L'intento originale era di tenere un diario di quello che imparo, giorno per giorno. (Avrei dovuto cominciare qualche decennio fa.)
Poi già a partire dai primissimi giorni sta diventando anche un modo per tener traccia delle mie impressioni su libri, film, concerti, spettacoli teatrali, mostre, viaggi e altro - impressioni che altrimenti tenderei a dimenticare con troppa facilità.
Andrea Caranti
andrea.caranti@gmail.com
Nella biblioteca comunale di Trento ho consultato il volume
Elena Tonezzer, Vuoto di memoria : la riscoperta del quartiere del Sas di Trento, Fondazione Museo storico del Trentino, Trento, 2012, 75 p. : ill. ; 31 cm, ISBN 9788871971469, t-DT 2 b 268 e altre due segnature
Si tratta del catalogo della mostra
Vuoto di memoria: la riscoperta del quartiere del Sas di Trento, tenuta presso il Museo Storico del Trentino dal 5 aprile 2012 al Gennaio 2013
A seguito dello studio di Villa Gherta, ero interessato a come si raccordasse la Galleria Garbari al quartiere del SAS prima dello sventramento di quest'ultimo. Il tutto è chiarito da queste due mappe, tratte dal volume sopra citato.
Curioso quel vicolo, oggi non più esistente, fra le due Gallerie. Ecco cosa si vede oggi dal lato dell'odierna via Manci (da Google Street View).
Dobbiamo fare un sopralluogo dal lato di Piazza Cesare Battisti per verificare se lì è rimasta qualche traccia.
Ho ricominciato a leggere i Buddenbrook di Thomas Mann, nell'elegantissima edizione dei meridiani. Ne avevo letto una parte anni fa, ma poi mi ero piantato.
Affascinante rappresentazione di un mondo e di un'epoca. Alcuni temi sono sempre gli stessi, per esempio quando alcuni personaggi si dichiarano pro o contro il libero commercio. Crdo si vda l'eesito della rivoluzione borghese, che rimpiazza i nobili con i mercanti - ma questi ultimi comunque si ispirano ai primi. Dolorosa, ricordandola, l'ingenuità del capofamiglia Mann che si lascia abbindolare da Gruenlich. Bello il personaggio di Morte, che rappresenta l'ascensore sociale che funziona, il figlio di un subordinato agitato che studia medicina a Goettingen.
Lo so che è solo un romanzo, ma è terribilmente coinvolgente, e le scene ad Amburgo fra il console, Tony, Grünlich e il banchiere Kettelmeyer mi fanno venire l'acidità di stomaco.
Notevole anche il fatto che nel 1848 a Lübeck si votasse per corporazioni - la Rivoluzione Francese aveva attecchito solo fino a un certo punto, non si vota a più per Stati, ma questi erano stati rimpiazzati dalle corporazioni.
Vedi anche queste altre foto fatte il 4 novembre
Film che certamente induce alla riflessione, ma che mi ha lasciato, almeno per ora, insoddisfatto.
Le discussioni intellettuali fra i filosofi mi sono parse quasi caricaturali.
Che Hank metta una mano sulla coscia di Maggie davanti a tutti, nel 2019, a MeToo gia avviato, mi pare inverosimile.
La ἀναγνώρισις finale mi è parsa un po' appicicaticcia.
Troppe cose, poi, troppi subplots.
Certo, i temi sono interessanti, o almeno lo sarebbero, ma il taglio finale non mi ha cnnvinto.
Da verificare col romanzo di Michela Murgia, ma veramente il messaggio e che la vita e finita, e quindi bisogna viverla ora?
Comunque una bella Roma, molto Trastevere, Isola Tiberina, ecc.
Dunque i complottisti alla fine le hanno azzeccate tutte, dal fatto che gli andromedani hanno bisogno dei capelli per comunicare in poi.Jesse Piemons è assolutamente straordinario, da Oscar, ed Emma Stone non è da meno. Concordo che non sia il film migliore di Lanthymos, ma resta sempre un'opera che vale la pena vedere.
Straordinaria la sequenza finale di scene di morte sulla Terra.
Vedi il programma di sala, e la voce Wikipedia
M. Musorgskij Quadri di un’esposizione
F. Say Selezione di brani
Che dire, una esperienza che ci ha fatto sentire come se fluttuassimo al di fuori del nostro corpo. Da chiedersi, ma sono veramente qui, ora, e sto sentendo tutto questo? Eravamo in prima fila (vedi foto), così abbiamo potuto vedere bene tutti i gesti e le espressioni (sembrava guardasse noi), e il pizzicare le corde del pianoforte, e il battere dei piedi. E i fortissimi dei quadri arrivavano fortissimi, riflessi dal coperchio del pianoforte.
Una mostra molto vasta e a prima vista interessante. Accanto alla parte più propriamente artistica, interessanti da un punto di vista dell'evoluzione tecnologica le bici di Coppi o Moser.
Luigi Bonazza, donato alla SOSAT
Alberto Burri, Karate, 1992
Mostra Poveri diavoli. Le rivolte contadine del 1525 nel principato vescovile di Trento al Museo Diocesano, curata fra l'altro da Marta Villa
Francesco Verla
Una bella lezione di Carlo Andrea Postinger al Centro Civico di Povo
Di questa immagine, interessante la pestilenza (o altre afflizioni) che è una freccia scagliata da Dio - qui c'è la Madonna (della Misericordia) che protegge i fedeli. In un'altra immagine era la morte a lanciare frecce e a sparare. Probabilmente questa è una delle ragioni per cui San Sebastiano protegge dalle pestilenze.
Tutto Chopin (ha appena vinto il concorso omonimo), un brano dalle Variazioni Goldberg come bis.
F. Chopin (1810 – 1849)
Notturno in do diesis min. op. 27 n. 1 (1836)
Barcarola in Fa diesis magg. op. 60 (1845–46)
Tre mazurche, op. 56 (1843–44)
I. Mazurka in Si magg.
II. Mazurka in Do magg.
III. Mazurka in do min.
Polonaise-Fantaisie in La bem. magg., op. 61 (1846)
Polonaise in si bem. min. op. 71 n. 2 (1828, pubblicata postuma)
Sonata n. 2 in si bem. min. op. 35 (1837–39)
Grave – Doppio movimento
Scherzo
Marche funèbre: Lento
Finale: Presto
Da un post FB di Eugenio Mastroviti
"Nei campi di concentramento nazisti QUASI nessuno meritava di starci, ma personalmente ho sempre fatto una piccola eccezione per i membri della Verband nationaldeutscher Juden, l'associazione ebraica filo-nazista che sostenne Hitler nella sua scalata al potere e ne fu ricompensata, appunto, con i campi di concentramento almeno per la dirigenza."
Non mi ha convinto. Nell'introduzione gli dei, oggi, constatano di non aver più alcun potere perché gli esseri umani non credono più in loro - mi sembra una citazione diretta di American Gods di Neil Gaiman. Nel finale, l'idea che il massacro da parte dei Greci di Troia sia stato il punto di svolta. Ci sta invitando a riflettere sulla disumanità delle guerre di oggi? Forse, ma il cast non appare tutto all'altezza, e il misto di comico e tragico non risuona. Ottimi i fondali giapponesizzanti, e buona l'idea dei guerrieri come pupi.
Iliade canta di un mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non decidono nulla, ma sono agiti dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né vinti. La coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani.
In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è difficile specchiarci e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura, dal desiderio di ricchezza, dall’ossessione del nemico, dai giochi di potere e da tutte le forze distruttive che ci sprofondano nell’irrazionale e rendono possibile la guerra.
Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade che, come accade con la grande poesia, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all’orrore.
A dieci anni dalla nascita, dopo I Duellanti e Don Chisciotte, il Quadrivio, formato da Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer, riscrive e mette in scena l’Iliade per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e nella guerra di tutte le guerre
ALESSIO BONI / ANTONELLA ATTILI
ILIADE. Il gioco degli dei
testo di Francesco Niccolini
liberamente ispirato all’Iliade di Omero
drammaturgia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer
con (in o.a.)
Haroun Fall, Jun Ichikawa, Liliana Massari, Francesco Meoni, Elena Nico, Marcello Prayer
scene Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
disegno luci Davide Scognamiglio
musiche Francesco Forni
creature e oggetti di scena Alberto Favretto, Marta Montevecchi, Raquel Silva
regia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
in coproduzione con Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo, Fondazione Teatro della Toscana, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Tutto sommato un buon film, Paola ed io ci siamo inevitabilmente commossi verso la fine. Insomma, 'sti padri possono essere anche loro il genitore giusto, empatico e tutto.
Brave sia Galatea Bellugi, nella parte di Matilde, che Anna Lazzeri, nella parte della figlia Jasmine.
Peli nell'uovo. Non mi è del tutto chiaro il ruolo di Valeria Bruni Tedeschi. Nel senso che è una parte meno sopra le righe del solito, ma qual è la funzione nella storia? Farci capire - se proprio non l'avessimo capito, alla Sorrentino - che Adriano è un ottimo padre? Perché il tumore? Anche un po' appiccicato il brevissimo accenno alla storia psichiatrica dei familiari di Matilde, col nonno suicida e madre e sorella in clinica psichiatrica.
This is about the word "nimrod". I understand it originally refers to a biblical figure, a great hunter. These days I understand it means "dimwit". How did the current meaning develop?
🥕 The Looney Tunes Effect
The most widely accepted explanation for the semantic shift, particularly in North American English, points to the use of the word in Warner Bros. cartoons featuring Bugs Bunny.
* Sarcastic Use: The character Bugs Bunny would often taunt his clumsy nemesis, the hunter Elmer Fudd, by sarcastically calling him a "nimrod." (Daffy Duck and Bugs Bunny both used the term to refer to Fudd and Yosemite Sam in various shorts from the late 1940s and early 1950s).
* The Joke: The humor was rooted in irony—comparing the inept, failure-prone Elmer Fudd to the Biblical Nimrod, who was a legendary and mighty hunter.
* Misunderstanding: The satirical nature of the insult was lost on many viewers, especially children and those unfamiliar with the Biblical reference. They simply understood the word "nimrod" as a derogatory term used to describe the bumbling, foolish hunter, Elmer Fudd.
* Popularization: Because the cartoons were immensely popular, this new, misunderstood meaning—synonymous with "idiot," "clumsy person," or "fool"—entered and was popularized in American slang, particularly among teenagers in the late 20th century.
📜 The Biblical Origin and Earlier Shifts
The original meaning, as you noted, comes from the Book of Genesis.
* Biblical Meaning: Nimrod is described as "a mighty hunter before the Lord" and a powerful king who founded cities like Babel and Nineveh.
* Early Insult: While the modern meaning is likely from the cartoons, some sources cite earlier, non-cartoon instances of "nimrod" being used as an insult as far back as the 1930s. This suggests that the word may have been used ironically by hunters themselves to mock an incompetent peer, or that the Biblical figure's association with the Tower of Babel (a foolish, prideful venture against God) had already led to some negative or tyrannical connotations in English centuries before.
Anteprima della mostra. Mi è piaciuta molto, l'allestimento è bello e ingegnoso.
Un insolito Bonazza. Notare le ampie pennellate.
Un altrettanto insolito Burri
Kian Soltani violoncello
Benjamin Grosvenor pianoforte
F. Schubert Sonata in la minore, D. 821 “Arpeggione”
F. Ali-Zadeh “Habil Sajahy” per violoncello e pianoforte preparato
E. Wallen “Dervish”
C. Franck Sonata in la maggiore per violino e pianoforte
“Suona con un calore disinvolto… attirando tutti a sé come l’aureola intorno alla fiamma di una candela” [Washington Post]
Ogni volta che Kian Soltani fa musica si aprono nuovi universi di immaginazione. Senso di individualità, profondità di espressione e presenza carismatica sono tra gli ingredienti dell’arte del violoncellista austriaco. Recensioni entusiastiche e inviti a esibirsi nelle più importanti sale da concerto lo hanno trasformato da astro nascente a uno dei musicisti più interessanti della sua generazione. Riconosciuto da Gramophone come uno dei 50 migliori pianisti di sempre, il britannico Benjamin Grosvenor si esibito in tutto il mondo, con interpretazioni virtuosistiche sostenute da un equilibrio unico tra padronanza tecnica e intensa musicalità. Laureato con la Queen’s Commendation for Excellence, è ambasciatore di Music Masters, un ente di beneficenza che si dedica a rendere l’educazione musicale accessibile a tutti i bambini, sostenendo la diversità e l’inclusione.
Notre Dame con Lucia e Alfredo. Incontriamo i Giuliani, Caffè da Noir. Poi un aperitivo con charcuterie e Orange da Les Amoreuses, e piatto rotto da Andrea, e cena con calice rotto da Lucia da Procope.
Al mattino Pantheon con Carla e Gianni. Sarracine a La Petite Bretonne. Musée Bourdelle. Cena Vietnamita Viet 1331.
Orangerie. Foundation LouisVuitton, Quiche Lorraine al chioschetto. Orsay. Cena coreana.
Musée Picasso. Sarracine. La grande numero deux.
Fondation Louis Vuitton
Alla FLV
Lia al Musée Bourdelle
Musée Picasso. Figure : projet pour un monument à Guillaume Apollinaire. Paris, automne 1928. Fil de fer et tõle
Un mobile per Marta, courtesy of Google Gemini
Paolà à l'Orangerie
Les petites coulottes aux Nymphéas
Notre Dame
Gianni e Carla
Angela Moresco and friend
Danilo Da Silva Calegari and friend
Centauro morente
La testa del centauro morente
Héraklès archer ou Héraklès tue les oiseaux du lac Stymphale,
Antoine Bourdelle (1909)
Il volto di Eracle di Bourdelle
Musée Picasso. Guitare. Paris, printemps 1926. Toile bois, corde, clous et pitons sur panneau peint
Raoul Dufy (1877-1953), Trente ans ou la Vie en rose, 1931
Huile sur toile Paris, musée d'Art moderne de Paris, don Mathilde Amos, 1955
Exposé en 1931 à la Galerie B. Weill
Pablo Picasso (1881-1973), Nature morte, 1901, Huile sur toile
Barcelone, Museu Picasso, Exposé en 1902 à la Galerie B. Weill, Nature morte
Bourdelle
Bourdelle
Lo spendido filmato di Gianni Toller
Chissà perchè l'avevo lasciato a metà la prima volta. É un romanzo meraviglioso, e scritto da Thomas Mann fra i 22 e i 26 anni d'età!
Alcuni brani devo ritrovarli e segnarmeli, tipo il momento mistico di Thomas, o le visioni musicali di Hanno. La capacità di Mann di notare le idiosincrasie personali è straordinaria, vedi per esempio Tony e la "vita". Anche il ritornello sugli occhi di Gerda.
Da approfondire la nascita delle elite commerciali nella Lega Anseatica. Una delle richieste popolari nel 1848 era "one man one vote" invece del voto per corporazioni - non è il voto per Stati, ma quasi.
Consigliato da Alfredo. Si legge scorrevolmente, e la situazione di tensione e di pericolo costante, particolarmente una volta fuori dalla gated community, è palpabile. Anche degno di nota come gli istinti di base rimangano tali anche in una tale situazione.
Però per esempio che la moneta continui ad avere un valore mi pare piuttosto irrealistico, e anche non si capisce bene l'economia come vada avanti, ad esempio la produzione dei generi alimentari. Ma questo è un problema comune a molta fantascienza.
Tengo per ora in sospeso il seguito, Parable of the Talents, che pure dovrebbe essere interessante e in qualche modo profetico, e ricorda vagamente The Handmaid's Tale.
Questo potrebbe diventare un sito a parte. L'argomento è stimolato da una osservazione di Dario Ghidoni durante la seconda puntata di SERATE JAZZ... IL SOFFIO E L'ANIMA condotta da Dario Ghidoni il 17 novembre 2025 (quella serata dove ha grandinato, e mi sono infradiciato fino all'osso).
In breve, innovazioni come il bebop aumentano la imprevedibilità, nel senso che è più difficile anticipare quello che seguirà, in ogni aspetto musicale. In sostanza, più informazione, Lo stesso avevo l'impressione succedesse con la serialità. Ma sentiamo cosa ha da dire in proposito Google Gemini
Q. Could you point me to scientific literature concerning the following topic. There are novelties in music (like bebop, or dodecaphonic music) that appear to render music less predictable from one measure to the next. Are there information-theoretical studies in this regard?
A. Yes, Andrea, there is a robust body of scientific literature applying information theory to music. Researchers specifically use these tools to quantify how "novelties" like the chromaticism of Bebop or the tone rows of dodecaphony increase Information Content (or Surprisal) and Entropy.
Here is a guide to the key concepts and specific literature addressing your question.
1. Key Concepts in the Literature
To navigate this field, you should look for three specific terms:
Information Content (IC) / Surprisal: A measure of how unexpected a specific musical event (note, rhythm) is given the previous context. A high IC note (like a "wrong" note or a sudden modulation) is highly novel.
Entropy: The average unpredictability of a musical passage.
Classical Music (Mozart/Haydn): Tend to have lower entropy because they follow strict hierarchical rules (if you hear a Dominant 7th chord, you can predict the Tonic resolution with high probability).
Bebop & Dodecaphony: Have higher entropy. The probability distribution of the "next possible note" is flatter, making the music harder to predict.
The Inverted-U Hypothesis (Berlyne/Huron): Most listeners prefer a "sweet spot" of predictability. Too predictable (low entropy) = boring. Too novel (high entropy) = chaotic/noise. Bebop and Serialism push this boundary toward the "chaos" side for uninitiated listeners.
2. Literature on Bebop and Jazz Novelty
Bebop is a prime subject for these studies because it deliberately increases entropy through chromaticism and fast harmonic rhythm, yet retains a structural logic.
Comparative Entropy in Jazz Solos:
Study: Rhythmic Complexity in Jazz: An Information Theory Approach (Doug Abrams).
Finding: This research analyzed transcriptions of solos by Louis Armstrong, Lester Young, Charlie Parker, and others. Counter-intuitively, it found that Lester Young’s solos sometimes exhibited higher entropy (less predictability) than Charlie Parker’s, despite Parker being associated with the more complex Bebop style. This suggests that Parker’s "novelty" came from specific harmonic substitutions (high local surprisal) rather than just statistical randomness.
Statistical Learning in Improvisation:
Authors: Tatsuya Daikoku and colleagues have published extensively on "Statistical Learning" in jazz.
Finding: They use $n$-th order Markov models to show that jazz improvisers (like Bill Evans or Herbie Hancock) balance local surprisal (unexpected notes) with global structure. Their studies suggest the brain "learns" the statistical probabilities of a jazz style, eventually lowering the perceived entropy as one becomes an expert listener.
3. Literature on Dodecaphonic (12-Tone) Music
Dodecaphony is often cited as the theoretical maximum of pitch entropy because the 12-tone row technique ensures that all 12 pitch classes appear equally often, effectively flattening the probability distribution.
The "Flat" Probability Distribution:
Concept: In tonal music, the root and fifth are played much more often than other notes (uneven distribution = high predictability). In serialism, the distribution is uniform (flat).
Literature: David Huron (book: Sweet Anticipation) discusses how this removal of statistical redundancy forces the brain to look for other patterns (like rhythm or timbre) because pitch prediction fails.
Perceived vs. Mathematical Complexity:
Study: Information-theoretic Modeling of Perceived Musical Complexity (often associated with the IDyOM model by Marcus Pearce).
Finding: These studies show that while dodecaphony is mathematically "unpredictable" (high entropy), human listeners often perceive it simply as "random" until they learn the specific row forms. The lack of hierarchy (no "home key") removes the "reduction of uncertainty" that the brain finds pleasurable.
4. Specific Recommended Reading
If you wish to dig into the papers, I recommend searching for these specific authors and titles:
David Huron: Sweet Anticipation: Music and the Psychology of Expectation (MIT Press). This is the seminal text linking biology, information theory, and music history.
Marcus Pearce: Look for papers on IDyOM (Information Dynamics of Music). This is a computational model that predicts notes in a melody and calculates the entropy. It has been used to compare Western tonal music against post-tonal styles.
Elizabeth Margulis: On Repeat: How Music Plays the Mind. While focused on repetition, she uses information theory to explain why we need repetition (low entropy) to understand novel music like Berio or Carter.
Daikoku et al. (2018): Entropy, Uncertainty, and the Depth of Implicit Knowledge on Musical Creativity. A computational study specifically looking at jazz improvisation.
Summary
Novelties in Bebop and Dodecaphony generally increase the entropy of the musical signal. Information-theoretical studies confirm that these genres reduce the "redundancy" that allows listeners to anticipate what comes next. The "novelty" is mathematically quantifying the brain's inability to predict the next measure with high confidence.
Would you like me to find a specific abstract for one of the papers mentioned, for instance, the comparison between Charlie Parker and Lester Young?
Sweet Anticipation - Book Trailer
The video provides an overview of David Huron's book "Sweet Anticipation," which is a foundational text explaining how the brain processes musical predictability and surprise, directly relevant to your interest in information theory and musical novelty.
So, following GG's advice, I started with
Leonard B. Meyer, Meaning in Music and Information Theory, The Journal of Aesthetics and Art Criticism , Jun., 1957, Vol. 15, No. 4 (Jun., 1957), pp. 412-424
David Huron, Sweet Anticipation: Music and the Psychology of Expectation, MIT Press, 2008
Doug Abrams, Rhythmic Complexity in Jazz: An Information Theory Approach, PhD Thesis, Department of Music and Dance, University of Massachusetts Amherst, 2023
Palazzo Davanzati
Pranzo al Caffè del Verone
Uffizi e Corridoio Vasariano
Beato Angelico a Palazzo Strozzi
Per ora solo qualche immagine
Rosso Fiorentino
Correggio
Corridoio Vasariano sopra Ponte Vecchio
Beato Angelico, Cristo deposto, 1432-1434
Beato Angelico attribuito, Testa di giovane
Antonio Rossellino e bottega, Cosimo de' Medici, 1460-1464 circa
Mino da Fiesole, Vergine annunciata, 1460 circa
Con Alvise, Matteo, Davide e Stefania. Assente Niccolò per infortunio. Ad aiutare c'era Antonella Cavalleri.
Stefania, Alvise, Davide, Andrea, Matteo
J. Sibelius (1865–1957)
The Trees, op. 75 (1914)
When the Rowan Blossoms | The Lonely Pine | The Aspen | The Birch | The Spruce
E. Grieg (1843–1907)
Holberg Suite, op. 40 (1884)
Praeludium (Allegro vivace) | Sarabande (Andante espressivo) | Gavotte (Allegretto) – Musette | Air (Andante religioso) | Rigaudon (Allegro con brio)
E. Rautavaara (1928–2016)
Sonata n. 2 “The Fire Sermon”, op. 64 (1970)
Molto Allegro | Andante Assai | Allegro brutale
L. Janáček (1854–1928)
V mlhách (In the Mists) (1912)
Andante | Molto adagio | Andantino | Presto
F. Liszt (1811–1886)
Funérailles, S. 173 (1853)
A. Scriabin (1872–1915)
4 Preludes, op. 22 (1897)
Andante | Andante | Allegretto | Andantino
Fantasia, op. 28 (1900)
Più quattro bis:
Nikolai Medtner (Forgotten Melodies I, Op. 38: No. 6; Canzona Serenata)
Georg Friedrich Händel (Suite num. 1 in si bemolle maggiore HWV 434, IV. Minuetto)
Rachmaninoff (Morceauux de fantaisie, op. 3 no. 2, preludio in do diesis minore)
Chopin (Mazurka in do minore)
"Il ventitreenne pianista russo Alexander Malofeev, vincitore del Premio Čajkovskij nel 2014, torna in Filarmonica dopo sei anni dal suo memorabile concerto di debutto a Trento. Da allora Malofeev è rapidamente diventato uno dei più famosi pianisti della sua generazione. Le sue esibizioni, contraddistinte da precisione tecnica, incredibile maturità, suoni cristallini e un equilibrio perfetto, hanno raccolto grandi elogi da parte della critica, con testate come Der Standard che hanno recensito il suo debutto al Musikverein di Vienna come “una rivoluzione pianistica mondiale”. Al servizio di una sensibilità impeccabile, sorprendente anche per la fermezza delle scelte musicali dei programmi, Malofeev tesse una seta sottile, con una finitura abbagliante che fa trasparire un’urgenza tenue e incanalata e sembra contenere tutta la natura del gioco.¨
Un concerto memorabile, il giovane artista è a suo agio sia sul forte che sul piano. Indicativo il brano di Rautavaara, che alterna botte di gomito sulla tastiera a passaggi classici e struggenti.
Preview della nuova mostra. La nuova direttrice Micol Forti è venuta a presentarsi a ciascuno dei tre gruppi di visita. Aggiungerò immagini successivamente, non ho fatto foto in questa occasione. Per intanto, Luna e Mart.
Ed ecco un po' di foto, da una visita successiva.
Luigi Ratini, Ritratto con pelliccia
Luigi Bonazza, Ritratto della signora G.
Luigi Bonazza, Piccolo mercato + vista
Luigi Bonazza, Merletto
Franz von Matsch, Testa nel sole
Luigi Bonazza, Jovis amores - Leda
Luigi Bonazza, Ritratto in giardino
Sto leggendo due libri:
Sorgo Rosso, di Mo Yan. Opera monumentale e straordinaria, intrisa di una violenza che appare integrale al mondo contadino, dove il sorgo fornisce tutto, dal cibo alle bevande alcoliche al vestiario.
Touch di Claire North (pseudonimo di Catherine Webb). Consigliato da Niccolò. È la stessa autrice di The First Fifteen Lives of Harry August Forse un po' meno affascinante del precedente, ma sempre godibile la premessa e lo sviluppo.
Bellissima giornata con Paola e Cristina (che è arrivata dopo pranzo).
Siamo andati a pranzo al nuovissimo Mercato Centrale. Una bolgia, ma siamo andati presto all'Alpin BIstro, dove ci siamo seduti con vista sui nuovi giardini, e Paola ha preso una eccellente tagliata, e io uno strudel di verdure e una parmigiana di melanzane, entrambe eccellenti.
Poi a teatro, dove ci ha raggiunti Cristina, e abbiamo preso il caffè seduti comodi.
Re Lear di Gabriele Lavia è stato straordinario. Il testo è quello, di una straordinaria potenza, e che lascia strascichi di riflessione, con i molteplici problemi che mette sul tavolo.
Belle le scene, con la passerella inclinata che rende efficaci ingressi e uscite, e il pulpito che permette una interazione col pubblico, a cui vengono lanciate monetine, e a cui vengono poste domande.
Eccellenti quasi tutti gli attori. Ha una bellissima parte, ma estremamente efficace Andrea Nicolini (anche fine musicista) come Fool. Stessa cosa per Ian Gualdani nella colossale parte di Edmund. Ho trovato molto interessante il fatto che nel finale, da quando sono a torso nudo e con le maschere, Edgar (che dovrebbe essere interpretato da Giuseppe Benvegna) e Edmund diventino quasi indistinguibili.
Dopo il teatro siamo ripassati al Mercato Centrale, dove ci siamo goduti un tagliere di comfort food e io una piccola Weihenstephan.
Devo essere io che sono insofferente, è piaciuto praticamente a tutti tranne che a me. Spietati capitalisti da caricatura, e idealisti che quando si tratta di soldi diventano molto pratici. Molto adatto per la propria bolla, senza una prospettiva interessante od originale.
Buon film, ma mi pare più premiato per ragioni politico-ideologiche. Comunque mi ha colpito l'idea che i buoni non riescano ad essere cattivi - un po' quello che è successo a Bondi Beach, dove quelli che rano riusciti a disarmare gli attentatori non hanno poi usato l'arma contro di loro, cosicché due sono rimasti uccisi, e uno ferito.
Interessante visita con un curatore del Mart a una bella mostra di tessuti settecenteschi.
Roberto Pancheri ed io abbiamo fatto da narratori per i volontari FAI. Ottimo feedback.
Non so, il testo è sempre quello che è, ma avendo in mente la rappresentazione vista al Piccolo, questa è stata un po' deludente. Non ben delineati i personaggi, la prima parte è piuttosto confusa.
Bella visita al museo delle macchine del caffè, e alla antica torrefazione.
E così conosciamo Andy Reich.
Con Cristina, Paola, Alvise, Eveline e Laura. Deludente la prestazione di Rami Malek, molto meglio Russel Crowe, anche se il tutto è un po' troppo americano, come ha osservato Alvise. Il finale, con Malek che dice che quelle persone che ci sembrano mostri usciti da chissà quale inferno sono in realtà fra noi, mi pare molto influenzato dall'attualità. E la frase, sempre nel finale, sul fatto che Norimberga abbia posto le basi per il Tribunale Penale Internazionale è fra l'ironico e l'ottimista, di nuovo vista la storia recente.
Con Paola, Alvise, Eveline e Laura. Ho bevuto troppo, e ne è seguito un reflusso, a cui devo assolutamente badare.
Tutto sommato non entusiasmante.
Regalo di Natale di Niccolò, Terminato oggi. Carino. Questa free AI che si trova costretta a passare da un monkey a un altro, con qualche intermezzo su droni, quando l'infospace viene distrutto. E finisce per sviluppare una empatia per gli umani, e per la vita terrena.