi anticipa ogni gesto, chi si fida a occhi chiusi.
Collaborazione, fiducia, ritmo, mani e vento.
La barca va, noi con lei.
È in quei momenti che capisci cosa vuol dire essere parte di qualcosa che respira.
Buon vento a tutti, miei compagni di regata.
Visti da qui siete bellissimi: piccoli, lontani, ma vivi.
Ogni vela un’idea, ogni barca un battito.
Oltre 10 000 velisti nel Golfo di Trieste per la Barcolana57
Sulla linea d’arrivo non c’è più gara, solo rispetto e mare.
La regata è finita, ma il viaggio no.
Rotta 256°M verso Venezia, traversata notturna, silenzio e stelle.
Luci che si allontanano, nuove rotte che si incrociano.
Ho guardato il sole tramontare attraverso un binocolo e ho visto la volta celeste più impressionante della mia vita, e chi mi conosce sa quante ne ho inseguite.
Ippocampo è tornata a casa, sana e salva.
Ora approfitto del passaggio in barchino attraverso i canali di Venezia alle 04 del mattino, poi spero di arrivare fino a Brescia sano e salvo.
E nel salutarci, io e Pate ci siamo resi conto di quanto ogni anno questa sia un'esperienza magica: una certezza che stupisce ogni volta.
Buon vento, ci vediamo alla Barcolana 2026
Carosello