Carlo Grassi, originario di Genova, pacifico, non conosceva la cattiveria e, non rispondeva mai alle provocazioni. Abbandonò la sua azienda per vivere nella natura. Lasciò la Liguria e arrivò in Calabria. Si sistemò in una vecchia casa della zia, a Diamante dopodiché si trasferì a Verbicaro (CS). Un amore infinito per la natura e gli animali, i suoi cani li chiamava "bimbi". La sua vita è stata impregnata da una passione smisurata per tutto ciò che appartiene alla terra, un'anima libera che si è prodigata sempre a favore degli ultimi, come per i ragazzi Down con iniziative di autogestione della quotidianità. Una quotidianità fatta di semplicità e natura rivolta alla produzione di prodotti della terra, musica, soprattutto De Andrè, di cui suonava e cantava i suoi versi, con la sua chitarra sin dal mattino, svegliava la "comunità" con cui conviveva mentre preparava la colazione per tutti, con spirito gioviale e amorevole. Adorò la tarantella calabrese sin da subito e imparò persino a ballare e intonare, con i suoi strumenti, le note folkloristiche della nostra terra. Lascia un ricordo indelebile nei cuori di chi lo ha conosciuto e vissuto con lui quei magici giorni, mesi ed anni, insegnando e condividendo tutto il suo sapere su una vita "naturale". I suoi asinelli erano la sua compagnia e i suoi cani, adottati poi da Alessia, portano il nome che più amava per loro "Bimbo e Bimba". Se ne andò in silenzio e, fra quel silenzio, accompagnato dal "rumore della notte" fatto di sogni e speranze che oggi accompagnano Alessia , i suoi desideri, in parte avverati e, in parte non più realizzabili da "un'amico sincero e leale" che manca tanto, i suoi principi "amore, rispetto e devozione" sono orme di passi da seguire nel percorso di questa vita.